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Quando le democrazie processano i Patrioti PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Martedì 31 Maggio 2011 00:59

 

“Criminali di Guerra”. E’ questo il termine, ormai abusato, con il quale le liberaldemocrazie occidentali processano gli sconfitti delle guerre che loro stesse causano con pretesti più o meno credibili da quasi un secolo. E così da Norimberga all’Aja c’è un sottile filo di ipocrisia planetaria che lega le vicende di soldati, militari, ufficiali e capi di stato che hanno avuto l’unico torto (o sfortuna) di trovarsi con i bastoni tra le ruote della macchina d’interessi strategici, geopolitici e, soprattutto economici, di Stati Uniti, in primis, e Gran Bretagna poi.
Ratko Mladic è fondamentalmente un soldato, un Ufficiale, un ufficiale militare ha un compito: fare la guerra, farla bene, farla per il suo popolo, sacrificando i suoi uomini e se stesso per il bene della Nazione; questo ha fatto Ratko Mladic, ha guidato le milizie serbo bosniache in una guerra “civile” fratricida nella quale, la pretesa di trovare buoni e cattivi è assurdo, in una guerra non esistono ne buoni ne cattivi, ne posizioni completamente giuste ne completamente sbagliate, esistono posizioni diverse che, soggettivamente, ciascuno sposa o meno in base al suo pensiero. Ratko Mladic ha fatto ciò che ogni Generale, da quando esistono gli eserciti, avrebbe fatto, prendere decisioni per vincere la guerra e fare gli interessi della sua Nazione. Ciò viene definito, dai vincitori, "crimine contro l’umanità”?
Allora mi domando; per quale motivo ogni sconfitto deve rispondere di questa assurda accusa, mentre i signori d’oltreoceano godono di un’autoproclamata immunità al di sopra di qualsiasi norma di diritto internazionale?
Prendiamo, ad esempio, l’unica sconfitta subita (ad oggi) dalla macchina da guerra americana: il Vietnam. Nel sudest asiatico, il conflitto scatenato dagli U.S.A. ha provocato, dal 1965 al 1975, due milioni di morti, quattro milioni di feriti e dodici milioni di profughi, qualcuno ha pagato? Richard Nixon o Lyndon Johnson hanno mai dovuto rispondere davanti a chicchessia di “crimini di guerra”?  Senza contare le carneficine operate dalle allegre brigate di George Bush in Iraq e Afghanistan dove i morti superano abbondantemente il milione di unità.
La verità è che il Tribunale Internazionale dell’Aja è un teatrale baraccone senza alcuna legittimità morale, ad uso e consumo dei mass media, e del popolino imbambolato dalla favoletta democratica,dove si processano patrioti per giustificare con la solita motivazione umanitaria, a posteriori, guerre che in realtà hanno fin troppo evidenti finalità strategiche, geopolitiche ed economiche.
Il burattino principale di questo ridicolo teatro delle marionette è Carla Del Ponte, un’anziana signora bionda affetta da un evidente delirio di onnipotenza, che ha passato la vita a cercare e processare, su base prettamente ideologica, patrioti d’ogni Nazione, senza un apparente filo logico o sequenza temporale, ma unicamente in ogni teatro in cui gli Stati Uniti scatenavano, e vincevano guerre.
Non dovrebbe esistere un diritto supremo, sopranazionale che possa, in alcun modo, giudicare soldati e capi di stato per condotte riguardanti vicende interne ad ogni Nazione, non può e non dovrebbe esistere un Giudice Mondiale plenipotenziario con la libertà di decidere chi è stato bravo e chi è stato cattivo in lotte intestine che affondano le loro radici secolari e sono motivate da questioni etnico religiose che la Signora Del Ponte non conosce. Per i Serbi hanno ragione i Serbi, per i Croati hanno ragione i Croati, per i Bosniaci hanno ragione i Bosniaci, per Carla Del Ponte hanno ragione coloro che affiancano gli Stati Uniti e torto coloro che si oppongono ai loro interessi. Bella concezione di diritto internazionale.
Ratko Mladic è un Generale amato e rispettato dalla sua gente, considerato eroe nazionale da un popolo che ha subito umiliazioni e vessazioni d’ogni genere, un popolo che, grazie a lui, ha salvato quel poco che è riuscito a salvare in una situazione in cui tutto il mondo bombardava i Serbi, e l’occidente si permetteva di mutilare quella Nazione a tavolino.
Gli americani andrebbero processati, Carla Del Ponte dovrebbe essere messa a riposo e Ratko Mladic celebrato per ciò che è stato; un valoroso Generale che ha tenuta alta la bandiera Serba contro mezzo mondo, invece Carla Del Ponte continua nei suoi deliri, gli americani seguitano a scatenare guerre e i patrioti continuano ad essere processati come criminali. La storia, tuttavia, scriverà le vere sentenze. Non impugnabili ne all’Aja, ne in nessun’altro angolo di questo pianeta.

Alessio Zanatta

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Giugno 2011 00:09