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Militia Como - Distinzione e Tradizione
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Scritto da fabio
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Martedì 08 Novembre 2011 17:05 |
IL DOMINIO INGLESE IN IRLANDA E LA NASCITA DELL'IRA
Il nome dell’ Ira è comparso per la prima volta il 29 aprile del 1916, quando Pearse fece uscire dal suo rifugio in Moore Street una bandiera bianca con il messaggio: “ Il comandante in capo dell’ Irish republican Army desidera trattare con il comandante in capo delle truppe britanniche di istanza in Irlanda. A differenza della gran parte dei movimenti rivoluzionari, che trionfano o falliscono in poco tempo, l’ Ira è un caso eccezionale dato la sua funzionalità ininterrotta per più di mezzo secolo e poi ripresa. Una plausibile spiegazione di questa continuità va attribuita probabilmente al carattere esclusivamente militare dell’ Ira, che contrasta la prassi generica della maggior parte degli altri movimenti rivoluzionari. Questo tipo di spiegazione è sostenuta anche dagli stessi appartenenti all’ Ira. Un partito per quanto possa essere rivoluzionario è destinato ad anteporre la sua sopravvivenza sugli obbiettivi preposti; inoltre non v’è dubbio un partito funziona meglio in condizioni di legalità. Per quanto riguarda il seguito popolare che l’Ira ha mantenuto, con i naturali alti e bassi, deriva dalla continutià storica della divisione fra coloni britannici ed indigeni gaelici. La tradizione del movimento repubblicano irlandese nasce però nel 1798 con l’ insurrezione degli Uniter Irishmen di Wolfe Tone. E ogni anno per celebrare questa continuità sulla tomba di Tone l’ Ira riafferma la propria fedeltà alla repubblica. Il lunedì di pasqua del 1916 ,un migliaio di uomini armati, comandati da Pearse e Connolly,tenta una sollevazione generale, occupando il centro di Dublino e proclamando la repubblica , “in nome di Dio e delle generazioni di morti da cui essa riceve le sue antiche tradizioni di indipendenza nazionale”. Gli insorti rimangono isolati e il tentativo di sollevamento generale fallisce; dopo una settimana di scontri i ribelli superstiti sono costretti ad arrendersi. I sopravvissuti sono portati in prigioni fra i dublinesi indifferenti. E’ proprio quest’ idea del sacrificio di sangue il simbolo di una volontà di indipendenza che con il martirio si fortifica. L’Ira d’altronde ha sempre seguito il motto di Mac Swiney : Non sono coloro che possono infliggere i peggiori mali, ma coloro che sanno sopportare i peggiori dolori che alla fine trionferanno”. Il sacrificio del 1916 porta agli effetti voluti: Sinn Fein, il partito indipendentista irlandese, trova il trionfo elettorale del 1918 (da sette a settanta seggi). L’organizzazione militare dell’ Ira duramente colpita dopo pasqua non si smembra, anzi trova la forza di riorganizzarsi ed armare l’intera isola. Nel 1919 i deputati del parlamento secessionista e degli Irish Volunteers, che si uniranno all’Ira quest’ultima diverrà ufficialmente l’esercito nazionale agli ordini del governo clandestino del Sinn Fein. La guerra d’indipendenza, a differenza dell’insurrezione di pasqua, non verrà pianificata in anticipo, ma piuttosto sarà un accomulamento di una serie di incidenti locali, in cui i comandanti periferici dell’Ira agiscono per propria iniziativa. Nel periodo che va dal 1919 al 1920 vi è un escalation progressiva di incidenti: attacchi alle forze di polizia e furti di armi. Nell’anno seguente gli “squad” di Collins arrivano a colpire duramente l’intera rete dell’ intelligence britannica. Viene poi occupata progressivamente l’intera isola da parte delle truppe inglesi. Vengono mandati in Irlanda i “Black and Tans” e gli “Auxie”, corpi speciali tra i veterani della grande guerra, da qui in poi si inaugura una forte rappresaglia contro la popolazione civile.
Nei primi sei mesi del 1921, sino alla tregua di giugno, cresce sempre di più il controllo delle campagne da parte dei guerriglieri. Una volta arrivata la pace il governo Inglese inizia a considerare la possibilità di una rappresaglia massiccia, come contro i Boeri. Nel 1920 il numero dell’esercito Inglese in Irlanda è di 40 000 uomini contro i 3000 guerriglieri dell’ Ira. La maggior parte dell’ Ira però si dichiara contraria ai termini del trattato di pace. Si apre dunque un conflitto interno tra il nuovo governo provvisorio, che giura ancora alla corona e l’Ira. Il nuovo governo, eletto con una piccola maggioranza dei deputati di Sinn Fein tenta di costituire un esercito regolare, in modo tale da poter screditare e diminuire il raggio d’azione dell’Ira. Ma è proprio sulla questione del giuramento alla corona che gli Irregulars( cosi veniva chiamata l’Ira) entrano nuovamente in guerra, senza però tener conto della stanchezza della popolazione estenuata dal lungo conflitto precedente. La guerra civile infuria tra il 1922 e il 1923 con una violenza tale che non si era mai vista neanche nella guerra di liberazione. E’ proprio il nuovo governo autonomo d’Irlanda che inizia il conflitto compiendo rappresaglie sui prigionieri , in risposta al terrorismo degli Irregulars.Il 24 giugno 1923, il presidente della repubblica fantoccio, Eamon de Valera,manda il messaggio della smobilitazione:” Soldati della repubblica, legione della retroguardia, la repubblica non può più essere difesa con successo dalle vostre armi. Un ulteriore sacrificio sarebbe ora vano.. Altri mezzi devono essere ora trovati per difendere i diritti della nazione.” L’Ira organizzazione più di principio che di pensiero, fortemente disillusa dai tradimenti politici, come quello di De Valera passato dalla lotta armata alla politica, eleva la lotta armata a una guerra di principio screditando in pieno la possibilità di una riconciliazione politica. Quest’organizzazione più militare che politica è stata però pagata a caro prezzo nella storia dell’Ira: l’ approccio militaresco ha inevitabilmente privilegiato i dettagli tecnico-organizzativi dell’esercito rispetto alla costruzione di un solido appoggio militare. E’ proprio per questo motivo che le successive operazioni lanciate dall’Ira falliranno in breve tempo. La campagna d’Inghilterra del 1938-1939, preceduta da un ultimatum formale il quale richiedeva il ritiro di tutte le truppe britanniche dall’Irlanda è un disastro: gli attacchi dinamitardi dell’ Ira in diverse città inglesi hanno il solo effetto di irritare l’opinione pubblica britannica e attirare le misure repressive del governo di de Valera. Lo stesso esito avrà la “Border Campaign”, proclamata ufficialmente il 12 dicembre 1956), che rimane lo sforzo militare maggiore dell’ Ira nel periodo che va dal dopoguerra allo scoppio del conflitto nodr-irlandese degli anni ’70. In questa campagna l’Ira cambia tattica, non puù attacchi dinamitardi ma intere colonne di soldati nelle sei contee del nord-irlanda con lo scopo di attuare un uso estensivo della guerriglia casa per casa.
Il comando dell’Ira non tiere però conto di due grosse problematiche: in un area fortemente urbana le colonne che viaggiano per le colline hanno difficilmente la possibilità di colpire i centri del governo nord-irlandese, e oltretutto non hanno la possibilità di essere appoggiati dalla popolazione cristiana dei ghetti cittadini. Le elezioni del 1957, con l’elezione di soli 4 deputati da parte di Sinn Frein, danno bene l’idea di quale sia stata l’approvazione del sud nei confronti della “Border Campaign”. Dopo questo fallimento l’organizzazione si ritrova smarrita e l’evoluzione del movimento culmina nel documento dell’Army Council alla fine degl’anni 60, in cui viene riesaminata tutta la prassi dell’Ira a partire dal 1916, individuando alcune sufficienze di fondo:
1) L’Ira non ha mai avuto una solida base politica fra le masse;
2) E’ mancata un ideologia ben definita in grado di far capire alla gente le ragioni della lotta;
3) L’Ira ha concentrato i suoi attacchi sulle forze militari britanniche di occupazione nelle sei contee del nord, senza mai attaccare direttamente : a) l’amministrazione politica britannica nelle sei contee e nelle ventisei contee. b) la penetrazione economica e culturale britannica tanto nelle sei che nelle ventisei contee.
4) Il governo delle 26 contee non è mai stato attaccato ne politicamente ne militarmente ne economicamente, ed è stato combattuto solo per il rifiuto di liberare le sei contee e per la sua repressione antirepubblicana.
L’Ira non può che cambiare rotta e strategia: la rivoluzione non ha più il solo scopo di unificare l’entità geografica dell’Irlanda ma ora punta anche a instaurare il “controllo delle masse popolari sulla ricchezza e sulle risorse della nazione irlandese. Per raggiungere questo scopo oltre alla lotta armata verrà ritenuta valida anche l’azione politica. L’Ira sta tentando di trasformarsi in un vero e proprio “esercito del popolo”.
L’Ira, formatasi come esercito guerrigliero per contrastare il dominio britannico in Irlanda, nel Nord del paese ha sempre sostenuto anche un altro obiettivo: quello di difendere la comunità cattolica dalla violenza. Ed è proprio in questo intervento che vanno cercate le motivazioni del conflitto, oltre alla riunificazione nazionale e all’indipendenza. E’ la brutale guerra che si svolge nei ghetti cittadini a far prevalere la visione militaristica dei Provisionals, rispetto all’ala politica degl’ Officials.
Nel 1967 in Irlanda del Nord vi è un grosso movimento per i diritti civili, il quartiere generale dell’ Ira avvedendosi del successo di tale movimento si convince che l’azione politica di massa, sulla base del movimento per i diritti civli, è lo strumento giusto per abbattere il potere unionista nelle sei contee del Nord. Si raduna a dicembre dello stesso anno l’ Army Council dell’ Ira che individua nello sviluppo della campagna per i diritti sociali la direttrice tattiche che permetterà all’ Ulster di ottenere la democratizzazione e la fine delle violenze settarie. Una volta raggiunto questo risultato altro obbiettivo dell’ Ira sarà l’unificazione degli operai cattolici e protestanti in un unico movimento rivoluzionario socialista. Nella prima fase della lotta l’Ira questa volta non prevede l’uso delle armi o della violenza, ma unicamente un sollevamento popolare, in quanto le aggressioni militari avrebbero poi precluso ogni possibilità di collaborazione tra gli operai cattolici e quelli protestanti. Il tallone d’Achille di questo programma è il non aver preso in considerazione che i protestanti si sentono spaventati tanto dal movimento per i diritti civili quanto dalla guerra dell’Ira. Infatti l’obbiettivo del movimento civile è lo stesso dell’Ira: la fine dell’ascendenze protestante sull’Irlanda del Nord. Nel 1969 infatti nessun appello di fraternità tra il proletariato può impedire ai quartieri protestanti di partire all’assalto dei lavoratori cattolici della zona di Falls Road. L’Ira a questo punto rimane però sempre riluttante rispetto all’idea di proteggere i ghetti cattolici e tenta invece, andando contro i pareri dei vecchi comandanti, di unificare il fronte socialista, anche al prezzo di mettere da parte i principi del repubblicanesimo e di riconoscere di fatto la presenza di due stati nel territorio irlandese. Se in principio la scelta dell’ Ira era giusta furono i suoi tempi ad essere sbagliati, vista la grande debolezza di tutti i movimenti di sinistra e l’intransigenza della popolazione unionista. Sin dalla fondazione dell’Ira molti dei suoi veterani erano tutt’altro che felici degli sviluppi socialisti e marxisti che si stavano sviluppando nel tempo. Per loro l’ira rimane l’erede del primo parlamento legittimo proclamato il 19 gennaio 1919. E’ proprio da questo conflitto interno alla gestione dell’Ira che nascono i Provisionals che “apparvero ai più come i custodi di un passato ormai irrilevante. La loro leadership era si illustre ma assai povera di giovani; ben pochi militanti entrati nel movimento dopo il 1962 avevano fatto causa comune con gli scissionisti. Il nuovo programma di riforme economiche e sociali era, come ci si poteva aspettare un ritorno alle idee di Cooperazione locale sviluppata nel 1939, e da allora in poi richiamate in vita ogni qualvolta i tradizionalisti sentissero il bisogno di una qualche base filosofica oltre alla riunificazione del paese. Nessuna delle minuziose spiegazioni dei motivi della scissione, né tanto meno la parola d’ordine di una Repubblica Democratica e Socialista di trentadue contee riuscivano a nascondere il fatto che alcuni militanti preferivano rimanere in pochi fedeli alle tradizione, magari inutili e fedeli, piuttosto che muoversi verso il futuro di una strada nuova”.

Sorprendente è come l’Ira Provisionals, che inizia la sua vita a Belfast con non più di 30 militanti, riesca in poco tempo a conquistare l’egemonia del movimento repubblicano in Irlanda del Nord. La ragione del successo è una sola ovvero la scelta di puntare sulla lotta armata, in quel momento. I Provisionals così oltre a conquistare la linea dominanti all’interno del movimento repubblicano si trovano anche come i maggior rappresentanti dell’intero movimento cattolico. I disordini scoppiani all’inizio del 1970, non sono frutto di una tattica dell’Ira, ma una volta iniziati gli attacchi da parte dei Provisional che non sono in grado di controllare l’escalation della violenza. I Provisionals , proprio per il loro carattere unicamente militaristico, dedicano tutto il tempo ad organizzare la lotta armata, mentre paradossalmente la nuova politica dell’Ira Official porta ad analizzare la situazione irlandese nei termini marxisti di “proletariato” contro “borghesia”, impedendole di capire le realtà urbane dei ghetti cattolici ormai segregati dalla società protestante nel Nord dell’Irlanda. L’ inizio della campagna militare dei Provisionals è datata sabato 27 giugno 1970. Nei disordini che coinvolgono tutta la città di Belfast gli Unofficial intervengono ripetutamente. Noto è l’episodio della chiesa di St. Matthews, nello Short Strand, zona dove 6000 cattolici vivono tra il fiume e 60000 protestanti. Una banda armata di protestanti quello stesso giorno attacca la chiesa cattolica. L’esercito britannico, già impegnato nel resto della città, non può intervenire in maniera opportuna e adueguata. L’unità locale dei Provisionals entra in campo respingendo, durante una lunga sparatoria, gli assaltatori che provoca quattro morti tra i protestanti e diversi feriti da ambo le parti. Quest’episodio convince gran parte della popolazione cattolica che le armi dei Provisionals possano difendere le loro case e le loro famiglie. Il programma degli Officials tuttavia appare più capace di attirare consensi, con le sue iniziative socialiste, come ad esempio l’incendio causato agli archivi degli affitti delle case popolari, rispetto alle bombe piazzate nel centro di Belfast dai Provisionals. Ma se nonostante questo gli Officials vadano via via perdendo seguito è perché la loro scarsa organizzazione militare non è in grado di garantire la sussistenza alla popolazione cattolica. Bisogna però osservare che i successi militari riportati dai Provisionals nei primi due mesi, derivano unicamente dal fatto che in questo periodo non si sono dovuti confrontare con l’esercito britannico ma unicamente con i gruppi armati dei ribelli protestanti. L’odio dei cattolici verso i protestanti si sposta nel tempo verso le truppe britanniche colpevoli di destabilizzare la vita quotidiana con repentine perquisizioni e rastrellamenti all’interno dei ghetti delle città del Nord. La presenza dei Provisionals ostacola fortemente queste operazioni imposte dal governo centrale inglese: ben presto le forze di sicurezza possono penetrare in certe aree unicamente con l’appoggio di grossi contingenti di carri armati. Tutto ciò rende l’impatto con la popolazione ancora più difficile e conflittuale, tant’è che spesso l’arrivo delle truppe segna l’inizio di disordini su vasta scala, con la partecipazione sporadica di singoli cittadini cattolici. E’ proprio in uno di questi rastrellamenti che ,il 6 febbraio 1971 viene ucciso dai Provisionals, il primo soldato britannico. Tra aprile e luglio i Provisionals iniziano una vera e propria campagna terroristica volta a colpire i centri commerciali del paese con un’impressionante serie di attacchi dinamitardi. Nel solo luglio del 1971 vi sono 91 esplosioni di grossa portata nei maggiori centri urbani. Nonostante centinaia di sospetti terroristi vengano arrestati l’attività dell’Ira si intensifica ulteriormente: le esplosioni raddoppiano di numero in breve tempo, così come le vittime civili e militari. Intere aree del Nord Irlanda sono fuori il controllo delle forze di sicurezza. Se però il 1972 da prova sul piano militare dell’efficienza dei Provisionals allo stesso modo ne segna l’incapacità sul piano politico. I Provisionals non si erano resi conto che la forza militare in realtà si basava su presupposti politici: l’esercito britannico aveva lasciato all’Ira le aree cosiddette no-go- areas ( Bogside e Creggan a Derry, Ballymurphy, Le Falls, Clonard, Ardoyne e Andersonstown a Belfast) non perché non avesse i mezzi fisici per entrarvi, ma perché i costi politici per farlo erano considerati troppo alti. Il logoramento politico dell’Ira culmina nelle esplosioni di “Bloody Friday” quando 19 bombe esplodono tra le 14 e le 15 del 21 luglio, permettendo così all’esercito britannico di passare all’offensiva con “Operation Motorman”, e di occupare nel giro di una sola notte tutte le no-go-areas. “I Provisionals dell’Ira e gli estremisti protestanti loro avversari sono un caso unico fra i gruppi terroristici del mondo per la quasi completa mancanza di intellettuali nelle loro file, anche a livello di leadership”.

Ballymurphy: il ghetto
Il quartiere di Ballymurphy fu costruito dal comune di Belfats negli anni '40. Nel nuovo quartiere vengono spostate le famiglie cattoliche provenienti dalla zona di Falls Roads, per poter allontanare i cattolici dal centro della città. Ecco che all’opera di risanamento della città si affianca l’opera di “pulizia sociale” i cattolici vengono allontanati per evitare turbamenti nela vita dell’organizzazione sociale e politica(unionista) di Belfast. Storicamente lo sviluppo dei piani edilizi della città irlandese ha reso tesi i quartieri di diversa composizione religiosa. Con l’inasprirsi del conflitto tra le comunità cattoliche e protestanti, si sono venute a formare barricate, barriere di filo spinato e postazioni militari che hanno creato in piccolo un vero e proprio “muro di Berlino” fra i quartieri di differenti religioni. A Ballymurphy si può entrare seguendo unicamente due strade, il che vuol dire che in caso di disordini i 5000 abitanti sono isolati dal resto della popolazione cattolica di Belfast che si trova in altri quartieri e che ogni movimento può essere facilmente controllato. La comunità di Ballymurphy come abbiamo detto conta 5000 anime; le famiglie sono molto numerose e in media vi sono sei bambini per coppia. Economicamente il ghetto non è autosufficiente e gli abitanti sono costretti a cercare lavoro in zone limitrofe o molto distanti. Nel 1971 vi era un tasso di disoccupazione superiore al 40%. Il paesaggio è segnato profondamente dagli scontri avvenuti in città , i marciapiedi portano le cicatrici dei passaggi dei carri blindati, muri e pavimenti sono interrotti da barricate , le luci sono state messe fuori uso dai soldati, i tetti delle case portano con se i segni dei proiettili cosi come le strade sono segnate da cimiteri di bus carbonizzati. Il martedì di pasqua del 1970 gravi disordini scoppiano nella vicina Springfield Road. Il giorno seguente l’esercito risponde con 600 soldati nel quartiere di Ballymurphy. Seguono nei giorni seguenti degli scontri prolungati, ed il quartiere viene inondato da gas CS (lacrimogeno). Gli scontri si riaccendono nel gennaio del 1971, ma nonostante gli sforzi dell’ Ira stessa di arrestare i combattimenti ( vengono arrestati dall’Ira stessa alcuni dei suoi membri), si apre un nuovo conflitto militare. In questi scontri per la prima volta a Ballymarphy le truppe britanniche vengono accolte da colpi di arma da fuoco. Il governo invia 700 soldati a rastrellare tutte le case in cerca di armi. Alla fine di Gennaio i residenti di Ballymurphy sottoscrivono una petizione in cui richiedono il ritiro delle truppe britanniche dalla zona, sottolineando come questa fosse l’unica soluzione possibile per far allentare la tensione nel quartiere. Nel febbraio del 1971 viene condotta un’ inchiesta per valutare l’atteggiamento dei residenti nei confronti delle forze armate : il 64% si dichiara fortemente scontento per il comportamento delle truppe; il 23% si dichiara soddisfatto e il restante 13% dichiara di non saper giudicare. In tutto il 1971 le perquisizioni dei soldati nel ghetto si intensificano e la tensione tra gli abitanti e le truppe continua ad aumentare. Nell’alba del 9 agosto il 1971 l’esercito alza le barricate all’interno del quartiere per separarlo dal resto della città. Nei due giorni seguenti diversi civili vengono uccisi nel corso di sparatorie, e molti altri vengono feriti. Interviene dunque il 2° battaglione paratroopers “per conquistare il quartiere”. Questo evento viene cosi ricordato dagli abitanti del quartiere: “ I paras sfondarono la porta delle case di vie intere”, “Sparavano a chiunque vedessero in strada”, “Hanno fatto a pezzi i nostri mobili urlando che ci avrebbero ucciso”. Da allora in poi anche i meno repubblicani del quartiere hanno coltivato un forte disprezzo per i paracadutisti ed i soldati britannici in generale. In questo periodo i protestanti del quartiere vicino di New Barnsley, abbandonarono le loro case, rimpiazzati dai cattolici. I rapporti tra cattolici e protestanti dell’altro quartiere sovrastante di Springmartin si riducono ad occasionali scambi di fucilate. Nel maggio del 1972 l’unico bar di Ballymurphy viene fatto saltare in aria da un esplosione. I clienti che tentano di scappare dalle macerie vengono presi di mira, da colpi di fucile, dal quartiere di Springmartin. Ne segue un violentissimo scontro a fuoco tra varie branche dell’ Ira , truppe britanniche e mezzi blindati. Durante il primo cessate il fuoco( 26 giugno- 9 luglio 1972) dei Provisionals ( L’Ira del nord Irlanda) ballymurphy è cinta da barricate è l’esercito si tiene esterno al quartiere. Alla fine della tregua numerosi civili vengono uccisi dall’esercito britannico. Il 31 luglio 1972 , data di “Operation Motorman” il 2° paratroopers torna a Ballymurphy, impadronendosi delle scuole e “saturando” il quartiere.
L’ “Operation Motorman” aveva lo scopo di “rimuovere la capacita dell’Ira Provisionals di causare danni e sofferenze” nella zona di Ballymurphy” e certamente ebbe effetto. I militanti più conosciuti della zona furono costretti ad abbandonare il quartiere e la città di Belfast,e il movimento delle armi e di propaganda dell’ Ira fu fortemente diminuito. Con l’allentarsi della pressione militare all’interno del quartiere ( che coincide con l’allontanamento dei paracadutisti e l’innesto di battaglioni più “morbidi) l’ organizzazione dei Provisionals è tornata a livelli alti. Più grave del colpo militare inferto all’Ira è però senza dubbio il colpo politico. Con “Operation Motorman” è crollato il mito che l’Ira potesse difendere la comunità cattolica da un attacco in vasta scala dell’esercito Inglese. L’abissale differenza tra i due eserciti ha certamente indebolito la credibilità dei Provisionals, minandone il ruolo positivo, punto di base del consenso popolare. Inoltre viene ad aumentare la diffidenza della popolazione nei confronti dell’ esercito cristiano, intimorita ed impotente di fronte ai paracadutisti. L’unica possibilità militare e politica di poter affrontare l’esercito britannico era quella di poter contare sull’intera popolazione del ghetto, possibilità ora svanita.
Con il passare degli anni, dopo una serie infinita di scontri e quasi 3000 morti, nel 1995 si arriva a una tregua che dura ancora oggi. Il numero dei militari inglesi si riduce notevolmente nel nord Irlanda e l'Ira decide di attuare insieme al governo Blayr una tregua.
Quello che molti non sanno è che la tregua rimane ma le armi non sono state riconsegnate alla Gran Bretagna.

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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 07:15 |
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Scritto da Nazionalpopolare
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Martedì 08 Novembre 2011 17:03 |
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Scritto da Nazionalpopolare
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Martedì 01 Novembre 2011 22:55 |
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Scritto da Nazionalpopolare
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Martedì 01 Novembre 2011 18:21 |
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Si vociferava da un po’ su questo secondo lavoro BBB ed eccolo a stupirci con una uscita nientemeno che in download libero con le tracce addirittura in formato wav! In verità non è il primo lavoro “non conforme” disponibile liberamente e soprattutto ufficialmente online, ma è certo uno dei primissimi album originali (che non siano ovvero materiali storici, retrospettivi o di raccolta) ad usufruire di questa modalità… dà da pensare, specie sul futuro delle nuove pubblicazioni.
La disponibilità online se da un lato aumenta potenzialmente all’infinito le possibilità di distribuzione, dall’altro indubbiamente “orizzontalizza” anche le produzioni, rendendole forse un po’ indistinte tra loro, tendenzialmente anonime… Per dare una qualche corporeità tangibile il passo successivo sarebbe forse aumentare in questi casi l’associazione con le immagini ed accompagnare l’uscita con un paio di appositi video e a questo proposito BBB non si fa certo cogliere impreparato: ben tre ad ora sono i clip dell’album disponibili in rete! Un bravo quindi a BBB per la strategia, cui però dovrà seguire un certo lavoro di marketing, che in verità per molti versi è già avanzato… Vedremo gli esiti di questa scelta indubbiamente coraggiosa, anche se chi scrive resta della scuola della molteplicità dei supporti che almeno in parte devono potersi trovare disponibili fisicamente…
Veniamo al disco: BBB procede a distanza di tre anni dall’uscita del primo lavoro sulla linea di contaminazioni elettroniche “nostalgiche” di echi anni ’80 e ’90, il suono di fatto non si discosta molto dalle linee di ricerca di Catenaccio, salvo qualche inedita e rarefatta presenza di chitarre sempre in una funzione rigorosamente accessoria e subordinata. Musicalmente dunque una conferma, e non dispiacerebbe che per il futuro queste incursioni di chitarra divenissero più presenti nel suono.
Quella che è cambiata invece e anche vistosamente è l’ottica percettiva dei testi: tanto Catenaccio intrigava per la sua attitudine irridente e “conquistatrice” di tempo e di spazio che vedeva nella modernità una sorta di terreno di gioco di cui impadronirsi, tanto più resta evidente la natura interlocutoria di questo nuovo episodio che nella modernità vede ora un terreno di battaglia in cui il passato interviene in una sorta di soccorso agli smarriti contemporanei in un recupero di immagini dal sapore antico, molto evidente nei brani Armatura e Sulle Macerie, che finiscono però per dare la sensazione di un avvenuto arroccamento, di uno stare in guardia dal sapore principalmente difensivo.
Se cioè Catenaccio spaziava nella piana alla conquista di postazioni nemiche (e qualcosa di questo si legge ancora in brani dell’album come “Itale Glorie” ) in “Corso Dante” la stessa determinazione è velata ora da un senso quasi di angoscia per una realtà incombente che costringe costantemente a pararsi, a coprirsi del ferro di un armatura, a percepirsi costantemente in una condizione di scontro-assedio… Forse sono solo sensazioni, ma Catenaccio aveva un che di liberatorio e di entusiasmante, che qui lascia il posto ad accortezza e raccoglimento.
Cambio di attitudine dunque, da un lato sicuramente dovuto (come leggiamo nella presentazione dell’album su Canti Ribelli) al desiderio di affrancarsi dal rischio di un cliché neofuturista. Ma dall’altro questo tecno medioevo venturo che cogliamo come sfondo in Armatura ha un che di incombente e sinistro… e del resto a ben vedere questa è una fase di transizione per BBB, che si rivela con questo nuovo lavoro un soggetto votato alla ricerca di una non facile dimensione personale alla ricerca di luce e di controllo interiore ed esteriore.
Un lavoro che certamente ha il merito di stimolare a pensare su quali siano i possibili percorsi da intraprendere e gli scopi da perseguire… Detto questo godetevi il download che BBB cortesemente dona al mondo e a sviluppi ulteriori a presto risentirci…
Biobetabunker
Corso Dante - Free download - 2011, Autoprodotto
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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 07:14 |
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Scritto da fabio
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Sabato 15 Ottobre 2011 11:35 |
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PER LA PRIMA VOLTA MILITIA COMO ORGANIZZA:
SCONTRO MUSICALE TRA 2 DELLE PIU' IMPORTANTI SOTTOCULTURE INGLESI DI TUTTI I TEMPI, GLI SKINHEADS E I MODS
SUONERANNO:
WATERFALT (Indie pop)
GARROTA (oi!)
INIZIO SERATA DALLE ORE 20:30...A SEGUIRE DJ SET & PICCOLO BUFFET
WELLINGTON IRISH PUB, VIA XXV APRILE 53 -ERBA-
NON MANCATE, EVENTO IMPERDIBILE!!!!!!!!!!!!!! |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2011 10:43 |
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Scritto da fabio
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Venerdì 23 Settembre 2011 14:51 |
CONCERTO IMPERDIBILE CON GRANDI GRUPPI!!!!

...NON MANCARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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Scritto da fabio
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Martedì 13 Settembre 2011 15:47 |
LA SERBIA DELLA TIGRE ARKAN


Zeljko Raznatovic, meglio conosciuto come la tigre Arkan, è stato un militare serbo nonchè leader indiscusso della medesima nazione durante la guerra nella ex-Jugoslavia.
Quarto figlio di Veljko, comandante dell'armata popolare jugoslava, Zeljko Raznatovic nasce a Brezice, in Slovenia, dove si era trasferito il padre.
Cresce con le tre sorelle maggiori tra Brezice, Zagabria e infine Belgrado; a nove anni fugge per la prima volta di casa mentre a diciotto viene arrestato per una rapina in un bar di Zagabria: conoscerà nella sua vita un buon numero di penitenziari.
Negli anni '70 si aggira per l'Europa svolgendo attività spionistica per conto dell'UDBA, la polizia segreta jugoslava, anche compiendo missioni contro emigrati non molto graditi al partito.
I servizi segreti in cambio di questi lavoretti offrono ad Arkan protezione, armi, documenti falsi e tutti i mezzi necessari per la sua carriera militare; questi mezzi vengono sfruttati da Raznatovic anche per la sua importante carriera di rapinatore che comincia seriamente nel 1974 con una rapina in un ristorante milanese per poi spostarsi in belgio, svizzera e paesi bassi.
In Belgio sconta una pena di quattro anni; subito rilasciato viene condannato ad altri sette anni di reclusione ma riesce ad evadere scappando in Svezia dove ad aspettarlo c'è il suo più stretto collaboratore Carlo Fabiani.
Negli anni '80, dopo numerose evasioni, condanne per venticinque anni e un bottino non indifferente, fa ritorno a belgrado dove diventa capo della sicurezza serba e capo degli ultras della STELLA ROSSA di Belgrado.



Durante i suoi anni da capo ultras di una delle più temute tifoserie europee, Arkan trova il tempo di uccidere il direttore dell'azienda elettrica INA, di farsi arrestare dalla polizia croata per traffico d'armi nel 1990 e di farsi poi rilasciare nel 1991, a poco tempo dall'inizio della guerra in Jugoslavia.
Proprio sugli spalti del MARAKANA si forma l'Arkan nazionalista: unisce le diverse fazioni in cui sono divisi gli ultras in nome del loro presidente serbo SLOBODAN MILOSEVIC e in dono dalla dirigenza della stella rossa riceve una pasticceria che diviene il quartier generale dei suoi uomini.
Quando nel 1991 inizia la guerra con la Croazia (uno dei pretesti per far scaturire la guerra furono i pesanti scontri a Zagabria tra le opposte tifoserie della STELLA ROSSA BELGRADO e la DINAMO ZAGABRIA) i vertici jugoslavi pensano a lui per organizzare le milizie di volontari.
Raznatovic non fatica assolutamente a formare un esercito di volontari nazionalisti pronti a combattere per lui e per la loro patria: questi volontari erano gli HOOLIGANS delle diverse curve degli stadi serbi, in particolare stella rossa e i criminali comuni che affollavano le carceri e che volevano riscattarsi dal loro passato.
A partire dal 1991, Arkan gestisce il Centro per la Formazione Militare del Ministero per gli Affari Interni serbo.
Arkan, solamente dagli ultras della stella rossa, recluta un'unità di circa 3000 uomini con il nome ufficiale di GUARDIA VOLONTARIA SERBA, successivamente modificato in TIGRI che a partire dall'autunno del '91 ha operato sulla linea di confine serbo-croata.
Si dice che il nome tigri sia voluto dallo stesso Raznatovic quando è entrato in possesso di un piccolo tigrotto che sosteneva aver rubato dallo zoo di Zagabria.
L'unità TIGRE era solita attaccare con l'artiglieria un paese, di norma musulmano o croato, impossessandosi di strade principali e case o proprietà private da donare al popolo serbo; secondo un documento jugoslavo il motivo principale della lotta di Arkan non era tanto la lotta al nemico ma l'appropriazione di proprietà private musulmane da donare ai poveri della Serbia ortodossa e la feroce tortura dei cittadini che gli si opponevano al passaggio.
Il quattro aprile del 1992 l'unità Tigre compie una vera e propria impresa eroica, compiendo all'incirca 400 omicidi tra i musulmani che abitavano in serbia e che volevano organizzare la rivolta insieme ai bosniaci; l'allora presidentessa della zona sul confine controllata dalla serbia si recò a Bijeljina, dove stazionava l'unità Tigre e davanti alle telecamenre del modo intero baciò Arkan complimentandosi per il lavoro svolto.
Tra il 1992 eil 1993 le truppe del comandante Arkan svolgono una vera e propria pulizia etnica all'interno dei territori serbi e bosniaci; i territori presidiati dalle truppe serbe erano quei territori dove anni indietro la popolazione serba viveva pacificamente ma fu poi costretta ad abbandonarli perchè i musulami conquistarono tutto con le armi e la violenza e ora era giunto il momento di riconquistarli.
L'11 giugno del 1995 e nei giorni seguenti, Arkan e il suo esercito aiutano le truppe di RATKO MLADIC a riconquistare la città di Srebrenica cacciando a forza la popolazione musulmana che aveva invaso il territorio; sempre in quell'anno Arkan si presentò alle elezioni in Bosnia con il PARTITO DELL'UNITA' SERBA, ottenendo buoni risultati e un finanziamento da parte dell'OSCE per una cifra intorno ai 225.000 dollari.


La fortuna di Arkan viene principalmente dalla guerra; i saccheggi, il contrabbando di armi, benzina e sigarette e il traffico di auto rubate.
In particolar modo il leader serbo si è arricchito grazie al saccheggio sistematico delle case da lui conquistate, dove l'immobile andava alle famiglie serbe ma i beni tipo gioielli e preziosi andavano a lui e siccome non si fidava del sistema bancario della Jugoslavia comunista decise di tenere tutti i beni sequestrati nella propria abitazione.
Arkan aveva uno stile di vita molto lussurioso, ma si è sempre dimostrato generoso verso il proprio popolo; nel 1998 diventò il presidente della squadra di calcio belgradese dell' FK OBILIC, che poi successivamente donò alla moglie come pegno d'amore.
I famosi calciatori DEJAN SAVICEVIC e SINISA MIHAJLOVIC ricordano molto bene la giornata del dicembre del 1991 quando, reduci dalla vittoria della coppa intercontinentale a Tokyo, ad accogliere i giocatori della stella rossa, la loro squadra di allora, all'aereoporto di Belgrado trovano l'amico Raznatovic; conservano ancora il dono che il leader serbo fece ad ognuno di loro...una zolla di terra della slavonia con una pergamena: sulla pergamena oltre agli onori della vittoria calcistica c'era la promessa di Arkan che avrebbe liberato quella parte di terra dall'invasore.

Le tigri rimasero in attività fino all'ultimo giorno di guerra in Bosnia; Arkan fu assassinato il 15 gennaio del 2000.
La "tigre" si trovava all'INTERCONTINENTAL HOTEL di Belgrado a chiaccherare con dei suoi amici quando DOBROSAV GAVRIC, un poliziotto ventitreenne in congedo gli si avvicinò e gli sparò alla testa.
inutili i soccorsi da parte di ambuazne e amici perchè Zeljko Raznatovic si spense durante il tragitto all'ospedale.
La furia del suo sicario fu talmente energica da colpire a morte anche due stretti collaboratori di Arkan seduti al tavolo proprio con lui in quel momento; si salvò invece Zvonko Mateovic, un altro suo collaboratore il quale estrasse la sua pistola e colpì il killer alla spina dorsale paralizzandolo a vita.
Quando si diffuse la notizia della morte di Arkan, per tutta la Serbia ci furono spedizioni punitive contro presunti complici del suo assassinio; durante il funerale, a cui assistettero 200.000 persone, la sua milizia gli tributò gli onori militari.
La cerimonia fu eseguita secondo il rituale della sua chiesa ortodossa serba e la salma sepolta nel cimitero di NOVO GROBLJE a Belgrado.
La morte di Arkan suscita ancora stupore e tristezza tra il popolo serbo; tutt'ora viene pianto e per lui ogni anno vengono organizzate manifestazioni e ricorrenze per tutta la Serbia; nella sua Belgrado gli ultras della stella rossa non lo hanno mai dimenticato anzi, portano ancora avanti le lotte nel nome del loro leader.............ONORE ALLA TIGRE ARKAN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



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Ultimo aggiornamento Sabato 17 Settembre 2011 09:27 |
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Scritto da fabio
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Venerdì 05 Agosto 2011 15:52 |
SKREWDRIVER: LA VERA STORIA DALLE ORIGINI ALLA TRAGICA MORTE DI IAN STUART


GLI SKREWDRIVER ERANO UN GRUPPO PUNK '77 FONDATI DA IAN STUART DONALDSON NEL MEDESIMO ANNO IN INGHILTERRA, PIU' PRECISAMENTE A BLACKPOOL.
PRIMA DELLA NASCITA DEGLI SKREWDRIVER IAN STUART FACEVA PARTE DI UNA BAND CHE RIPROPONEVA COVER DEI ROLLING STONES (TUMBLING DICE); FORMO' GLI SKREWDRIVER DOPO AVER VISTO UN CONCERTO DEI SEX PISTOLS A MANCHESTER.
INIZIALMENTE, CON LA PRIMA FORMAZIONE, IL GRUPPO NON ERA POLITICIZZATO E SEPPUR CONNOTASSE UN ATTEGGIAMENTO VIOLENTO, SI LIMITAVA A SUONARE UN CLASSICO PUNK-ROCK DI CHIARO STAMPO INGLESE.
DA NOTARE, CONTRARIAMENTE A QUANTO ALCUNI CREDANO, GLI SKREWDRIVER NON SI SONO MAI DICHIARATI COME UN Oi! BAND E TRANNE IN ALCUNI EPISODI SONO SEMPRE STATI LONTANI DAI CANONI DELL'Oi! (I CASI ERANO IL BRANO "BOOTS & BRACES" E LA SECONDA VERSIONE DI "ANTISOCIAL").
LA PRIMA FORMAZIONE VEDEVA IAN ALLA VOCE, PHIL WALMSLEY ALLA CHITARRA, RONNIE HARTLEY ALLA SECONDA CHITARRA, KEV MCKAY AL BASSO E JOHN GRINTON ALLA BATTERIA.
DOPO AVER SUONATO IN QUALCHE CONCERTO A BLACKPOOL, DECISERO DI INCIDERE UNA CASSETTA E SPEDIRLA A ROGER ARMSTRONG, PROPRIETARIO DELL'ETICHETTA DISCOGRAFICA CHISWICK RECORDS; ROGER FU SUBITO INCURIOSITO E GLI PROPOSE UN CONTRATTO CHE VENNE SUBITO ACCETTATO DA IAN CHE SI TRASFERI' A LONDRA CON LA BAND.
CON QUESTA ETICHETTA, SEMPRE NEL 1977, GLI SKREWDRIVER FECERO USCIRE IL LORO PRIMO LAVORO, YOU'RE SO DUMB/ BETTER OFF CRAZY, DOVE ALL'INTERNO TROVIAMO BRANI ESPLICITI CONTRO L'USO DI DROGHE.
IN QUELL'ANNO SUONARONO PARECCHIO, SOPRATTUTTO A LONDRA E ADDIRITTURA VERSO LA FINE DEL '77 RIUSCIRONO A FAR USCIRE UN SECONDO LP INTITOLATO ANTISOCIAL/ 19Th NERVOUS BREAKDOWN; DOPO L'USCITA DEL DISCO, IL CHITARRISTA WALMSLEY LASCIO' IL GRUPPO E FU SOSTITUITO DA RON CHE FECE PRENDERE UN IMPRONTA PIU' SKINHEAD ALLA BAND.
TRA LA FINE DEL '77 E L'INIZIO DEL '78 ESCE IL TERZO LAVORO DEGLI SKREWDRIVER, ALL SKREWED UP.
INIZIARONO I GUAI PER LA BAND: LE CONTINUE VIOLENZE AI LORO CONCERTI E LA PRESENZA FISSA DEI SOSTENITORI DEL NATIONAL FRONT E DEL BRITISH MOVEMENT RESERO LA SITUAZIONE ANCORA PIU' PESANTE, LA STAMPA INIZIO' AD ATTACCARE LA BAND E AD ETICHETTARLA COME UNA CREAZIONE DEI NEONAZISTI INGLESI E MOLTI MEDIA CHIESERO AI VARI GRUPPI Oi! LONDINESI DI DISSOCIARSI DALL'AMBIENTE CHE SI STAVA FORMANDO INTORNO AGLI SKREWDRIVER.
GLI SHAM 69 FURONO GLI UNICI AD ACCETTARE LA PROVOCAZIONE DEI MEDIA, GLI SKREWDRIVER NON NE VOLLERO SAPERE DI TIRARSI INDIETRO O DI CHIEDERE SCUSA E ALLORA NON AVENDO PIU' UN POSTO PER SUONARE, NON VENENDO PIU' INVITATI AI CONCERTI, VENNERO ABBANDONATI DALLA LORO CASA DISCOGRAFICA E FURONO COSTRETTI A SCIOGLIERSI E TORNARE A BLACKPOOL.
TORNATI A CASA, I COMPONENTI NON AVEVANO NE SOLDI NE LAVORO, FU COSI' CHE IAN STUART INIZIO' A SEGUIRE I MEETENG DEL NATIONAL FRONT, NEL 1979 DIVENNE MEMBRO A TUTTI GLI EFFETTI E POCO TEMPO DOPO SI TRASFERI' A LONDRA E ANDO' AD ABITARE DA SUGGSY, FUTURO CANTANTE DELLA BAND SKA MADNESS; LI RIMASE PER POCHI MESI PERCHE' TROVO' UNA CASA PIU' ACCOGLIENTE VICINO A MANCHESTER E TROVO' AIUTI DA PARTE DEL NATIONAL FRONT CHE GLI PERMISERO DI RIFORMARE GLI SKREWDRIVER.
LA BAND SI RIFORMO' CON IAN SEMPRE ALLA VOCE, KEV AL BASSO, GLEN JONES ALLA CHITARRA E MARTIN SMITH ALLA BATTERIA.
RIUSCIRONO A SUONARE NUOVAMENTE NELLA ZONA DI MANCHESTER E A PUBBLICARE UN NUOVO LP INTITOLATO BUILT UP KNOCKED DOWN, MA LA STAMPA INGLESE NON DIMENTICO' QUELLO CHE ERA SUCCESSO 2 ANNI PRIMA ANZI, RINCARO' LA DOSE DI ACCUSE, BANDI' DI NUOVO I CONCERTI DELLA BAND E I POVERI SKREWDRIVER FURONO COSTRETTI A SCIOGLIERSI DI NUOVO.
DURANTE L'AUTUNNO DEL 1981, IAN SI TRASFERI' DI NUOVO A LONDRA, IN UN HOTEL DOVE CONOSCEVA IL PROPRIETARIO, UN SIMPATIZZANTE DEL NATIONAL FRONT; INIZIO' A FREQUENTARE IL LAST RESORT (FAMOSISSIMO NEGOZIO DI DISCHI E ABBIGLIAMENTO SKINHEAD) E CONOBBE MICKEY E MARGARET, I 2 PROPRIETARI I QUALI GLI DIEDERO UNA MANO A RIFORMARE PER LA TERZA VOLTA LA BAND.
LA NUOVISSIMA FORMAZIONE ERA COMPOSTA DA IAN ALLA VOCE, MARK FRENCH AL BASSO, GEOFF WILLIAMS ALLA BATTERIA E MARK NEESON ALLA CHITARRA.
FRENCH (LAST RESORT SHOP) AIUTO' IAN A RIFORMARE IL GRUPPO, CONTRIBUI' ALLA REALIZZAZIONE DELL' LP BACK WITH A BANG E GLI PROPOSE DI PARTECIPARE CON 2 DEI LORO PEZZI ALLA COMPILATION TARGATA LAST RESORT SHOP INTITOLATA UNITED SKINS.
LA COMPILATION USCI' NEL 1982; SEMPRE IN QUELL'ANNO IAN STUART INIZIO' A PARLARE DELL'IDEA DI CREARE UN CIRCUITO MUSICALE DI DESTRA, IL R.A.C. (ROCK AGAINST COMUNISM).
IN QUEL PERIODO IL LORO LIVE SET INCLUDEVA GIA' BRANI COME WHITE POWER E SMASH THE I.R.A., INFATTI AD UNO DEI SOLITI CONCERTI LONDINESI CI FU UNA RISSA GIGANTESCA TRA I SOSTENITORI DEGLI SKREWDRIVER E I FAN DEGLI INFA RIOT(GRUPPO CHE DIVENNE FAMOSO PER LE SUE PARTECIPAZIONI A VARI FESTIVAL ANTIRAZZISTI).
IL PRIMO CONCERTO R.A.C. DEGLI SKREWDRIVER SI TENNE A STRATFORD (EST DI LONDRA), NELL'ESTATE DEL 1982 DOVE SUONARONO VARI GRUPPI DELLA SCENA DI DESTRA LONDINESE TRA CUI GLI OVALTINEES; QUESTO CONCERTO FU SPONSORIZZATO DAL NATIONAL FRONT E DALLA PRIMA E VERA ETICHETTA DISCOGRAFICA DI DESTRA WHITE NOISE RECORDS.
NEL 1983 GLI SKREWDRIVER FANNO USVCIRE PER LA WHITE NOISE RECORDS 1 LP: VOICE OF BRITAIN E PARTECIPANO ALLA COMPILATION PRODOTTA DALLA MEDESIMA ETICHETTA....LA COMPILATION SI CHIAMAVA THIS IS WHITE NOISE!.
NEL1984 GLI SKRWEDRIVER SUBIRONO UN NUOVO CAMBIO DI FORMAZIONE: RIMASE SOLO IAN ALLA VOCE E SUBENTRARONO ADAM DOUGLAS ALLA CHITARRA, MURRAY HOLMES AL BASSO E MARK SUTHERLAND ALLA BATTERIA.
CON QUESTA FORMAZIONE LA BAND FIRMO' UN CONTRATTO CON LA ROCK-O-RAMA RECORDS E PUBBLICARONO INVASION; QUALCHE MESE DOPO VENNE PUBBLICATO HAIL THE NEW DAWN.
TRA IL 1984 E IL 1985, LA SCENA R.A.C. SPOPOLAVA IN INGHILTERRA, IN EUROPA E NEL MONDO TANTO CHE SI RIUSCI' AD ORGANIZZARE IL PRIMO VERO FESTIVAL NEONAZI EUROPEO; ALL'EVENTO PARTECIPARONO SKREWDRIVER, BRUTAL ATTACK, DIE HARD E PUBLIC ENEMY.
NEL 1985 SI UNISCE AL GRUPPO UN NUOVO CHITARRISTA: E' STIV "JENA" RODA, EX NABAT.
DAL 1986 AL 1992 GLI SKREWDRIVER PUBBLICANO PER ROCK-O-RAMA E WHITE NOISE RECORDS QUATTRO LORO LAVORI: BLOOD & HONOUR (1985), AFTER THE FIRE (1987), THE STRONG SURVIVE (1990) E FREEDOM WHAT FREEDOM (1992).
NEL 1992, DURANTE UN CONCERTO IN GERMANIA SI REGISTRANO PESANTI INCIDENTI TRA GRUPPI DI SKINEAHDS DI DESTRA E LA POLIZIA; I MEMBRI DEGLI SKREWDRIVER VENNERO ARRESTATI E (SOLO IAN VENNE RILASCIATO POCO DOPO) CON PESANTI ACCUSE, PROCESSI E MULTE PESANTISSIME...UNA VERO E PROPRIO MASSACRO ECONOMICO.
IAN DECIDE COSI' DI REGISTRARE UN LP CON LA BAND ROUGH JUSTICE, DOVE IL RICAVATO DALLA VENDITA DEI DISCHI SERVI' PER PAGARE LE SPESE LEGALI DEGLI SKREWDRIVER; IL DISCO SI INTITOLAVA JUSTICE FOR COTTBUS SIX.
IL LORO LP FREEDOM WHAT A FREEDOM VENNE REGISTRATO FORTUNATAMENTE PRIMA DELL'ARRESTO DEI MEMBRI DEGLI SKREWDRIVER E USCI' QUANDO LA BAND ERA ANCORA DETENUTA NEL CARCERE TEESCO: IAN, UNICO UOMO LIBERO DEDICO' AL PROPRIO GRUPPO QUESTO LP.
TRA IL 1992 E IL 1993 IAN STUART SI DEDICO' ANCHE A PROGETTI MUSICALI INTERNZIONALI COME I KLANSMEN, WHITE DIAMOND E IAN STUART & STIGGER E ACHE A PROGETTI COME SOLISTA (2 GLI LP, NO TURNING BACK E PATRIOT).
GLI SKREWDRIVER TERMINANO LA LORO CARRIERA CON LA MORTE DI IAN STUART NEL 1993 IN UN INCIDENTE STRADALE, IN CIRCOSTANZE MOLTO POCO CHIARE.
NON SI FECE MAI LUCE SULLA MORTE DI IAN STUART, ARCHIVIARONO IL CASO PARLANDO DI INCIDENTE STRADALE MA PER DIRLA TUTTA IAN ERA UN PERSONAGGIO SCOMODO PER IL SISTEMA, PER LE LOBBY E PER I SIONISTI; NEL GIRO DI POCHI ANNI RIUSCI' A CREARE UN MOVIMENTO, UN CIRCUITO MUSICALE E UNA LINEA DI PENSIERO DI DESTRA CHE PARTIVA DA BLACKPOOL E SI ESPANSE PER L'EUROPA INTERA E ANCHE IN QUALCHE PARTE DEL MONDO...E GUARDA CASO MORI' NEL BOOM DI TUTTE LE SUE CREAZIONI....
L'ULTIMO ALBUM DEGLI SKREWDRIVER, HAIL VICTORY, E' USCITO POSTUMO NEL 1994, LE NOTE DEL CD SONO DI KEN MCLELLAN, STORICO CANTANTE DEI BRUTAL ATTACK.


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Ultimo aggiornamento Sabato 10 Settembre 2011 08:29 |
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Scritto da fabio
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Giovedì 04 Agosto 2011 17:27 |
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come da tradizione ogni 5 anni i ragazzi del VFS organizzano l'evento "RITORNO A CAMELOT"; 3 giorni all'insegna della cultura con varie conferenze, della buona musica con molti gruppi italiani ed esteri e della birra e buona cucina.....EVENTO DA NON PERDERE!!!!!!!!!!
CONTINUA SOTTO...........

VERRA' INOLTRE PRESENTATO L'ULTIMO LAVORO DELLA STORICA BAND BOLOGNESE LEGITTIMA OFFESA, INTITOLATO "SPACCA TUTTO"......
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Ultimo aggiornamento Sabato 10 Settembre 2011 08:28 |
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Scritto da fabio
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Giovedì 04 Agosto 2011 17:09 |
STORIA DEI COCK SPARRER
 
I COCK SPARRER (ALL'INIZIO COCK SPARROW) NACQUERO NEL 1974 NELLA PARTE PIU' AD EST DI LONDRA DA UN'IDEA DI COLIN MCFAULL, MICK BEAUFOY, STEVE "BURGE" BURGESS E STEVE BRUCE.
QUESTA ERA LA FORMAZIONE ORIGINALE CHE VEDEVA COLIN ALLA VOCE, BEAUFOY ALLA CHITARRA, BURGE AL BASSO E BRUCE ALLA BATTERIA; TUTTI I MEMBRI SI CONOSCEVANO L'UN L'ALTRO DALL'ETA' DI 11 ANNI.
SUONANDO IN CLUB NOTTURNI NELLE PERIFERIE DI LONDRA, GLI SPARRER PIAN PIANO SVILUPPARONO QUELLO STILE MUSICALE CHE FU POI CHIAMATO Oi! O STREETPUNK, OVVERO IL "PUNK DI STRADA".
NEL 1976 LA BAND INCONTRO' MALCOM MCLAREN (STORICO MANAGER DEI SEX PISTOLS) CHE OFFRI' LORO UN CONTRATTO, AFFIANCANDOLI COSI' ALLA SUA PIU' GRANDE SCOPERTA MUSICALE, I SEX PISTOLS (DETTO SOPRA); SI NARRA LA LEGGENDA CHE L'AFFARE PROPOSTO DA MCLAREN NON ANDO' MAI IN PORTO PERCHE' IL MANAGER SI RIFIUTO' DI OFFRIRE AGLI SPARRER DELLA BIRRA...SIMPATICA COME COSA!!!!!
LA SECONDA VERSIONE INVECE FU CHE MALCOM MCLAREN STRACCIO' IL CONTRATTO PERCHE' CHIESE AGLI SPARRER DI RASARSI I CAPELLI MA LORO ASSOLUTAMENTE RIFIUTARONO.
NEL 1977, GARRIE LAMMIN (IL CUGINO DI BURGE) ENTRO' A FAR PARTE DELLA BAND COME SECONDO CHITARRISTA; IN QUELLO STESSO ANNO I COCK SPARRER FIRMARONO UN CONTRATTO PER L'ETICHETTA DISCOGRAFICA DECCA RECORDS.
IL PRIMO SINGOLO PRODOTTO DAL GRUPPO FU RUNNIN' RIOT NEL MAGGIO DEL 1977; NON EBBE MOLTO SUCCESSO COME GLI ALTRI SINGOLI USCITI DOPO E LA DECCA RECORDS FU COSTRETTA NEL 1978 A LICENZIARE I COCK SPARRER.
IL MATERIALE COMPOSTO IN QUEL PERIODO NON FU RILASCIATO PRIMA DEL 2006 NON SI SA PER QUALE LOSCO MOTIVO.
I COCK SPARRER SI SCIOLSERO NEL 1980 MA NEL 1981 LE VECCHIE CANZONI FURONO INCLUSE IN DIVERSE COMPILATION Oi! E L'INTERESSE PER LA BAND INIZIO' AD EMERGERE.
A QUESTO PUNTO PROVARONO A CAVALCARE L'ONDA E NEL 1982 CI FU LA PRIMA REUNION DEL GRUPPO E FIRMARONO UN CONTRATTO PER LA CARRERE RECORDS CON LA QUALE RILASCIARONO IL SINGOLO "ENGLAND BELONGS TO ME" SEGUITO DAL LORO DISCO D'ESORDIO SHOCK TROOPS (1983).
NEL 1984 BEAUFOY LASCIO' LA BAND E VENNE SOSTITUITO DA SHUG O'NEILL, CHE FU SUCCESSIVAMENTE SOSTITUITO DA CHRIS SKEPIS; L'ALBUM RUNNIN' RIOT FU RILASCIATO NELL'OTTOBRE DEL 1984.
LA BAND SI SCIOLSE DI NUOVO E SI RIUNI' UNA SECONDA VOLTA NEL 1992 (CON DARYL SMITH COME NUOVO SECONDO CHITARRISTA) E NEL 1994 PRODUSSERO UN NUOVO ALBUM, GUILTY AS CHARGED.
NEL 1997 USCI' UN LP, TWO MONKEYS; DA ALLORA I COCK SPARRER HANNO PARTECIPATO A MOLTI CONCERTI E MOLTI GRANDI EVENTI COME IL REBELLION FEST O IL WASTED FESTIVAL.
LA BAND E' ANCORA ALL'ATTIVO E ADDIRITTURA NEL 2007 HA PUBBLICATO L'ULTIMO LAVORO: IL CD INTITOLATO "HERE WE STAND".
RECENSIONE VINILE "SHOCK TROOPS"


SHOCK TROOPS FU IL PRIMO LAVORO DEI COCK SPARRER E FU RILASCIATO VERSO LA FINE DEL 1983.
UN ALBUM STORICO DOVE SONO RACCHIUSI QUASI TUTTI I MIGLIORI PEZZI SCRITTI DALLA BAND; POSSIAMO TROVARE BRANI COME WHERE ARE THEY NOW , I GOT YOUR NUMBER E LA FAMOSISSIMA RIOT SQUAD (RIFATTA DA TANTISSIMI GRUPPI E CANTATA A SQUARCIAGOLA ACHE AI GIORNI NOSTRI).
NONOSTANTE NON ABBIANO MAI GODUTO DI GRANDI SUCCESSI COMMERCIALI, I COCK SPARRER SONO CONSIDERATI UNA DELLE PIU' IMPORTANTI STREETPUNK BAND CHE APRIRONO LA STRADA AL PUNK77 E ALL'Oi! DEGLI ANNI '80.
QUESTO ALBUM, COME QUASI TUTTI GLI ALTRI (TRANNE L'ULTIMO DEL 2006 CHE E' MOLTO PIU' AGGRESSIVO), E' INFLUENZATO DAL LORO STILE MELODICO E PUNK-ROCK '77, DAL GLAM E DALLO STILE DELLA FAMOSA BRITISH INVASION (OSSIA DA GRUPPI MOLTO PIU' ROCK E POP COME ROLLING STONES, SMALL FACES, THE WHO...).
I LORO TESTI RIGUARDANO TEMI PREVALENTEMENTE LEGATI ALLA VITA QUOTIDIANA, PARTITE DI CALCIO E RISSE, BEVUTE AL PUB CON GLI AMICI, DISAGIO SOCIALE E MALESSERE GIOVANILE, DONNE, SOGNI ED ILLUSIONI.
PER CONCLUDERE DIREI CHE E' UN ALBUM IMPORTANTE DA AVERE INSIEME AD ALTRI LP DEGLI SPARRER COME PER ESEMPIO "RUNNIN' RIOT" O IL RARO SINGOLO "ENGLAND BELONGS TO ME"...... Oi! Oi! Oi! |
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