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UN DRAMMA NEL DRAMMA: LONG KESH E LO SCIOPERO DELLA FAME PDF Stampa E-mail
Scritto da fabio   
Martedì 08 Novembre 2011 18:18

LE SOFFERENZE E L'ESTREMA SCELTA DEI PRIGIONIERI POLITICI DI LONG KESH: LA STORIA DEGLI HUNGER STRIKERS

 

Lo sciopero della fame nordirlandese, svoltosi nel carcere di Long Kesh, noto anche come MAZE, dal 1 marzo al 3 ottobre 1981, è stato senza ombra di dubbio uno degli eventi più importanti nella storia della questione irlandese del '900.

Dopo che i detenuti repubblicani non ottennero lo status di prigionieri politici che il governo britannico aveva tolto loro fin dal 1976, i prigionieri decisero di intraprendere un pesante sciopero della fame che doveva terminare quando il governo inglese avrebbe accettato i loro 5 punti:

1)diritto di indossare i propri vestiti e non la divisa carceraria

2)diritto di non svolgere il lavoro carcerario

3)diritto di libera associazione con i detenuti durante le ore d'aria

4)diritto di avere reintegrata la remissione di metà della pena, sospesa per le proteste

5)diritto di ricevere pacchi e posta settimanali

Il governo britannico non intendeva cedere alle richieste dei detenuti per non compromettere la propria strategia di criminalizzazione del movimento repubblicano; questa strategia mirava a presentare i detenuti dell'IRA come criminali comuni privi di qualsiasi motivazione politica.

Il primo a rifiutare il cibo fu BOBBY SANDS l'1 marzo 1981; il secondo a digiunare fu FRANCIS HUGES il 15 marzo, seguito una settimana dopo da RAYMOND MC CREESH e da PATSY O'HARA.

nel 1981 Bobby Sands viene eletto come leader nazionalista alla guida del parito irlandese contrapposto a quello britannico per le elezioni; in caso di vittoria avrebbe dovuto soddisfare i diritti dei prigionieri politici nelle carceri inglesi di Long Kesh.

Alla fine di un tormentato e burrascoso periodo elettorale, il partito di Bobby Sands (sempre in carcere e sempre scioperante) vince superando l'avversario inglese West con 30492 voti contro i 29046.

Sembrò per un attimo che la vittoria irlandese e le pressioni internazionali potessero far arrivare ad un accordo inglesi e irlandesi ma Margaret Thatcher rimase inamovibile e tutto rimase uguale.

Agli hunger strikers (il nome dei detenuti che scioperavano) non rimase che continuare il loro sciopero della fame consapevoli che sarebbero morti tra le sbarre di Long Kesh.

Il 5 maggio 1981 Sands morì dopo 66 giorni di digiuno, e venne sostituito nello sciopero da JOE MCDONNELL.

il 13 maggio fu la volta di Francis Huges a morire e poi,  il 21 maggio, morirono a distanza di poche ore McCreesh e O'Hara;  tutti e tre vennero sostituiti da altri detenuti.

Dopo i primi morti si tentarono alcune trattative ma non soddisfarono i detenuti e alla morte di un altro prigioniero nel 1981, Joe McDonnell, per le strade di Belfast si scatenò una violenza inaudita contro gli invasori inglesi.

A quel punto non vi furono più passi avanti e lo sciopero si trasformò in uno scontro di volontà tra Margaret Thatcher e i detenuti che, per lealtà, non erano pronti ad accettare niente di meno di ciò per cui i loro compagni erano morti, ed erano anche pronti a disubbidire ad un eventuale ordine dell'IRA di cessare lo sciopero.

Il 13 luglio morì MARTIN HURSON, l'1 agosto fu la volta di KEVIN LYNCH, mentre il giorno seguente si spense anche KIERAN DOHERTY che durante lo sciopero della fame fu eletto al DAYL EIRANN, il parlamento irlandese.

L'8 agosto morì THOMAS MCELWEE, cugino di Francis Huges e il 20 agosto, mentre moriva il decimo detenuto, la moglie di PATRICK MCGEOWN  fu la seconda ad autorizzare l'intervento medico quando suo marito entrò in coma.

Dato che le famiglie di coloro che stavano ancora digiunando avevano dichiarato in maggioranza che avrebbero autorizzato l'intervento medico, i detenuti compresero che ormai lo sciopero non aveva più senso e il 3 ottobre del 1981 annunciarono la fine del digiuno.

Poco dopo il governo britannico annunciò una revisione del sistema carcerario, concedendo ai detenuti la maggior parte delle loro richieste.

La conseguenza maggiore dello sciopero della fame, oltre ad un indubbia propaganda per la causa repubblicana in Irlanda e all'estero, fu quella di far aprire gli occhi al movimento repubblicano sulla necessità di affiancare alla lotta armata una strategia politica che prevedesse anche la partecipazione alle elezioni, da sempre un tabù per i nazionalisti irlandesi.

Ciò portò alla crescita e al rafforzamento del partito nazionalista irlandese SINN FEIN (dal gaelico NOI STESSI), braccio politico dell'IRA.

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 07:14