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Il silenzio degli innocenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Militia Como   
Venerdì 10 Luglio 2009 14:09
Tra poco si vota, o si dovrebbe votare, il quadro che ci si presenta si configura,  come ogni volta, tra il grottesco e l’indegno, da un lato Silvio Berlusconi, la cui sindrome di onnipotenza non conosce ostacoli, portatore sano di tutte quelle politiche che noi avversiamo senza appello su tutti i fronti e a 360°, dall’altro un PD il cui segretario ha la medesima consistenza di un ectoplasma, la cui intelligenza e furbizia politica è pari a quella di una Leptinotarsa decemlineata (dorifora delle patate) e la cui capacità di movimento strategica rasenta quella dei nani da cortile, la cui atavica incapacità di proporre qualsiasi alternativa lo costringe ad incamminarsi su vergognose scorciatoie contrapponendosi all’avversario politico sul piano (rasoterra) della squallida insinuazione sessuale.
Come le stelle cadenti a San Lorenzo, e puntuale come un orologio Bernese ecco arrivare l’ennesimo attacco della Magistratura, talmente atteso e scontato da passare ormai quasi inosservato. Quelli della mia età, coloro nati negli anni ’70 e ’80 ormai sono convinti che l’Avviso di Garanzia o il Rinvio a Giudizio per Silvio Berlusconi siano ormai due pratiche istituzionali che viaggiano ciclicamente di pari passo accompagnando ogni tornata elettorale.
La parodia di ogni consultazione assume così un carattere deterministico, tra l’esclusivismo di ciascun concorrente elettorale in uno scenario di proposte e programmi di una povertà più unica che rara.
Accantonati i piatti principali, i due capponi di Renzo, il contorno che ci viene servito è composto da una Fiamma Tricolore che costringe i suoi militanti (di cui ho stima e rispetto, essendolo stato) a votare un sionista israeliano come Salerno ad Ovest e un atlantista ad Est, una Fiamma che si autoproclama “Destra Sociale”, abbandonando una Terza Via che era caratterizzante ed elitaria per sceglierne un delle due fallimentari che già conosciamo, un UDC dalla gradazione alcolica di un bicchiere di acqua fresca, un agglomerato curioso e atipico come La Destra, MPA e Pensionati il cui fine programmatico, per quanto mi possa sforzare, ancora non mi è chiaro, un Triumvirato di massimalismo pseudo rivoluzionario all’estrema sinistra, immobili su quella linea Maginot sbandierando vessilli misti tra un poco convinto anticapitalismo, un pizzico di ambientalismo, una spruzzata di multiculturalismo il tutto cotto in un marxismo antinazionalista di per se già stracotto dalla storia.
Troviamo una Lista Pannella Bonino, liberal-sionismo militante per i quali valgono i diritti di ogni popolo su questo pianeta ad esclusione di quello Palestinese, almeno fino a quando i finanziamenti ebraici permetteranno loro di pagarsi settimane di congressi all’Ergife in quindici, venti persone.
In fine Forza Nuova, ai quali, bontà loro, va riconosciuta una linearità e una coerenza introvabile di questi tempi, ma anch’essi bloccati nel vicolo cieco di un’eccessiva ostentazione di un simbolismo che, 70 anni di antifascismo di Stato rendono difficile da proporre, all’interno di un Sistema costruito mattone su mattone sulle rovine di un passato che resta glorioso, meritevole di essere rievocato, commemorato, ripreso, attualizzato e proposto. Anche se con altre parole d’ordine.
Una FN che non riesce a fare quel salto di qualità, che non riesce a “…conservare il sangue freddo, abbandonare ciò che va abbandonato affinchè l’essenziale non ne resti compromesso, portarsi avanti studiando impassibilmente forme adatte alle nuove circostanze e con esse imporsi…” (cit. Julius Evola – Gli Uomini e le Rovine), incentrando tutta la lotta politica su questioni che da anni sono cavalli di battaglia di una Lega Nord che, grazie al suo radicamento territoriale ormai ventennale, riesce a comunicare in maniera più efficace anche grazie al totalitarismo massmediatico che fa passare una percezione di insicurezza non sempre corrispondente alla realtà.
In questo drammatico scenario, gli unici “non colpevoli” siamo noi, noi che non ci riconosciamo in nessuno di loro, noi Socialisti Nazionali che ci guardiamo attorno con circospezione, noi nazionalrivoluzionari discendenti diretti di un’èlite di pensiero che affonda le sue radici nella purezza e nell’origine di un’ideale che da parte da San Sepolcro e giunge a Salò, noi che non crediamo nel “Dio, Patria Famiglia” ma in “Europa, Nazione, Rivoluzione”, noi che non ci sentiamo di “Destra” ma “…I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero "di sinistra"; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo…” (cit. Benito Mussolini).
In questo sistema di colpevoli, noi siamo gli unici Innocenti, e in quanto tali, il 6-7 giugno, scegliamo il Silenzio.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 23:55