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Militia Como - Distinzione e Tradizione
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Scritto da fabio
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Mercoledì 27 Luglio 2011 13:52 |
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I cockney rejects sono un gruppo oi! dell'east end di Londra formatosi nel 1979.Il primo disco pubblicato dal gruppo fu il singolo Flares and Slippers su small wonder records (che conteneva anche i pezzi Police Car e I Wanna Be a Star). Il singolo ebbe un discreto riscontro di critica e di vendita, raggiungendo le 5.000 copie vendute e la posizione numero 24 delle classifiche indipendenti del periodo. Il gruppo ebbe come spinta le trasmissioni di John Peel e le buone recensioni ricevute dalla rivista Sounds. Uno dei giornalisti che scrivevano per Sounds, Garry Bushell, diventò manager del gruppo, e grazie anche all'aiuto del cantante degli Sham 69, Jimmy Pursey, il gruppo firmò un contratto con la EMI. Lo stesso Pursey si offrì come produttore per il primo singolo pubblicato per la EMI, che fu I'm Not a Fool, pubblicato nel dicembre del 1979. Il singolo raggiunse la posizione 65 delle classifiche inglesi, e venne successivamente utilizzato in uno spot della Levi's. Nel febbraio del 1980 venne pubblicato il singolo Bad Man, che si posizionò anche esso alla posizione 65 delle classifiche inglesi. Fu il terzo singolo, The Greatest Cockney Rip-Off, a far entrare il gruppo nella top 30, arrivando alla posizione 21, mentre il singolo successivo, I'm Forever Blowing Bubbles si piazzò nella top 40. Durante lo stesso anno il gruppo pubblicò We Can Do Anything in luglio e We Are the Firm in ottobre, singoli che ebbero però minor successo dei precedenti.Con la pubblicazione dei primi due album, Greatest Hits Vol. 1 e Greatest Hits Vol. 2, il gruppo guadagnò un discreto seguito tra i punk e gli skinhead inglesi ed europei. Dopo il cambio di due batteristi, viene pubblicato il terzo album intitolato Greatest Hits Vol. 3, registrato dal vivo in studio davanti ad un gruppo di fan. I successivi due album (The Power and the Glory e The Wild Ones) vedranno un cambio di direzione nel suono, passando dal punk dei primi lavori ad un suono più influenzato dal metal.Il gruppo si scioglie una prima volta nel 1985, per poi riformarsi brevemente nel 1990 per pubblicare l'album Lethal, e sciogliersi di nuovo. Nel 1999 il gruppo si rimette insieme con una diversa formazione, che comprendeva il chitarrista Tony Van Frater (ex Red Alert) ed il batterista Les "Nobby" Cobb (anche lui ex Red Alert). Con questa formazione ritorneranno sui palchi per esibirsi dal vivo, facendo da headliner in diversi festival in Germania, Italia, Spagna, Svezia, nonché negli Stati Uniti ed in Giappone.Nel 2002 pubblicano l'album Out of the Gutter, che ebbe buoni riscontri di critica e pubblico. Continuano l'attività dal vivo, e nel 2006 registrano una nuova versione di I'm Forever Blowing Bubbles in occasione della finale di FA Cup raggiunta dalla squadra della quale sono tifosi, il West Ham. Nonostante il pezzo sia stato pubblicato solo due giorni prima della finale, raggiungerà la posizione 22 della classifica generale di iTunes e la quarta in quella rock. Nel 2007 pubblicano un nuovo album, Unforgiven, dal quale viene estratto il singolo (e video) Fists of Fury.
RECENSIONE GREATEST HITS VOL.3

Si deve al batterista dei Cockney Rejects il nome di questo genere, Oi! appunto, che apriva sempre i concerti urlando "Oi!Oi!Oi!" per scaldare il pubblico.
Il pezzo più noto del gruppo, The Greatest Cockney Rip-Off, è una parodia del pezzo degli Sham 69 Hersham Boys.
La maggior parte delle altre canzoni del gruppo erano meno commerciali, cosa dovuta parzialmente ai testi che trattavano tematiche "estreme", come le risse da strada o gli hooligans.
I componenti del gruppo sono tifosi del West Ham United F.C., e il loro pezzo I'm Forever Blowing Bubbles è in pratica una cover di una canzone cantata dai tifosi del West Ham sin dagli anni venti.
Nell'album troviamo anche pezzi come "war on the terraces", dove si parla dell'hooliganismo inglese e della sfida che si lanciavano le frange più estreme del tifo d'oltre manica di impossessarsi a pugni della curva avversaria.
altri brani che ritroviamo sono "i'm not a fool", "easy life", "join the rejects", "police car", ecc. ecc.
La violenza descritta nei testi si manifesta spesso durante i loro concerti, e gli stessi componenti del gruppo devono a volte difendersi durante le esibizioni da assalti portati da tifosi di altre squadre, o tentano di fare da paciere tra le fazioni in mezzo al pubblico. I fratelli Jeff e Mick Geggus sono entrambi pugili amatoriali, ed hanno gareggiato a livello nazionale.
Tutto sommato il vinile si presenta bene, con una bella copertina tipo fumetto; i brani sono registrati dal vivo e le registrazioni sono state effettuate molto bene...un vinile ben fatto pre uno dei primi gruppi storici della scena oi! londinese
Oi! Oi! Oi!
Questo disco è prodotto da
EMI
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Scritto da fabio
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Martedì 19 Luglio 2011 13:57 |
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...FINALMENTE!!!!!!!!
USCITO PER LA BARRACUDA RECORDS L'ULTIMO LAVORO DEI GARROTA....UNA BOMBA OI! CON TESTI PAUROSI E SUONI VECCHIO STAMPO......A BREVE LA RECENSIONE!!!!!!
DA COMPRARE ASSOLUTAMENTE!!!! Oi! Oi! Oi!
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Scritto da Nazionalpopolare
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Mercoledì 29 Giugno 2011 18:59 |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 20:25 |
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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 09 Giugno 2011 17:54 |
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L'Associazione Culturale Militia - Como organizza una serata di approfondimento sul tema Islam, attraverso la presentazione del Libro "Si può ancora criticare l'Islam" di Lodovico Ellena e con la presenza del Docente di Storia delle Dottrine Politiche presso l'Università Degli Studi dell'Insubria, Professore Giorgio La Rosa. Seguirà un dibattito pubblico. Partecipate numerosi all'iniziativa su un tema di grande attualità come l'impatto dell'Islam sul tessuto socio culturale locale. Venerdì 17 Giugno 2011, ore 20:45 in Circoscrizione 4, Camnago Volta (Como)

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Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Giugno 2011 20:51 |
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Scritto da fabio
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Martedì 07 Giugno 2011 15:34 |
BREVE STORIA DEGLI STATO ASOCIALE E PRESENTAZIONE DEL VINILE "OLTRE LA GLORIA"

GLI STATO ASOCIALE NASCONO NEL 2003 MA MUSICALMENTE SI INIZIA A PARLARE DI LORO SOLO NEL 2006/ 2007; IN QUEI 3/4 ANNI CI SONO STATI VARI CAMBIAMENTI DI FORMAZIONE E QUINDI OGNI CAMBIAMENTO SIGNIFICAVA RIPARTIRE DA ZERO.
FINALMENTE NEL 2006 LA BAND E' FORMATA, AL COMPLETO E AFFIATATA E POCO TEMPO DOPO, NEL 2007 INIZIANO A VEDERSI NEI PRIMI CONCERTINI, FINO AL 2008 QUANDO FANNO USCIRE IL LORO PRIMO CAPOLAVORO, IL DEMO "PROUD NATIONALIST Oi! MUSIC".
IL DEMO PRESENTA 5 TRACCE E HA UNA TIRATURA A 300 COPIE.
A SETTEMBRE DEL 2009, DOPO GRANDI SACRIFICI DA PARTE DI TUTTI ESCE FINALMENTE IL LORO PRIMO CAPOLAVORO, UN CD COMPOSTO DA 12 PEZZI STRADAIOLI, CON LO STILE Oi! TIPICO DEGLI STATO ASOCIALE; IL CD SI INTITOLA "GREZZO, STUPIDO & CATTIVO", VIENE PRODOTTO DALLA BARRACUDA RECORDS E HA UNA TIRATURA DI 1000 COPIE.
DA SETTEMBRE 2009 A SETTEMBRE 2010 GLI STATO ASOCIALE SFONDANO NELL'AMBIENTE SKIN ITALIANO ED ESTERO, VENGONO INVITATI AD UN SACCO DI CONCERTI PER TUTTA L'ITALIA E IN QUALCHE PAESE EUROPEO; PARTECIPANO ANCHE A GRANDI EVENTI E SUONANO ANCHE NELLA NOSTRA COMO.
IN QUESTO ANNO PIENO DI IMPEGNI LAVORANO ANCHE AD UN NUOVO LAVORO CHE USCIRA' PROPRIO NEL SETTEMBRE 2010: IL LORO PRIMO VINILE INTITOLATO "OLTRE LA GLORIA"
LE TEMATICHE AFFRONTATE IN TUTTI I LORO LAVORI SONO QUELLE CLASSICHE DELLA SCENA SKINHEAD: BIRRA, LAVORO, BOTTE, STADIO, GOLIARDIA, WORKING CLASS, ECC. ECC..
APPUNTO PERCHE' PRENDONO ESEMPIO DALLA VITA QUOTIDIANA E DALLA CRUDA REALTA', GLI STATO ASOCIALE NEI LORO TESTI NON FANNO PROPAGANDA POLITICA NE TANTOMENO SONO INFLUENZATI DALLE PAGLIACCIATE DEI POLITICANTI... LORO SONO SKINHEADS ODIATI & FIERI!!!!!!!!!!!!!!!
MUSICALMENTE GLI ACCORDI SONO SEMPLICI, LA VOCE E' GREZZA E I SUONI MOLTO RABBIOSI; IN POCHE PAROLE UNA VERA Oi! BAND CON UN SUONO TIPICO DEI VECCHI MA INDIMENTICABILI ANNI '80.
IL VINILE "OLTRE LA GLORIA" PROPONE 3 BRANI NUOVISSIMI; NEL LATO A E' PRESENTE "OLTRE LA GLORIA", NEL LATO B CI SONO RISPETTIVAMENTE "ODIATI & FIERI" E "SKINS & PUNX".
ALL'INTERNO TROVIAMO FOTO DELLA BAND E TESTI; IL VINILE E' RIPROPOSTO IN 3 COLORI E HA UNA TIRATURA DI 254 COPIE.
OTTIMO LAVORO DIREI!!!!!!!!!!!!!!!!!
Prodotto da:
BARRACUDA RECORDS |
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Scritto da fabio
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Martedì 07 Giugno 2011 14:41 |
STORIA DEI GANGLAND + RECENSIONE VINILE "LOST & FOUND"

I GANGLAND NASCONO NELL'82/83 DOPO L'ESPLOSIONE DELL'Oi! IN ITALIA.
PARTECIPANO NEL 1983 AL 3° RADUNO Oi! DI CERTALDO E FANNO UN ALTRO IMPORTANTE CONCERTO VICINO A MILANO CON I ROUGH.
LA FORMAZIONE (4 PERSONE) VEDEVA GUFI ALLA VOCE, MAURINO ALLA CHITARRA, CLAUDIO AL BASSO E TONINO ALLA BATTERIA.
LA C.A.S. RECORDS LI INVITO' A REGISTRARE UN PEZZO, "DIRITTO AL LAVORO" (PRESENTE NEL VINILE) DA INSERIRE SULLA COMPILATION "QUELLI CHE URLANO ANCORA" MA PURTROPPO IL PEZZO VENNE SCARTATO PER LA SCARSA QUALITA' DELLA REGISTRAZIONE.
QUESTO PEZZO FU MIRACOLOSAMENTE RITROVATO E RIVISTO DAL "DAY RECORDS STUDIO" E FORTUNATAMENTE INSERITO IN QUESTO VINILE.
NEL 1984 FURONO REGISTRATI DEI LORO PEZZI CON UN MANGIACASSETTE MESSO PER TERRA NELLA LORO SALA PROVE; ALCUNI DI QUESTI PEZZI FURONO INSERITI NELLA COMPILATION "O CON N'Oi! O CONTRO DI N'Oi!".
DA UNA DI QUESTE SESSIONS VENNE PRESO IL PEZZO CHE FORMERA' IL LATO B DEL VINILE, "SANGUE IN GRADINATA".
POCO TEMPO DOPO I GANGLAND SI SCIOLSERO, PER POI RIUNIRSI PER POCHISSIMO TEMPO QUALCHE MESE DOPO; NEL 1986 SI TENTO' DI RIFORMARE LA BAND MA IL SOGNO SVANI' QUANDO IL BATTERISTA CAMBIO' FORMAZIONE (FRONTE DEL PORTO PRIMA E KLASSE KRIMINALE POI) E QUANDO IL CANTANTE GUFI MORI' PER LA SUA TOSSICODIPENDENZA.
QUALCHE ANNO DOPO ANCHE TONINO (BATTERIA) FECE LA STESSA FINE...UNA SORTE MALEDETTA CHE HA ACCOMPAGNATO QUESTA BEND LIGURE FINO ALLA FINE.
NEL VINILE SONO PRESENTI 2 PEZZI, UNO PER LATO; NEL LATO A E' PRESENTE "DIRITTO AL LAVORO", NEL LATO B INVECE TROVIAMO "SANGUE IN GRADINATA".
COME RIPORTATO SOPRA LA QUALITA' DEL SUONO NON E' DELLE MIGLIORI, IL VINILE TUTTO SOMMATO PERO' E' FATTO BENE; ALL'INTERNO TROVIAMO UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA BAND E I 2 TESTI, IN ITALIANO E TRADOTTI IN INGLESE...MOLTO BELLA LA COPERTINA RITRAENTE SCONTRI ALLO STADIO...
UNA CHICCA DA AVERE NELLA COLLEZIONE PERSONALE.
LA TIRATURA E' DI 1000 COPIE
Prodotto da:
LANTERNA RECORDS
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Scritto da corsaro lariano
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Martedì 31 Maggio 2011 00:59 |
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“Criminali di Guerra”. E’ questo il termine, ormai abusato, con il quale le liberaldemocrazie occidentali processano gli sconfitti delle guerre che loro stesse causano con pretesti più o meno credibili da quasi un secolo. E così da Norimberga all’Aja c’è un sottile filo di ipocrisia planetaria che lega le vicende di soldati, militari, ufficiali e capi di stato che hanno avuto l’unico torto (o sfortuna) di trovarsi con i bastoni tra le ruote della macchina d’interessi strategici, geopolitici e, soprattutto economici, di Stati Uniti, in primis, e Gran Bretagna poi. Ratko Mladic è fondamentalmente un soldato, un Ufficiale, un ufficiale militare ha un compito: fare la guerra, farla bene, farla per il suo popolo, sacrificando i suoi uomini e se stesso per il bene della Nazione; questo ha fatto Ratko Mladic, ha guidato le milizie serbo bosniache in una guerra “civile” fratricida nella quale, la pretesa di trovare buoni e cattivi è assurdo, in una guerra non esistono ne buoni ne cattivi, ne posizioni completamente giuste ne completamente sbagliate, esistono posizioni diverse che, soggettivamente, ciascuno sposa o meno in base al suo pensiero. Ratko Mladic ha fatto ciò che ogni Generale, da quando esistono gli eserciti, avrebbe fatto, prendere decisioni per vincere la guerra e fare gli interessi della sua Nazione. Ciò viene definito, dai vincitori, "crimine contro l’umanità”? Allora mi domando; per quale motivo ogni sconfitto deve rispondere di questa assurda accusa, mentre i signori d’oltreoceano godono di un’autoproclamata immunità al di sopra di qualsiasi norma di diritto internazionale? Prendiamo, ad esempio, l’unica sconfitta subita (ad oggi) dalla macchina da guerra americana: il Vietnam. Nel sudest asiatico, il conflitto scatenato dagli U.S.A. ha provocato, dal 1965 al 1975, due milioni di morti, quattro milioni di feriti e dodici milioni di profughi, qualcuno ha pagato? Richard Nixon o Lyndon Johnson hanno mai dovuto rispondere davanti a chicchessia di “crimini di guerra”? Senza contare le carneficine operate dalle allegre brigate di George Bush in Iraq e Afghanistan dove i morti superano abbondantemente il milione di unità. La verità è che il Tribunale Internazionale dell’Aja è un teatrale baraccone senza alcuna legittimità morale, ad uso e consumo dei mass media, e del popolino imbambolato dalla favoletta democratica,dove si processano patrioti per giustificare con la solita motivazione umanitaria, a posteriori, guerre che in realtà hanno fin troppo evidenti finalità strategiche, geopolitiche ed economiche. Il burattino principale di questo ridicolo teatro delle marionette è Carla Del Ponte, un’anziana signora bionda affetta da un evidente delirio di onnipotenza, che ha passato la vita a cercare e processare, su base prettamente ideologica, patrioti d’ogni Nazione, senza un apparente filo logico o sequenza temporale, ma unicamente in ogni teatro in cui gli Stati Uniti scatenavano, e vincevano guerre. Non dovrebbe esistere un diritto supremo, sopranazionale che possa, in alcun modo, giudicare soldati e capi di stato per condotte riguardanti vicende interne ad ogni Nazione, non può e non dovrebbe esistere un Giudice Mondiale plenipotenziario con la libertà di decidere chi è stato bravo e chi è stato cattivo in lotte intestine che affondano le loro radici secolari e sono motivate da questioni etnico religiose che la Signora Del Ponte non conosce. Per i Serbi hanno ragione i Serbi, per i Croati hanno ragione i Croati, per i Bosniaci hanno ragione i Bosniaci, per Carla Del Ponte hanno ragione coloro che affiancano gli Stati Uniti e torto coloro che si oppongono ai loro interessi. Bella concezione di diritto internazionale. Ratko Mladic è un Generale amato e rispettato dalla sua gente, considerato eroe nazionale da un popolo che ha subito umiliazioni e vessazioni d’ogni genere, un popolo che, grazie a lui, ha salvato quel poco che è riuscito a salvare in una situazione in cui tutto il mondo bombardava i Serbi, e l’occidente si permetteva di mutilare quella Nazione a tavolino. Gli americani andrebbero processati, Carla Del Ponte dovrebbe essere messa a riposo e Ratko Mladic celebrato per ciò che è stato; un valoroso Generale che ha tenuta alta la bandiera Serba contro mezzo mondo, invece Carla Del Ponte continua nei suoi deliri, gli americani seguitano a scatenare guerre e i patrioti continuano ad essere processati come criminali. La storia, tuttavia, scriverà le vere sentenze. Non impugnabili ne all’Aja, ne in nessun’altro angolo di questo pianeta.
Alessio Zanatta

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Giugno 2011 00:09 |
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Scritto da corsaro lariano
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Mercoledì 04 Maggio 2011 01:29 |
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La più grande potenza militare ed economica del pianeta ha investito dieci anni di guerra, miliardi di dollari e migliaia e migliaia di uomini e mezzi per uccidere un anziano megalomane diabetico considerato (a torto o a ragione) il fulcro di tutti i mali di questo pianeta e, una volta ottenuto l’obiettivo, l’Interpol rilascia una dichiarazione in cui avverte che, da ora in avanti, il pericolo terrorismo è "accresciuto". Sembrerebbe una barzelletta se non fosse ciò che sta accadendo in questi giorni.
Se noi pensiamo ad Al Qaeda oggi, come ad un’organizzazione granitica, facente capo a Bin Laden e Al Zawahiri, che si muove su tutto il pianeta sotto comando di questi due, siamo totalmente fuori strada. Il panorama del terrorismo internazionale di matrice islamica (dopo gli attentati alle ambasciate USA di Kenya e Tanzania) è formato da una galassia di groppuscoli per lo più indipendenti e autogestiti che agiscono in totale autonomia, sia finanziaria che operativa. Sta di fatto che, gli U.S.A. non sono nelle condizioni di affrontare un nemico di questo tipo, troppo frammentato, disperso, nascosto e privo di una matrice comune che lo possa ricondurre ad un qualcosa di concreto, visibile, soppesabile e affrontabile, ecco quindi prendere Al Qaeda, la panacea per tutti i mali, organizzazione nella quale inserire arbitrariamente chiunque, su questo pianeta, compia atti di tipo terroristico dal dagli USA alla Spagna, dalla Gran Bretagna allo Yemen. Dopo aver posizionato un artefatto nemico sullo scacchiere geopolitico, si ha finalmente un posto concreto dove fare una guerra.
Gli USA sono maestri indiscussi nel creare le condizioni per poter giustificare l’azione militare, da Pearl Harbour, quando la flotta fu volontariamente lasciata all’ancora al fine di invitare il Giappone a mandarla completamente a picco, al Golfo del Tonchino, con il quale si giustificò il disastroso intervento nel sudest asiatico, alle inesistenti armi di distruzione di massa di Hussein. Se vi ricordate, all’indomani dell’attacco alle Twin Towers, Osama Bin Laden smentì categoricamente qualsiasi coinvolgimento, lo fece da subito, fin dal primo momento in cui, ancora la polvere non s’era dissolta e già lo Stato Maggiore Americano aveva indicato lo sceicco saudita come mente di quanto era accaduto. Se Bin Laden avesse organizzato tutto quello che successe quell’11 settembre, perchè smentire con forza vibrante ogni suo coinvolgimento? Del resto aveva già rivendicato gli attentati alle ambasciate di Kenya e Tanzania del 1998, perché non continuare a giocare il ruolo del cattivo? Con il passare dei giorni, Osama Bin Laden constatò che l’immagine di colui che aveva messo in ginocchio gli Stati Uniti gli piaceva, e poteva accrescere a dismisura la sua immagine di "liberatore del mondo arabo", tanto è vero che dopo qualche settimana, egli smentì la sua iniziale smentita e si attribuì la paternità degli attacchi nel cuore di Manhattan.
Da li in poi il gioco fu semplice, ogni attacco, venne attribuito a Bin Laden e alla "sua" Al Qaeda, quest’ultimo, ricco ma evidentemente poco intelligente, non faceva altro che apparire in Tv assumendosi ogni volta la responsabilità di ogni attacco. Identificato un nemico, anzi "il" nemico per eccellenza, collocarlo nel cuore di una terra strategicamente fondamentale per l’accerchiamento all’Iran come l’Afghanistan fu molto più semplice, attaccare questa terra con quella motivazione fu un gioco da ragazzi. Concludo ricordando che, letteralmente, Al Qaeda significa "base", qualcuno fa derivare il nome dalle "basi" nelle quali si addestravano i Mujaheddin contro i russi negli anni ’80, più specifico fu qualche anno fa l'ex-ministro degli Esteri britannico Robin Cook, che rilasciò un'intervista, poi passata sotto silenzio, l'8 luglio 2005 al quotidiano britannico >"The Guardian"; Cook, che si dimise per protesta contro l'aggressione all' Iraq di Tony Blair, disse che Al Qaeda è la traduzione in arabo di "data-base": "Per quanto ne so io, Al Qaeda era originariamente il nome di un data-base del governo USA, con i nomi di migliaia di mujaheddin arruolati dalla CIA per combattere contro i Sovietici in Afghanistan" Al Qaeda è esistita, esiste, o è solamente un database di Langley ove far confluire qualunque islamico su questo pianeta provi ad infastidire gli Stati Uniti al fine di poterlo considerare un nemico da eliminare?
Alessio Zanatta

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2011 07:01 |
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Scritto da corsaro lariano
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Domenica 01 Maggio 2011 10:33 |
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Una delle questioni che, nel medio lungo periodo, potrebbe davvero diventare problematica, o, quantomeno, meritevole di un’analisi seria e approfondita, è la questione demografica. Le famiglie extracomunitarie che, oggi, vivono e lavorano sul nostro territorio, sono un po’ come le famiglie italiane del dopoguerra, ovvero, monoreddito (lavora spesso e volentieri solo il marito), e con le donne in casa; va da se che l’obiettivo primario per una famiglia di scarse ambizioni sociali come quella sopra descritta, sia il mettere al mondo ed allevare dei figli. La cultura che caratterizza un siffatto modo di affrontare la vita porta, di per se, ad un boom demografico selezionato unicamente in quella parte di cittadini non italiani che in qualche modo si sono integrati nel tessuto sociale nostrano. La società italiana è, di fatto, avanti come concezione di civiltà, di mezzo secolo rispetto alle culture cui appartengono gli extracomunitari. Una delle maggiori conquiste di questo progresso socioculturale, è stata l’emancipazione femminile che ha portato oggi la donna italiana ad essere sempre più autonoma, indipendente ed ambiziosa conquistando, di fatto, una posizione che, negli anni ’50 e ’60, era loro preclusa da un retroterra culturale di stampo patriarcale e decisamente maschilista. Oltre questo salto culturale vi è, non dimentichiamolo, una forte componente economica in tutto ciò; all’interno delle coppie, oggi, spesso e volentieri si deve lavorare in due per permettersi uno standard di vita degno e , quantomeno medio / medio-alto, qualora questo non fosse necessario, comunque, la donna tende sempre a trovarsi un lavoro per rendersi indipendente e autonoma dal punto di vista economico, rispetto all’uomo. I contratti di lavoro ai quali siamo abituati da qualche anno a questa parte sono al limite tra flessibilità e precariato, senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato, spesso, andare in contro ad una maternità significa, il più delle volte, doversi cercare un nuovo lavoro, che sia compatibile coi doveri di mamma ecc. Abbiamo individuato nel progresso socioculturale e nelle mutate condizioni economiche le cause principali che stanno determinando l’involuzione demografica italiana, cause che, in nessun modo toccano le famiglie immigrate in quanto, come abbiamo specificato all’inizio, appartengono ancora ad una cultura di tipo patriarcale e maschilista che relega la donna unicamente all’allevamento dei figli e al governo della casa, inoltre, quell’unico stipendio sul quale possono contare, garantisce a loro tutto ciò di cui hanno effettivamente bisogno, ovvero, vitto e alloggio. Concludendo si può affermare che, di fatto, l’essere mezzo secolo avanti come civiltà rispetto agli immigrati di oggi, comporta sicuramente il vantaggio di avere degli standard di vita notevoli che vogliamo mantenere e una raggiunta parità dei sessi affermata e reale, cittadini e cittadine sempre più emancipate e indipendenti, e come effetto collaterale paghiamo lo scotto di una flessione demografica anche evidente che, nel medio lungo periodo potrà portare ad avere, nelle scuole pubbliche e negli asili, una maggioranza di figli di immigrati rispetto agli italiani. La multiculturalità non è nel dna italico e quand’anche la si provi ad introdurre forzatamente, gran parte della società rimarrà incompatibile e refrattaria e, inconsciamente o coscientemente, tenderà sempre di più a rigettare tutto ciò. Alessio Zanatta

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Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2011 10:59 |
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Scritto da Nazionalpopolare
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Sabato 23 Aprile 2011 18:27 |
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