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Militia Como - Discutiamo
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Scritto da Nazionalpopolare
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Martedì 31 Agosto 2010 16:53 |
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Tratto dal sito: http://www.ladestra.info
ANCHE IN ITALIA E’ URGENTE UNA RIFORMA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA SULLA BASE DELLA NUOVA LEGGE FRANCESE VOLUTA DA SARKOZY OGGI CONTESTATA DA UE E VATICANO: Recentemente in Francia il Presidente della Repubblica Sarkozy ha fatto approvare dal proprio Governo una nuova Legge che in materia di immigrazione, rivoluziona in maniera del tutto innovativa la legislazione che in quel Paese regola i rapporti tra l’immigrato e lo Stato Francese e soprattutto tra gli immigrati che hanno conseguito la cittadinanza Francese.
La novità sta appunto nel fatto che per legge è stata decretata la revocabilità della cittadinanza Francese a tutti i cittadini stranieri che hanno commesso gravi reati e che hanno continuato a delinquere in territorio Francese, in pratica con la revoca della cittadinanza il cittadino che era stato acquisito da Francese torna ad essere un cittadino straniero in territorio Francese, un immigrato qualunque che può essere estradato, espulso e respinto al suo Paese di origine.
Inoltre la nuova Legge Francese in materia di immigrazione consente al Governo di espellere con il foglio di via anche il cittadino straniero Comunitario in territorio Francese se ha commesso gravi reati da considerarlo un ospite indesiderato; ciò che sta accadendo oggi in Francia con l’espulsione di centinaia di Rom che vengono rimpatriati in Romania, pur essendo essa stessa una Nazione che fa parte a pieno titolo dell’Unione Europea, è una chiara conseguenza di questa nuova Legge entrata in vigore da poche settimane in Francia.
Ritengo personalmente che ciò che sta accadendo in Francia in questi ultimi giorni sia giusto e legittimo, anzi, purtroppo questi provvedimenti sono tardivi anche se sempre molto efficaci, perché una legislazione simile in materia di immigrazione doveva essere varata molti anni prima non solo dal Governo Francese, ma anche dal Governo Italiano e da tutti i Governi delle Nazioni che fanno parte dell’Unione Europea.
Oggi la Commissione dell’Unione Europea insieme al Governo della Città del Vaticano contestano fortemente questa nuova legislazione Francese che regola i rapporti dell’immigrato e dello straniero con il Governo di Parigi, a mio avviso ingiustamente e senza veri, validi motivi.
L’immigrazione clandestina e l’immigrazione selvaggia, indiscriminata e incontrollata è oggi ancora una piaga per tutti i Paesi Europei che stanno affrontando una grande crisi economica senza precedenti dal secondo dopo Guerra sino ad oggi; l’ondata di immigrati che ogni anno si abbatte sull’Europa e soprattutto sull’Italia rischia di impoverire ulteriormente l’economia dei Paesi più industrializzati dell’Occidente perché con l’aumento smisurato della popolazione e di conseguenza con l’aumento vertiginoso della domanda di lavoro, (quando purtroppo nell’ultimo anno in Europa centinaia di migliaia di occupati in forza-lavoro si sono ritrovati licenziati o cassintegrati a causa della crisi che dal 2008 si trascina dall’America all’Europa intera), si allarga la “forbice” della classe medio-bassa e si incrementa ulteriormente il numero dei poveri e degli indigenti che non riescono ad arrivare alla fine del mese o peggio che non riescono proprio più a sopravvivere se non con il solo aiuto dell’assistenzialismo Statale e Religioso.
Perché dunque scagliarsi contro il Governo Francese e le sue nuove Leggi che finalmente possono in parte risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia in Francia? Perché invece di proclamare anatemi contro il Presidente Sarkozy non si prendono a modello quelle Leggi Francesi per applicarle anche nel resto d’Europa e soprattutto qui in Italia?
L’Unione Europea, il Vaticano e quanti si sono scagliati contro la Francia in realtà non vogliono risolvere il problema dell’immigrazione clandestina e non vogliono aiutare i poveri immigrati che approdano sulle coste Italiane spinti dalla fame e dalla disperazione.
Chi veramente avrebbe a cuore i problemi della fame nel Mondo, i problemi dei Paesi del Terzo Mondo e dell’Africa, prima di tutto dovrebbe cercare di risolvere a monte le piaghe della fame, della sete, della povertà e della guerra che affliggono un quarto o forse più dei popoli del Pianeta Terra; i Paesi ricchi che detengono e comandano l’80% delle risorse del Mondo dovrebbero sanare e risolvere i problemi dei Paesi poveri in loco, aiutando i popoli non ha fuggire o lasciare la propria casa ma bensì aiutandoli a restare nella propria terra, aiutandoli a progredire nel benessere economico e nella pace sociale.
In realtà purtroppo le grandi economie Occidentali sono guidate da Lobby e Poteri Forti che pensano solo alla conservazione del proprio benessere e della propria immensa ricchezza; il Capitalismo moderno prima di tutto pensa al proprio profitto e al proprio Potere Finanziario, ogni persona viene prima di tutto considerata come un consumatore.
Ecco perché gli immigrati fanno comodo agli Stati ricchi anche in tempo di grave crisi economica: con la scusa che l’immigrato per fame o per altre necessità è disposto ad occuparsi di qualsiasi lavoro e di qualsiasi mansione, anche della mansione più faticosa e più disgustosa che a primo acchito il cittadino indigeno rifiuta di prestare e di occuparsi, il Capitalismo favorisce l’immigrazione selvaggia e indiscriminata in quanto più persone povere e bisognose di lavoro e di occupazione ci sono, tanto più il costo del lavoro diminuisce crollando ai minimi salari Sindacali così che poi come avviene tutt’oggi, senza contare che spesso nella spietata concorrenza per i pochi posti di lavoro disponibili, (anche dei posti di lavoro più faticosi e spregevoli), coloro che hanno uno sfrenato bisogno di lavorare sono disposti ad accettare qualsiasi condizione e qualsiasi sconto da apportare sulla propria busta paga, (lavoro in nero, lavoro sottopagato, lavoro precario), questa è la vera “Guerra tra Poveri” che è già in atto da quasi un decennio, cioè dall’entrata in vigore della moneta unica dell’Euro. (Gennaio 2002)
Dunque tutti coloro che oggi si scagliano contro la decisione del Governo Francese in realtà non hanno lo scopo di difendere i cittadini più deboli e bisognosi ma bensì hanno lo scopo nascosto di conservare lo stato attuale di povertà estrema di quei cittadini che sono in via di espulsione dal territorio Francese.
Tornando alla situazione interna dell’Italia, dove la problematica dell’immigrazione clandestina e indiscriminata non è mai stata risolta del tutto, io auspico che si prendano seri e tempestivi provvedimenti ad imitazione di quelli attuati in Francia da Sarkozy e invito il Governo Berlusconi a varare una nuova normativa in merito sulla base di quella che è stata approvata in Francia.
Le famiglie Italiane sono sempre più povere, gli stipendi ed i salari degli Italiani hanno toccato i minimi storici con il proprio potere d’acquisto dimezzato rispetto a 8 anni fa; le tasse in Italia hanno raggiunto livelli massimi essendo l’Italia tra i primi Paesi Europei ad avere la tassazione tra le più alte rispetto ai parametri Europei; le nostre famiglie faticano ad arrivare alla quarta settimana del mese, i nostri bambini ed i nostri figli frequentano scuole statali sempre più fatiscenti nelle loro strutture e sempre più multietniche all’interno delle loro classi dove i Professori Italiani, sempre più precari e mal pagati, frustrati e male equipaggiati, faticano ad insegnare ad alunni sempre più indisciplinati e disorientati.
Le nostre Città in Italia sono sempre più cementificate, gli spazi verdi sono sempre più carenti, le periferie e le campagne a poco a poco spariranno sotto l’urbanizzazione selvaggia in quanto aumentando a dismisura il numero dei residenti a causa appunto anche di un’immigrazione incontrollata e irrazionale, ci sarà sempre più bisogno di case, scuole ed edifici nuovi per sopperire alla mancanza degli alloggi, ovvio che la domanda della prima casa aumenta considerevolmente con l’aumento della popolazione; basti pensare alle nostre Stazioni Ferroviarie trasformate di notte in dormitori pubblici, basti pensare anche alle mense della Caritas e alle mense per i poveri dove sempre più numerosi sono gli Italiani insieme agli extra-comunitari che non riescono più a sopravvivere mensilmente.
E non per tutti ci possono essere case, basti pensare alla carenza degli alloggi popolari e alla carenza delle case in affitto.
In Italia è evidente che il numero massimo degli immigrati che la nostra Nazione poteva assorbire è stato di gran lunga superato; le nostre Città sono sature oramai ma l’immigrazione non è stata bloccata anzi, per certi versi ed in certi casi sembra addirittura che sia stata incrementata, agevolata, appoggiata come se l’aumento e la crescita dei poveri nel nostro Paese portasse benessere e ricchezza anziché miseria e indigenza.
Come abbiamo sostenuto poc’anzi, solo la classe sociale più ricca e solo il Capitalismo potrà trarre benefici dalla crescita sconsiderata delle persone povere e bisognose di tutto perché è proprio il bisogno primario e l’istinto della sopravvivenza che spinge l’individuo ad accettare qualsiasi situazione e ad accettare qualsiasi condizione di vita e di lavoro e ciò noi non possiamo più permetterlo, non vogliamo più miseria e povertà diffusa!
Basta con la “Guerra tra i Poveri”! I flussi migratori vanno controllati e se necessario vanno bloccati; le popolazioni povere del Terzo Mondo vanno aiutate e sostenute a casa loro, nelle loro terre, nelle loro Nazioni; gli immigrati clandestini vanno rimpatriati, gli immigrati che delinquono e che commettono gravi omicidi, gravi reati contro il patrimonio e contro lo Stato vanno espulsi per sempre, vanno ricacciati al loro Paese; gli immigrati che hanno conseguito la Cittadinanza Italiana ma che delinquono e che commettono gravi reati o sono recidivi nel delinquere, vanno rimpatriati revocandogli la Cittadinanza Italiana così come accade oggi in Francia con le nuove Leggi di Sarkozy.
Siamo giunti al punto in cui l’Italia deve essere ripulita e svuotata, depurata dalla criminalità organizzata che specula e guadagna sulla pelle degli immigrati irregolari; solo gli immigrati e gli stranieri che lavorano regolarmente e onestamente, solo gli immigrati che rispettano le regole e le tradizioni della Cultura Italiana, solo gli immigrati che seriamente e diligentemente si sono integrati nel tessuto sociale Italiano possono rimanere a vita sul territorio Italiano ed anzi vanno tutelati, rispettati e protetti.
Ma l’Italia deve finalmente dire STOP all’immigrazione clandestina, irrazionale, incontrollata, smisurata e sconsiderata che rischia a lungo andare di minare seriamente e mettere in pericolo la pace sociale della popolazione Italiana.
Così dunque come accade in Francia, anche in Italia tutti i Campi Rom devono essere chiusi al più presto e tutta la popolazione Nomade che vive di accattonaggio nella sporcizia più totale, deve essere immediatamente rimpatriata senza se e senza ma.
E’ l’ora di dire basta ai falsi buonismi, alle ipocrisie e ai falsi paladini della dignità e della libertà che null’altro vogliono se non la sola conservazione dello stato sociale di povertà diffusa e di smarrimento, tristezza e indigenza.
Proprio perché talune persone e talune sedicenti organizzazioni benefiche pubbliche e private in realtà basano la propria esistenza ed il proprio guadagno sulla pelle dei poveri disperati che entrano in massa in Italia e in Europa alla ricerca di un improbabile ricchezza e di un impossibile benessere che spesso e volentieri si trasforma in disperazione, solitudine, sgomento e miseria pura ancora più misera di quella da cui sono fuggiti.
L’Unione Europea, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, tutte le Nazioni del Mondo civilizzato devono coalizzarsi in una battaglia comune contro la povertà e la guerra nei Paesi del Terzo Mondo e dell’Asia più regredita, perché solo sostenendo quei popoli nella loro terra sul lungo cammino del progresso Sociale ed Economico si potrà veramente sperare in un Mondo di vera Pace, vera Giustizia e vera Prosperità Culturale, Spirituale e Materiale.
Purtroppo però molti Governi che compongono l’Unione Europea, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti d’America, sembra che in realtà per sfruttare, sottomettere e soggiogare tutte le riserve e le risorse economiche di mezzo Mondo, siano più interessati a conservare quegli stessi Paesi nella loro condizione di povertà e di schiavitù; condizione che per forza di cose poi causa quella piaga chiamata disperazione, miseria, sottomissione e sottosviluppo che scatena la nascita dei grandi flussi migratori verso i Paesi più ricchi, quegli stessi Paesi che sembra vogliano conservarli perennemente allo stato di povertà assoluta. Dentro e fuori la loro Patria poco importa. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 16:53 |
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Scritto da Nazionalpopolare
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Mercoledì 25 Agosto 2010 18:26 |
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Tratto dal sito del VFS - http://www.venetofronteskinheads.org
L’Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads appresa la notizia, piange la morte di Francesco Cossiga: questo non tanto per l’uomo in sé, anche se figura dal grosso spessore politico che supera di gran lunga la mediocrità di tanti, troppi politici odierni, quanto per il fatto che con lui se ne vanno molti segreti del periodo più buio della storia del nostro paese!
Il povero Cossiga, forse già in preda alla demenza senile o senza rendersene assolutamente conto, più di qualche volta s’è lasciato sfuggire affermazioni pesanti su alcuni fatti di cronaca che hanno caratterizzato gli anni della sua vita politica: affermazioni che sono sempre state sottaciute dai mezzi d’informazione per non creare troppo imbarazzo.
La speranza è che all’interno delle famose 4 buste che il senatore ha lasciato alle più alte cariche dello Stato, venga confessata la verità sulla strage di Bologna, che lo stesso Cossiga disse non essere assolutamente di matrice fascista, Ustica, Italicus, piazza Fontana….e purtroppo chi più ne ha più ne metta!
Questo chiaramente con l’intento di dare la libertà, la verità e la giustizia al popolo italiano e ai troppi colpevoli di comodo scovati da questo stato vigliacco, truffaldino e bugiardo!
Amaramente |
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Scritto da Alessio
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Lunedì 02 Agosto 2010 00:17 |
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[Di Fernando Massimo Adonia, Tratto dal Blog di Ugo Maria Tassinari http://fascinazione.blogspot.com/ ]
Per la strage di Bologna sono tre i condannati ma l'unico a scontare ancora la pena, che io e tanti altri consideriamo ingiusta, è Luigi Ciavardini. Non richiesto, uno dei collaboratori del blog, Fernando Massimo Adonia, condividendo questo sentimento, mi ha mandato un contributo sulla persona di Luigi, che io pubblico con grande piacere.
«No, non è lui il macellaio di Bologna, Luigi è un uomo buono, a mettere quella maledetta bomba è stato qualcun altro». Giudizio di Paolo Caratossidis su Ciavardini. Parole che sposo totalmente. Credo che né lui, né la Mambro e né Fioravanti siano gli esecutori materiali di quell'atroce mattanza. Lo credo e basta. Non ho prove per ricostruire alcuna verità giudiziaria. Mi spiace. Ho la certezza però che la verità propriamente detta con quella ricostruita in un qualsiasi tribunale non sempre coincidono. Come in questo caso. La mia è pura e semplice fede. Fiducia nel volto e nei modi di Luigi. Tutto in lui a poco a che vedere con la fredda follia di un carnefice. Basterebbe conoscerlo.
Il mio primo incontro con lui è stato del tutto fortuito. Qualche anno fa a Roma. Era domenica pomeriggio. Entro un'ora sarei dovuto arrivare alla Stazione Termini per tornare in Sicilia. Non conoscevo gli orari degli autubus e non sapevo neanche chi mi avrebbe potuto accompagnare in auto. Chiesi aiuto a Peppone Bonanno. Mentre parlavo con lui un uomo alto, biondo e con gli occhi azzurri, si propose per un passaggio con una voce gentile e modesta. Accettai ovviamente. Una volta salito in macchina lo ringraziai. E lui non ricambiò. Mi disse anzi che per lui era un dovere, che tra gente della stessa idea era d'obbligo aiutarsi. Quelle parole mi colpirono: erano cariche di semplicità ed energia. Per questo lo ringraziai ancora. Ma lui con un sorriso divertito mi liquidò nuovamente.
Finita questa discussione mi ricordai di presentarmi. «Comunque, io sono Fernando, piacere». «Piacere mio, io sono Luigi (pausa) Ciavardini». Che “figura di merda” pensai subito. Lui capì l'imbarazzo e mi disse: «sono venuto più volte a Catania per il comitato “L'ora della Verità”, ma non mi pare di averti mai incontrato». Dovevo rispondere. Mi sono preso di coraggio e gli dissi con tutta franchezza: «Infatti. Non sono mai venuto ad alcuna conferenza. Credo nell'estraneità della destra alla strage. Ma da un po' mi sono rotto a sentir parlare di anni '70, di morti, di tristezza e di presunti maestri che ne sanno sempre più di te». Lui mi disse: «è vero, non posso darti torto». Poi, quasi scusandosi, mi giurò che lui non era quel tipo di reduce. E gli credetti. Parlava in modo diverso da altri. Era pacato, comprensivo, umile. Si percepiva che aveva fatto soffrire e che aveva sofferto altrettanto a sua volta. Mi spiegava che era necessario evitare in tutti modi di ripercorrere quella sua stessa strada, di rifiutare la violenza politica, di rifondare la militanza proprio dall'educazione, dai buoni gesti. Altro che “cattivo maetro”, ero d'innanzi a un saggio.
Quella discussioni mi segnò favorevolmente. Ho percepito di avere a che fare con una persona buona, nel vero senso della parola. Di avere accanto un uomo temprato. Stessa sensazione che mi disse di avere avvertito Elisabetta Meggiorin, la madre di Claudio, il barista di Besano (VA) ucciso da un albanese mentre cercava di sedare una rissa. Lei ha parlato di uno sguardo che infonde «serenità». È la sofferenza di quella donna che sigla di veridicità la difesa disperata di Ciavardini. Anche quel giudizio però ha scarso valore in tribunale. Non può bastare. Il dato umano è però che quella strage non appartiene solo ai familiari delle vittime, ma al dolore di una nazione intera. Nessuno sarebbe disposto a spendere una sola parola buona per un «macellaio» dissimulante. È chiaro. Farlo è un'assunzione di responsabilità davanti a tutto il paese. Non è un gioco. Scommettere sull'innocenza di un uomo non è arbitrio, ma l'estremo tentativo di evitare che quella bomba infame possa continuare mietere altre vittime ignare delle dinamiche di quella tragica mattina d'agosto.
Fernando M. Adonia
http://fascinazione.blogspot.com/

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 00:27 |
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Scritto da Alessio
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Lunedì 02 Agosto 2010 00:08 |
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[Tratto dal Blog di Ugo Maria Tassinari http://fascinazione.blogspot.com/ ]
Sono passati trent'anni dall'inferno di quel 2 agosto 1980, quando gli orologi della stazione di Bologna si fermarono e 85 vita furono spazzate via dalla più deflagrante e assassina fra le troppe esplosioni che avevano costellato il decennio precedente. È la strage più sanguinosa e feroce. È quasi l'unica di cui non si possa dire, "una strage senza colpevoli", tre persone essendo state condannate in via definitiva per quel misfatto. Ma è anche quella sulla cui matrice regnano più dubbi, e sulla colpevolezza di quei colpevoli ormai giurerebbero in pochi.
Ad avanzare quei dubbi non sono stati gli amici degli imputati, non è stata la destra da cui provenivano. I Gasparri che oggi strepitano sono rimasti per anni, anzi decenni, in silenzio, troppo impauriti e troppo calcolatori per prendere una posizione aperta quando non erano in tanti a farlo. A sollevare quei sospetti sulla colpevolezza di Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini è stata per prima la sinistra, sono, stati una testata e una intellettuale militante certo non sospetti di simpatia per i fascisti di qualsivoglia millennio: il manifesto e Rossana Rossanda. Ed è nata dalla sinistra la più importante associazione innocentista, "E se fossero innocenti". Certo, gli imputati erano stati terroristi d'estrema destra, e tuttavia troppe erano le ombre che oscuravano la verità dell'unico teste che inchiodava gli ex militanti dei Nar, Massimo Sparti, malavitoso e nazista. I parenti che smentivano in coro la sua ricostruzione. Le contraddizioni su quei documenti che, Fioravanti gli avrebbe chiesto per Francesca Mambro subito dopo la mattanza. L'assurdità di quella confessione che Fioravanti avrebbe deposto nelle sue infide mani, «Hai sentito che botto? Noi c'eravamo vestiti da tirolesi». Tanto per passare inosservati. La scarcerazione per gravissimi motivi di salute, un cancro allo stato terminale, retroceduto poi, anzi scomparso miracolosamente. La rimozione del direttore del centro clinico che si rifiutava di confermare l'inesistente malattia mortale. L'incendio in cui andarono distrutte le cartelle cliniche incriminate proprio pochi giorni prima che venissero ricontrollate. Le versioni che cambiavano di processo in processo, in una vertiginosa girandola di bugie. Non c'era bisogno di essere fascisti per avvertire l'olezzo dell'intrigo, della manovra torbida nemmeno tanto ben allestita, della costruzione a freddo di un capro espiatorio. Non c'era solo Sparti del resto. Troppo ambigui, per dire poco, gli altri testimoni. Quella Raffaella Furiozzi che all'epoca della strage era una bimba e che disse di essere stata informata di ogni cosa da un fidanzato, nel frattempo deceduto, che a sua volta aveva saputo tutto da una terzafónte. In gergo si dice "de relato de relato" e di solito conta ben poco. Oppure Angelo Izzo, quel galantuomo che nell'80 stava in galera già da cinque anni, non per terrorismo ma per stupro e omicidio, e che uscito di galera ha ucciso altre due donne. Fu lui a fornire l'elemento mancante all'impianto accusatorio: il movente. Fioravanti aveva ammazzato Piersanti Mattarella per conto di Licio Gelli. Aveva eliminato Mino Pecorelli su ordine del venerando. Aveva messo la bomba per conto della loggia. Era il killer della P2 e dunque non c'era più da chiedersi perché, senza mai aver giocato prima col tritolo in vita sua, si fosse risolto a un così efferato crimine. Gli incappucciati ordinavano. Lui eseguiva. Giovanni Falcone, un tipo serio, ascoltò Izzo, poi lo incriminò per falso. Per quei due omicidi, Fioravanti è stato assolto, e anzi in un caso neppure è arrivato al rinvio a giudizio. Gelli non lo ha mai visto in vita sua. Il movente approntato grazie a Izzo, sempre il galantuomo, è caduto. La strage è rimasta "appesa nel vuoto". Senza movente. Senza ragione. Ce n'era più che a sufficienza per dare vita a una campagna innocentisia, e se, all'inizio la sinistra storse parecchio il naso, con gli anni sono stati sempre di più i politici, gli intellettuali, i militanti che dell'innocenza di quei colpevoli si sono convinti. E lo sono anche molti, moltissimi magistrati, anche se devono stare bene attenti a dirlo. Negli anni '90 Guido Salvini, nel quadro dell'ultima inchiesta su piazza Fontana, quella che ha portato all'accertamento delle responsabilità di Freda e Ventura, trovò elementi che scagionavano i Nar e indicavano una pista alternativa. La procura di Bologna lo ha denunciato al Csm, lo ha accusato di "invasione di campo", gli ha dannato la vita e l'esistenza professionale per anni e anni. Sempre in nome della verità e dell'antifascismo, per carità. All'epoca non era facile indicare la direzione in cui avrebbero dovuto indirizzarsi le indagini se non fossero state "impistate" verso i Nar. Negli anni, però di elementi nuovi ne sono emersi eccome. Carlos, il terrorista internazionale, ha trovato modo di raccontare che alla stazione quel giorno e in quell'ora, c'era un suo uomo Thomas Kram. Non che sia stato lui a mettere la bomba, per carità, tutta una manovra israeliana per incastrarlo, giura Carlos; uno che conosce solo le maniere oblique. Sta di fatto che senza la sua ammissione della presenza di Kram a Bologna non si saprebbe niente, e nemmeno si saprebbe che per le autorità italiane non era affatto un nome ignoto. La sua presenza, anzi, era stata segnalata col massimo di urgenza. Anche Francesco Pazienza, metà agente dei servizi, metà uomo di Gelli, uno di quelli condannati per il cosiddetto "depistaggio", ha detto infine la sua: «Il depistaggio è stato fatto dal Sismi per non far emergere la reale verità della bomba di Bologna. Secondo l'allora procuratore Domenico Sica c'era di mezzo la Libia, e coinvolgerla in quel momento avrebbe voluto dire tragedia per la Fiat e l'Eni». La ricerca "innocentista", ormai, ha ceduto il passo a quella sulla verità, e il libro di Rosario Priore, il magistrato che indagò su Ustica, e Giovanni Fasanella è un passo importante in quella direzione. Solo da Bologna, purtroppo, nessun dubbio viene accolto, e chi sostiene l'innocenza dei condannati, chi insiste sulla necessità di cercare altrove per non lasciare quel crimine impunito viene trattato da traditore, da "revisionista". Perché per la sinistra la strage di Bologna è stata in effetti uno spartiacque, e lo è ancora. Separa quelli che pensano che difendere l'innocenza degli ex Nar sia politicamente dannoso, o che ritengono, come mi hanno detto in molti, «Sono innocenti, però non sta a noi difenderli. Ognuno si difende i suoi», da quelli per cui le ragioni della verità vengono prima di quelle della convenienza di fazione o dell'antifascismo. Sono due sinistre diverse. Opposte.
[ Tratto da: http://fascinazione.blogspot.com/ ] |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 00:28 |
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Scritto da fabio
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Martedì 06 Luglio 2010 16:53 |
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INIZIO: SABATO 11 SETTEMBRE ORE 15:30
FINE: DOMENICA 12 SETTEMBRE ORE 04:00
LUOGO: CASTELLO SCALIGERO VILLAFRANCA DI VERONA (VR)
COSTO DEL BIGLIETTO: 50€ + 2€ DI PREVENDITA
ATTENZIONE: PRIMA E DURANTE TUTTO IL CONCERTO SONO VIETATI SIMBOLI DI OGNI CREDO POLITICO, INOLTRE PER TUTTO L'EVENTO NON VERRANNO VENDUTI ALCOLICI :-(
NB: I GRUPPI POTREBBERO CAMBIARE O AUMENTARE |
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 10:50 |
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