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Influenze suine, bufale e porcherie Multinazionali, l'affare Novartis PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessio   
Venerdì 17 Luglio 2009 17:04

Il business dell'influenza suina (che ha un tasso di mortalità che è la metà dell'influenza normale) rappresenta un pozzo d'oro per la ditta che produrrà il vaccino, la NOVARTIS, ma conosciamo un pò meglio questa Multinazionale...
Novartis è il risultato della fusione tra Sandoz e Ciba Geigy; La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco Che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo, la Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i "pesci-diesel". Ciba e Sandoz insieme? È come se Totò Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini". Oggi NOVARTIS E’ Una delle più grandi multinazionali che vende semi manipolati e i rispettivi pesticidi. Ha in corso un boicottaggio dal 2001 per scarsa trasparenza, Abuso di potere, Sfruttamento Terzomondo, Danni all'ambiente, Vendite irresponsabili, Ogm, Regimi oppressivi, Illeciti, Sfruttamento animali, Pubblicita' scorretta.
E' presente con i seguenti marchi:
Céreal, Dietor, Frizzina, Fruttil, Gerber (omogeneizzati), Idrolitina, Isostad, La Buona Natura, Novosal, Ovomaltina, Piz Buin, Sandoz AG, Vantaggio, Vigoplus . La Novartis è presente in 142 paesi, fattura oltre 40000 miliardi e impiega 82500 persone. Classificata al 159° posto della graduatoria mondiale, produce vernici e colori di ogni tipo, ma è  soprattutto proiettata verso i prodotti tecnologicamente più avanzati ed è quindi tristemente famosa per la produzione di pesticidi e di organismi geneticamente modificati. Si occupa anche del settore alimentare "Functional Foods" attraverso prodotti dietetici, integratori e simili, in tal senso ha stretto un accordo con la multinazionale alimentare Quaker Oats (che controlla l'80% delle beavnde sportive). Novartis è presente anche nel settore dei prodotti per l'infanzia tramite Gerber. Nonostante tenti di migliorare la propria immagine, Novartis non brilla per correttezza infatti ha esercitato un'intensa pressione sull'UE per ottenere l'autorizzazione  alla commercializzazione di semi OGM, è uno dei maggiori gruppi mondiali dediti alla manipolazione genetica. Produce mais-bt (OGM) che resiste all'erbicida Glufosinate inoltre trasgredisce il codice OMS sul latte in polvere (attraverso Gerber) e usa abitualmente OGM in Nord America negli alimenti Gerber.
Novartis è il secondo produttore al mondo di pesticidi e il primo di atrazina, un erbicida che si è dimostrato cancerogeno negli esperimenti di laboratorio e che è correlato al tumore della mammella, a linfomi e  leucemie: l'atrazina filtra nel terreno e contamina le falde acquifere mettendo a rischio la salute di milioni di persone.

 LA CAUSA NOVARTIS-GOVERNO INDIANO

Alla Novartis non sta bene la legge indiana sui brevetti? Si rivolga alla Wto, non a un tribunale indiano. Non rientra nelle competenze di quest'ultimo stabilire se e quanto una legge nazionale sia in linea con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio. Così ha sentenziato l'Alta corte di Chennai (ex Madras, capitale del Tamil Nadu), rigettando il ricorso della Novartis. Un sonoro ceffone per la multinazionale svizzera del farmaco che, con le pive nel sacco, sembra orientata a gettare la spugna. Ieri al quartier generale di Basilea definivano «improbabile» un ricorso in appello alla Corte suprema dell'India. Esultano le organizzazioni umanitarie che si battono per l'accesso ai farmaci dei paesi poveri, prima fra tutte Medici senza frontiere che aveva promosso una petizione internazionale perché Novartis rinunciasse all'azione legale contro l'India.

Pur vertendo su un unico farmaco - l'antitumorale Glivec - il ricorso della Novartis aveva un obiettivo ambizioso: scardinare la legge sui brevetti, approvata dal parlamento indiano nel 2005, che contiene due clausole di salvaguardia. La prima, generalmente applicata (anche dagli Usa per far fronte alla minaccia antrace), permette a un paese di sospendere l'efficacia dei brevetti e d'autorizzare la produzione dei farmaci generici in caso d'emergenza sanitaria nazionale. La seconda, riconosce il brevetto solo a farmaci realmente innovativi, non a quelli che aggiungono piccole modifiche di facciata ai principi attivi già in commercio. E' la tecnica usata da Big Pharma per «allungare» artificiosamente la vita dei brevetti, tenere alti i prezzi e i guadagni.

Il Glivec non fa eccezione: il brevetto risale al 1993, Novartis ne detiene il monopolio in 36 paesi, la dose annuale costa 27 mila dollari. La multinazionale svizzera pretendeva d'imporre il brevetto anche all'India dove ben cinque case farmaceutiche locali producono da tempo farmaci generici equivalenti che costano 13 volte meno. Cosa possibile prima del 2005, quando l'India non riconosceva alcun brevetto sui medicinali. E possibile anche dopo, perché la legge indiana fissa il giusto principio che i prodotti che «non aggiungono nulla di nuovo» non meritano l'esclusiva. Il principio, che dovrebbe valere anche nei paesi ricchi, permette all'India d'essere «la farmacia» dei paesi poveri. Novartis, con una causa pilota, mirava ad arginare questo ruolo. Ovvio che un tribunale indiano le abbia risposto che ha sbagliato indirizzo. La sentenza sconsiglia le altre multinazionali a provarci. Il ricordo della «ritirata» di Big Pharma dall'azione legale contro il Sud Africa per i brevetti sui farmaci anti-Aids è ancora fresco. Un ricorso in sede Wto contro l'India pare difficile.

Leena Menghaney, portavoce della sezione indiana di Medici senza frontiere, accoglie con gioia la bocciatura del ricorso Novartis: «Le case farmaceutiche indiane possono continuare a produrre medicinali generici a basso costo, non si regalano brevetti a pioggia ad aziende che si limitano a rimestare sempre le stesse molecole». Una sentenza «storica», commenta Raffaella Ravinetto, presidente di Msf Italia, «un grosso sollievo per milioni di pazienti e per migliaia di medici che nei paesi poveri dipendono in larga misura dai farmaci prodotti in India». Oltre 400 mila persone nel mondo avevano sottoscritto la petizione per convincere Novartis a ritirare la causa

Io non mi vaccinerò, non prenderò parte a questo gioco funzionale unicamente ad arricchire multinazionali sulla pelle delle persone.