LA SERBIA DELLA TIGRE ARKAN


Zeljko Raznatovic, meglio conosciuto come la tigre Arkan, è stato un militare serbo nonchè leader indiscusso della medesima nazione durante la guerra nella ex-Jugoslavia.
Quarto figlio di Veljko, comandante dell'armata popolare jugoslava, Zeljko Raznatovic nasce a Brezice, in Slovenia, dove si era trasferito il padre.
Cresce con le tre sorelle maggiori tra Brezice, Zagabria e infine Belgrado; a nove anni fugge per la prima volta di casa mentre a diciotto viene arrestato per una rapina in un bar di Zagabria: conoscerà nella sua vita un buon numero di penitenziari.
Negli anni '70 si aggira per l'Europa svolgendo attività spionistica per conto dell'UDBA, la polizia segreta jugoslava, anche compiendo missioni contro emigrati non molto graditi al partito.
I servizi segreti in cambio di questi lavoretti offrono ad Arkan protezione, armi, documenti falsi e tutti i mezzi necessari per la sua carriera militare; questi mezzi vengono sfruttati da Raznatovic anche per la sua importante carriera di rapinatore che comincia seriamente nel 1974 con una rapina in un ristorante milanese per poi spostarsi in belgio, svizzera e paesi bassi.
In Belgio sconta una pena di quattro anni; subito rilasciato viene condannato ad altri sette anni di reclusione ma riesce ad evadere scappando in Svezia dove ad aspettarlo c'è il suo più stretto collaboratore Carlo Fabiani.
Negli anni '80, dopo numerose evasioni, condanne per venticinque anni e un bottino non indifferente, fa ritorno a belgrado dove diventa capo della sicurezza serba e capo degli ultras della STELLA ROSSA di Belgrado.



Durante i suoi anni da capo ultras di una delle più temute tifoserie europee, Arkan trova il tempo di uccidere il direttore dell'azienda elettrica INA, di farsi arrestare dalla polizia croata per traffico d'armi nel 1990 e di farsi poi rilasciare nel 1991, a poco tempo dall'inizio della guerra in Jugoslavia.
Proprio sugli spalti del MARAKANA si forma l'Arkan nazionalista: unisce le diverse fazioni in cui sono divisi gli ultras in nome del loro presidente serbo SLOBODAN MILOSEVIC e in dono dalla dirigenza della stella rossa riceve una pasticceria che diviene il quartier generale dei suoi uomini.
Quando nel 1991 inizia la guerra con la Croazia (uno dei pretesti per far scaturire la guerra furono i pesanti scontri a Zagabria tra le opposte tifoserie della STELLA ROSSA BELGRADO e la DINAMO ZAGABRIA) i vertici jugoslavi pensano a lui per organizzare le milizie di volontari.
Raznatovic non fatica assolutamente a formare un esercito di volontari nazionalisti pronti a combattere per lui e per la loro patria: questi volontari erano gli HOOLIGANS delle diverse curve degli stadi serbi, in particolare stella rossa e i criminali comuni che affollavano le carceri e che volevano riscattarsi dal loro passato.
A partire dal 1991, Arkan gestisce il Centro per la Formazione Militare del Ministero per gli Affari Interni serbo.
Arkan, solamente dagli ultras della stella rossa, recluta un'unità di circa 3000 uomini con il nome ufficiale di GUARDIA VOLONTARIA SERBA, successivamente modificato in TIGRI che a partire dall'autunno del '91 ha operato sulla linea di confine serbo-croata.
Si dice che il nome tigri sia voluto dallo stesso Raznatovic quando è entrato in possesso di un piccolo tigrotto che sosteneva aver rubato dallo zoo di Zagabria.
L'unità TIGRE era solita attaccare con l'artiglieria un paese, di norma musulmano o croato, impossessandosi di strade principali e case o proprietà private da donare al popolo serbo; secondo un documento jugoslavo il motivo principale della lotta di Arkan non era tanto la lotta al nemico ma l'appropriazione di proprietà private musulmane da donare ai poveri della Serbia ortodossa e la feroce tortura dei cittadini che gli si opponevano al passaggio.
Il quattro aprile del 1992 l'unità Tigre compie una vera e propria impresa eroica, compiendo all'incirca 400 omicidi tra i musulmani che abitavano in serbia e che volevano organizzare la rivolta insieme ai bosniaci; l'allora presidentessa della zona sul confine controllata dalla serbia si recò a Bijeljina, dove stazionava l'unità Tigre e davanti alle telecamenre del modo intero baciò Arkan complimentandosi per il lavoro svolto.
Tra il 1992 eil 1993 le truppe del comandante Arkan svolgono una vera e propria pulizia etnica all'interno dei territori serbi e bosniaci; i territori presidiati dalle truppe serbe erano quei territori dove anni indietro la popolazione serba viveva pacificamente ma fu poi costretta ad abbandonarli perchè i musulami conquistarono tutto con le armi e la violenza e ora era giunto il momento di riconquistarli.
L'11 giugno del 1995 e nei giorni seguenti, Arkan e il suo esercito aiutano le truppe di RATKO MLADIC a riconquistare la città di Srebrenica cacciando a forza la popolazione musulmana che aveva invaso il territorio; sempre in quell'anno Arkan si presentò alle elezioni in Bosnia con il PARTITO DELL'UNITA' SERBA, ottenendo buoni risultati e un finanziamento da parte dell'OSCE per una cifra intorno ai 225.000 dollari.


La fortuna di Arkan viene principalmente dalla guerra; i saccheggi, il contrabbando di armi, benzina e sigarette e il traffico di auto rubate.
In particolar modo il leader serbo si è arricchito grazie al saccheggio sistematico delle case da lui conquistate, dove l'immobile andava alle famiglie serbe ma i beni tipo gioielli e preziosi andavano a lui e siccome non si fidava del sistema bancario della Jugoslavia comunista decise di tenere tutti i beni sequestrati nella propria abitazione.
Arkan aveva uno stile di vita molto lussurioso, ma si è sempre dimostrato generoso verso il proprio popolo; nel 1998 diventò il presidente della squadra di calcio belgradese dell' FK OBILIC, che poi successivamente donò alla moglie come pegno d'amore.
I famosi calciatori DEJAN SAVICEVIC e SINISA MIHAJLOVIC ricordano molto bene la giornata del dicembre del 1991 quando, reduci dalla vittoria della coppa intercontinentale a Tokyo, ad accogliere i giocatori della stella rossa, la loro squadra di allora, all'aereoporto di Belgrado trovano l'amico Raznatovic; conservano ancora il dono che il leader serbo fece ad ognuno di loro...una zolla di terra della slavonia con una pergamena: sulla pergamena oltre agli onori della vittoria calcistica c'era la promessa di Arkan che avrebbe liberato quella parte di terra dall'invasore.

Le tigri rimasero in attività fino all'ultimo giorno di guerra in Bosnia; Arkan fu assassinato il 15 gennaio del 2000.
La "tigre" si trovava all'INTERCONTINENTAL HOTEL di Belgrado a chiaccherare con dei suoi amici quando DOBROSAV GAVRIC, un poliziotto ventitreenne in congedo gli si avvicinò e gli sparò alla testa.
inutili i soccorsi da parte di ambuazne e amici perchè Zeljko Raznatovic si spense durante il tragitto all'ospedale.
La furia del suo sicario fu talmente energica da colpire a morte anche due stretti collaboratori di Arkan seduti al tavolo proprio con lui in quel momento; si salvò invece Zvonko Mateovic, un altro suo collaboratore il quale estrasse la sua pistola e colpì il killer alla spina dorsale paralizzandolo a vita.
Quando si diffuse la notizia della morte di Arkan, per tutta la Serbia ci furono spedizioni punitive contro presunti complici del suo assassinio; durante il funerale, a cui assistettero 200.000 persone, la sua milizia gli tributò gli onori militari.
La cerimonia fu eseguita secondo il rituale della sua chiesa ortodossa serba e la salma sepolta nel cimitero di NOVO GROBLJE a Belgrado.
La morte di Arkan suscita ancora stupore e tristezza tra il popolo serbo; tutt'ora viene pianto e per lui ogni anno vengono organizzate manifestazioni e ricorrenze per tutta la Serbia; nella sua Belgrado gli ultras della stella rossa non lo hanno mai dimenticato anzi, portano ancora avanti le lotte nel nome del loro leader.............ONORE ALLA TIGRE ARKAN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



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