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Militia Como - Distinzione e Tradizione
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Scritto da corsaro lariano
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Martedì 10 Gennaio 2012 01:57 |
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(tratto da: www.genova.repubblica.it)
Un uomo ammalato di Alzheimer, una multa da 63 euro, una procedura di esecuzione immobiliare che procede come un bulldozer, una serie di passaggi viziati da pesanti sospetti, specie quando l'aggiudicazione dell'appartamento avviene - secondo il consulente della Procura - grazie ad una talpa interna alla struttura che ha effettuato il pignoramento. Tutto questo ha portato, nei giorni scorsi, il pm Francesco Pinto a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone. Si tratta del direttore ligure di Equitalia, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci, tutti assistiti dall'avvocato Giuseppe Sciacchitano. Le accuse nei loro confronti sono di abuso in atti d'ufficio e falso. Il caso risale al 2005 quando Equitalia era ancora Gestline, ma è diventato materia penale nel 2009 quando i figli dell'ex proprietario dell'appartamento di piazza Duca degli Abruzzi presentarono una denuncia affidandosi all'avvocato Massimo Auditore. La procura contesta tutta la pratica, dall'inizio alla sua conclusione. Si parte dalla procedura esecutiva, ossia quella dell'esproprio. Fino al 2 dicembre del 2005 gli ufficiali della riscossione potevano "aggredire" un appartamento anche per un debito scaduto di appena 1500 euro. Successivamente il tetto è stato alzato a 8 mila euro, con un'altra condizione necessaria, ossia che l'importo complessivo del credito debba superare il 5% del valore dell'immobile. Con una memoria difensiva gli indagati sostengono che, purtroppo, all'epoca quelle erano le regole e quindi, messo in moto il meccanismo, non ci si poteva più fermare. Ma il consulente della Procura della Repubblica, Massimo Serena, la pensa diversamente. Dall'esame della documentazione sostiene che tutto l'iter si è messo in moto per una sola cartella da 63 euro. Non è tutto. Il consulente spiega che, prima di procedere all'esecuzione, Gestline avrebbe dovuto iscrivere una nuova ipoteca che avrebbe dato sei mesi di tempo al debitore per rimediare. In questo modo, secondo la Procura, sarebbe scattata la seconda violazione, quando l'appartamento venne espropriato con i nuovi limiti alzati ormai a 8 mila euro. Senza dimenticare che, come raccontato nella denuncia, le multe non erano state pagate non per cattiva volontà (la famiglia è benestante) ma solo perché il proprietario era gravemente malato (è deceduto nel 2008) e anche la moglie soffriva di una patologia invalidante al cento per cento. La seconda parte delle accuse - anch'esse respinte dagli indagati - riguarda la messa all'asta dell'alloggio. La prima vendita all'incanto fu annullata con la giustificazione - falsa secondo il pm - che non era stata effettuata la pubblicità obbligatoria. La seconda asta, invece, secondo gli inquirenti venne tenuta nascosta allo scopo di non informare il proprietario espropriato e senza abbassare il valore come stabilisce la legge. L'anziano, infatti, per ragioni affettive, voleva ricomprarsi la "sua" casa, e invece di farlo all'asta, fu costretto a rivolgersi ai tre compratori che se l'erano aggiudicata con quella "procedura gravemente viziata", pagando loro 200 mila euro. Per una multa da 63 euro.

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Scritto da corsaro lariano
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Martedì 10 Gennaio 2012 01:51 |
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(tratto da: www.giornaledellumbria.it)
(ANSA)-ROMA, 7 GEN- Ancora proteste contro Equitalia. A Crotone attivisti di Forza nuova hanno inscenato una manifestazione apponendo simbolicamente i sigilli alla sede della societa'. Esposti cartelli con la frase: ''Chiuso per istigazione al suicidio''. Anche a Verona Forza Nuova ha rivendicato un blitz: ''Ucciso una rata alla volta'' e ''Impiccato per mano di Equitalia'' alcune 'didascalie' attaccate a otto manichini impiccati sotto gli otto ponti sull'Adige nel centro della citta'.
(tratto da: www.ilfattoquotidiano.it)
Ancora una giornata di pressioni per Equitalia: una busta con esplosivo è stata recapitata alla sede di Roma, una lettera sospetta è stata ritrovata alla sede di Casamicciola, a Ischia. E non è tutto. A Cagliari un gruppo di manifestanti del popolo delle partite Iva anti-Equitalia ha occupato un piano del palazzo della Regione. La busta di Roma era indirizzata al direttore della sede sul Lungotevere Flaminio e conteneva polvere pirica che fuoriusciva e un pezzo di corda. L’allarme era stato lanciato intorno alle 12 e sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Villa Glori e gli artificieri. Contemporaneamente in Sardegna un gruppo di otto manifestanti del cosiddetto “popolo delle partite Iva anti-Equitalia” ha occupato il nono piano del palazzo della Regione, in viale Trento a Cagliari, davanti al quale è allestito, da circa due mesi, un presidio permanente. “Noi siamo per l’equità e la giustizia, ma i sequestri della propria azienda e della casa dove si abita sono veri e propri abusi di potere che umiliano i cittadini e i lavoratori – spiega il segretario della Confederazione Sindacale Sarda, Giacomo Meloni, che aderisce all’iniziativa – per questo oggi i componenti del Presidio hanno occupato gli uffici regionali sollecitando la Giunta e il presidente Cappellacci perché l’ordine del giorno, approvato recentemente dal Consiglio regionale, non resti lettera morta e perché Equitalia sparisca dalla nostra isola”. Il documento del Consiglio fa riferimento all’articolo 51 dello Statuto, in base al quale, quando risulti che l’applicazione di una legge dello Stato in materia finanziaria è manifestamente dannosa per la Sardegna, si può chiederne la sospensione. E una lettera indirizzata alla sede di Equitalia di Casamicciola, a Ischia, e contenente una polvere azzurra è stata sequestrata all’ufficio postale. La busta era nel sacco della corrispondenza prelevata da un portalettere, e l’anomalia del suo contenuto è stata rilevata dalla fuoriuscita di una piccola quantità di polvere dall’involucro, che ha tra l’altro macchiato le mani del postino. Intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a una bonifica dei locali, e dei carabinieri isolani, coordinati dal capitano Melissa Sipala, che hanno sequestrato la lettera. Il portalettere è stato prima portato all’ospedale per accertamenti precauzionali e poi dimesso. Dai primi esami, sembra che la polvere sia semplice colorante.
(tratto da: www.agoravox.it)
Dopo l'attentato incendiario alla sede di Modena di Equitalia di venerdì scorso, quando è stata danneggiata una vetrata probabilmente con una bomba molotov, uno pneumatico d'auto bruciato e due fogli scritti a mano sono stati lasciati davanti alla sede della direzione provinciale di Equitalia sempre a Modena, in via delle Costellazioni, nella notte tra martedì e ieri. Lo riporta l'edizione locale del Resto del Carlino.
A Modena, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, era stata danneggiata la vetrata della sede di via Emilia Ovest di Equitalia, un atto intimidatorio che ha portato ieri alla riunione in prefettura del Comitato dell'Ordine e della Sicurezza pubblica. Vertice dove il primo cittadino ha espresso «preoccupazione per l'escalation delle forme della protesta, che da gesti più abituali come imbrattamenti o scritte è passata a modalità simili a quelle della criminalità».
Sabattini ha chiesto che le forze politiche e la società civile «forniscano un segnale forte per escludere qualsivoglia tolleranza o comprensione nei confronti di ogni manifestazione di violenza, da giudicarsi sempre priva di giustificazione».
Ed il messaggio che si legge sui fogli anonimi attaccati all'ingresso della sede di via delle Costellazioni recita «Se la macchina dello Stato risparmia sempre e solo sulle gomme, prima o poi si bruceranno. Se il governo non ascolta il suo popolo, si riprenderà il governo città per città».
La Digos ha sequestrato tanto la gomma semicarbonizzata quanto i due fogli. Ieri, intanto hanno dato esito negativo i controlli eseguiti presso la sede Equitalia di Perugia in via Settevalli dove una telefonata anonima aveva segnalato la presenza di una bomba.
Sempre ieri, nel salento, a Casarano, in via Monti, dieci volantini formato A4 in bianco e nero inneggianti alla protesta contro il governo, il sistema finanziario e il fisco sono stati trovati affissi con colla bianca sui vetri degli uffici di Equitalia.
E gli attacchi contro Equitalia ieri, sono arrivati anche ad Alessandria: in mattinata, poco dopo le 7, un'impiegata, arrivando al lavoro, ha trovato una bottiglia contenente liquido infiammabile e una scritta intimidatoria. La bottiglia era posata davanti alla porta d'ingresso di Equitalia.
Interpellati sempre sulla questione esplosiva “Equitalia” da Sky Tg24 l'87% dei partecipanti alla domanda del giorno di ieri si è detta d'accordo con Beppe Grillo: «se Equitalia è un bersaglio, bisognerebbe capirne le ragioni oltre a condannare le violenze». Il 13% dei votanti, invece, si è schierato contro la posizione del comico.
(tratto da: www.lanuovasardegna/gelocal.it)
CAGLIARI. Sette più dieci. Da ieri mattina sono diciassette le donne dell'Irs che digiunano, sotto la Torre della Regione, contro Equitalia. Al primo gruppo, che ormai sciopera ormai da nove giorni, si sono aggiunte altre dieci militanti. In serata, è arrivata la notizia che domani pomeriggio, in seduta straordinaria, il Consiglio regionale si occuperà della vertenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo, dopo le sollecitazioni del presidente dell'Assemblea, Claudia Lombardo. L'altra mattina dopo la visita proprio della presidente del Consiglio, Claudia Lobardo, era sembrato che il presidio di viale Trento potesse essere sciolto da un momento all'altro. Soprattutto perché le forze delle sette digiunatrici cominciavano a mancare e, nelle stesse ore, una di loro era stata visitata con urgenza dai medici del 118, per poi rifiutare il ricovero in ospedale. E invece ieri i movimenti indipendentisti hanno più che raddoppiato il numero chi «non toccherà cibo fino a quando la Sardegna non sarà liberata dallo strapotere di Equitalia». Il perché della nuova mobilitazione è stato spiegato da Aurora Pigliapochi, la portavoce: «Le donne del primo gruppo, quello che sciopera da oltre una settimana, hanno deciso di non interrompere la protesta e noi ci siamo subito schierate al loro fianco. È vero che il Consiglio regionale ha preso l'impegno di occuparsi in tempi stretti della pressione delle cartelle esattoriali, ma non c'è ancora una data certa ed è per questo motivo che abbiamo deciso di rinforzare il presidio». Ma il presidente del Consiglio regionale è stata di parola. Ventiquattr'ore prima, in viale Trento, nell'incontro con le donne dell'Irs si era impegnata a «far sì che l'aula si occupasse della vicenda entro questa settimana». Così è stato. Ieri la conferenza dei capigruppo ha deciso la convocazione straordinaria del Consiglio per domani pomeriggio, con all'ordine del giorno un solo argomento: il caso Equitalia. La notizia è stata accolta con soddisfazione nel camper della protesta, dove da ieri tra l'altro è presente anche il medico e consigliere regionale degli Indipendentistas, Claudia Zuncheddu: vuole tenere sotto controllo il quadro clinico del primo gruppo che digiuna da oltre una settimana. «Siamo soddisfatte - il commento dal camper - ma ora vogliamo vedere quali saranno gli impegni formali». Intanto, ieri il deputato del Pdl Mauro Pili ha depositato in Cassazione la proposta di legge "Per fermare Equitalia", sottoscritta da novanta parlamentari.
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Scritto da Nazionalpopolare
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Giovedì 05 Gennaio 2012 17:49 |
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I ragazzi di Lealtà-Azione interverranno Martedì 10 Gennaio su Hard RAC Radio.
Programma: -Le canzoni dovrebbero essere di Musica Alternativa, ma quando ci verrà voglia ci mettiamo qualcos'altro
-Ci saranno interventi e momenti di discussione su ciò che hanno fatto, ciò che sono e ciò che faranno! E dopodichè una sorsata di birra e sicuramente l'organigramma di HRR sparerà qualche stronzata
-Tutti gli ascoltatori potranno fare domande, esprimere opinioni ed altro durante la puntata |
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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 05 Gennaio 2012 17:38 |
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(tratto da: www.italian.irib.ir)
Attualmente ci troviamo nel mezzo d’una fase di turbolenza del ciclo evolutivo mondiale, cominciata negli anni ’80 e destinata a terminare per la metà del XXI secolo. Nel corso di tale processo, gli USA stanno evidentemente perdendo il loro status di superpotenza. Stime fornite dagli esperti dell’Accademia Russa delle Scienze mostrano che l’attuale periodo di forte instabilità dovrebbe terminare attorno al 2017-2019, con una crisi. La crisi non sarà profonda quanto quelle del 2008-2009 e del 2011-2012, e segnerà la transizione verso un’economia edificata su una nuova base tecnologica. Il rinnovamento economico probabilmente comporterà, nel 2016-2020, grossi mutamenti nell’equilibrio mondiale di potenza e grandi conflitti politico-militari che coinvolgeranno sia i pesi massimi dell’agone globale, sia i paesi in via di sviluppo. Presumibilmente, gli epicentri dei conflitti saranno nel Medio Oriente e nell’Asia Centrale post-sovietica. Il secolo del dominio politico-militare e della supremazia economica globale degli USA è prossimo alla fine. Gli USA hanno fallito la prova dell’unipolarità e, feriti dai permanenti conflitti mediorientali, mancano oggi delle risorse necessarie a mantenere la guida mondiale.
La multipolarità implica una distribuzione più equa delle risorse mondiali ed una profonda trasformazione d’istituzioni internazionali come l’ONU, il FMI, la Banca Mondiale ecc. Al momento il Washington Consensus pare morto e sepolto, e l’agenda globale dovrebbe avere al primo posto la costruzione di un’economia con molti meno livelli d’incertezza, più rigidi regolamenti finanziari, ed una maggiore equità nell’allocazione dei ritorni e profitti economici.
I centri dello sviluppo economico stanno slittando dall’Occidente, che vanta la rivoluzione industriale tra i suoi grandi meriti, all’Asia. Cina e India dovrebbero prepararsi ad una corsa economica senza precedenti, con sullo sfondo una più ampia competizione tra le economie, che sfruttano i modelli del capitalismo di Stato e della democrazia tradizionale. Cina e India, i due paesi più popolosi al mondo, definiranno le direzioni ed il ritmo dello sviluppo futuro, ma la grande battaglia per la supremazia mondiale sarà combattuta tra USA e Cina: in palio c’è anche la scelta del sistema politico e del modello socie-economico post-industriale per il XXI secolo.La domanda che sorge è: come reagiranno a questa transizione gli USA?
Va tenuto conto che qualsiasi strategia statunitense parte dall’assunto che sia inaccettabile perdere la supremazia mondiale. Il collegamento tra leadership mondiale e prosperità nel XXI secolo è un assioma per le élites statunitensi, indipendente da tutti i dettagli politici.
Modelli matematici delle dinamiche geopolitiche globali portano a concludere che l’unica opzione a disposizione degli USA per arrestare il rapido disfacersi del suo status geopolitico impareggiato, sia quella di vincere un conflitto convenzionale su larga scala.
Non è un segreto che occasionalmente hanno funzionato (si pensi al collasso dell’URSS) anche metodi non militari di sbarazzarsi dei rivali, e le corrispondenti tecnologie sono costantemente affinate negli USA. D’altro canto, ad oggi paesi come la Cina o l’Iran sono apparsi evidentemente immuni alla manipolazione esterna. Se le attuali dinamiche geopolitiche dovessero persistere, ci si può attendere il cambiamento di leadership mondiale per il 2025, ed il solo modo per gli USA di arrestare questo processo è scatenare una grande guerra…
Il paese che stia per perdere la supremazia non ha altra opzione che colpire per primo, ed è ciò che Washington sta facendo da circa 15 anni. La peculiare tattica degli USA è di scegliere come bersagli non i candidati alternativi alla supremazia geopolitica, ma paesi che appaiono più facili da affrontare al momento. Attaccando Jugoslavia, Afghanistan o Iraq, gli USA hanno cercato di gestire problemi puramente economici, o regionali; ma una questione più grande richiederà senz’altro un bersaglio assai più significativo. Gli analisti militari ritengono che i candidati più a rischio d’essere presi a bersaglio nel nome d’una nuova redistribuzione globale siano l’Iran più la Siria ed i gruppi sciiti quali il libanese Hezbollah.
La redistribuzione è, di fatto, in corso. La Primavera Araba, tramata e gestita da Washington, ha creato le condizioni appropriate ad una fusione del mondo musulmano in un singolo califfato. Gli USA ritengono che questa nuova formazione aiuterà la vacillante superpotenza a mantenere la propria presa sulle risorse energetiche chiave a livello mondiale, e a salvaguardare i suoi interessi rispetto all’Asia e all’Africa. Senza dubbio, la sfida che ha indotto gli USA ad architettare questo nuovo tipo di sistemazione è il crescente potere della Cina.
Liberarsi di Iran e Siria, che si frappongono sulla strada del dominio globale statunitense, sarebbe il prossimo passo naturale per Washington. I tentativi di rovesciare il regime iraniano fomentando disordini tra la popolazione sono falliti clamorosamente, ed analisti militari sospettano che all’Iran spetti uno scenario analogo a quelli visti in Iraq e Afghanistan. Il piano ha serie possibilità di realizzarsi, anche se oggi persino il ritiro da Iraq e Afghanistan pone considerevoli problemi agli USA.
La realizzazione del progetto del Grande Medio Oriente – assieme a notevoli danni alla posizione di Russia e Cina – sarebbe l’obiettivo centrale che gli USA sperano di conseguire combattendo una grande guerra… Il disegno è divenuto ampiamente noto negli USA dopo la pubblicazione sul Armed Forces Journal della celebre mappa di Peters. La motivazione di fondo sta nell’espellere Russia e Cina dal Mediterraneo e dal Medio Oriente, nel tagliar fuori la Russia dal Caucaso Meridionale e dall’Asia Centrale, e nel disconnettere la Cina dai suoi fornitori d’energia più importanti.
Il materializzarsi del Grande Medio Oriente rovinerebbe le prospettive russe di costante e pacifico sviluppo; infatti l’instabile Caucaso del Sud, controllato dagli USA, trasmetterebbe ondate destabilizzanti nel Caucaso del Nord. Dal momento che la destabilizzazione sarebbe condotta da forze fondamentaliste islamiche, tutte le regioni russe a prevalenza musulmana sarebbero coinvolte.
Gli USA non sono più in grado di sostenere il Washington Consensus facendo affidamento su strumenti politici ed economici. Il cinese Jemin Jibao ha dipinto un quadro di strabiliante chiarezza, quando ha scritto che gli USA sono diventati un parassita mondiale che stampa illimitate quantità di dollari e le esporta per pagare le sue importazioni, e dunque sostiene gli eccessivi livelli di vita nordamericani derubando il resto del mondo. Il primo ministro russo ha espresso una visione simile durante il suo viaggio in Cina, il 17 novembre 2011.
Attualmente la Cina sta lavorando alacremente per limitare la sfera di circolazione del dollaro. La quota di valuta statunitense nelle riserve cinesi sta precipitando, e nell’aprile 2011 la Banca Centrale cinese ha annunciato il progetto di escludere totalmente il dollaro nelle compensazioni internazionali. Il colpo inferto al dominio valutario statunitense non è ovviamente destinato a rimanere senza risposta. Anche l’Iran sta cercando di ridurre la quota del dollaro nelle sue transazioni: nel luglio 2011 ha aperto una borsa petrolifera iraniana, dove sono accettati solo l’euro e la moneta persiana. Iran e Cina stanno negoziando di barattare prodotti cinesi col petrolio iraniano, rendendo così possibile, tra le altre cose, scavalcare le sanzioni imposte all’Iran. Il dirigente iraniano ha affermato che il volume degli scambi con la Cina dovrà raggiungere i 100 miliardi di dollari, e ciò renderebbe inefficaci i piani statunitensi per isolare l’Iran.
Gli sforzi statunitensi per destabilizzare il Medio Oriente potrebbero attribuirsi in parte al calcolo che la ricostruzione della regione, se devastata, richiederebbe massicce iniezioni di dollari, favorendo così la rivitalizzazione dell’economia statunitense. Nel 2011 la strategia statunitense mirante a preservare il dominio globale ha cominciato a tradursi in politiche basate sulla forza, dal momento che Washington vede nel deprezzamento dei possedimenti in dollari una possibile soluzione alla crisi. Una grande guerra potrebbe servire allo scopo. Il vincitore sarebbe in grado d’imporre al mondo le sue condizioni, come avvenne nel 1944 con la creazione del sistema di Bretton-Woods. Per Washington, guidare il mondo può valere una grande guerra.
Può l’Iran, fornitagli la necessaria assistenza, mettere fine all’espansione universale statunitense?

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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 05 Gennaio 2012 17:32 |
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(di Eugenio Benetazzo, tratto da www.eugeniobenetazzo.com)
Chi non ricorda agli inizi degli anni ottanta gli sketch di cabaret all'interno della trasmissione televisiva Drive-in dell'allora trio comico napoletano i “trettrè” quando nel mettere in scena una burla pittoresca non esitava a esternare il loro climax comico con la spassosa esternazione “originale canadese ricaricabile” ! Una bufala plateale come quella di comperare un orologio tarocco costruito in Canada e dalle caratteristiche tecniche mirabolanti. Non so se qualcuno se ne è accorto ma gli italiani di recente hanno vissuto in prima persona l'escalation mediatica di una burla di cotanta macchinazione e lungimiranza. Mi sto riferendo nello specifico al cosiddetto Decreto Salva Italia (che dovrebbe essere ribattezzato più appropriatamente come Salva Banche e BTP).
Fatemi capire: c'era bisogno di un governo tecnico di autorevoli esponenti accademici per tassare i risparmi degli italiani, aumentare l'imposizione indiretta e ridimensionare le rendite pensionistiche ? Perchè se questa doveva essere la missione governativa tanto valeva prendere un manipolo di laureati per corrispondenza all'Università di Paperopoli e il risultato forse sarebbe stato migliore. Che buggeratura, che fregatura, che turlupinatura: originale, canadese, ricaricabile ! Siamo sullo stesso piano degli sketch dei Trettrè ! Queste sarebbero le famose riforme del paese ? Così si rilancia la crescita del paese ? Così si crea stabilità ai conti pubblici ? Quanto terrorismo finanziario è stato fatto in queste ultime settimane per farvi accettare la manovra di sodomizzazione nazionale ?
Fermatevi un momento a riflettere: vi hanno inculcato l'idea che il paese stava per fallire, non si sarebbero potuti pagare pensioni e stipendi pubblici. Ma come fa a fallire un paese che ha 2 trilioni di debito e 8 trilioni di attivi della sua popolazione ? Avete mai sentito che un'azienda è fallita perchè aveva 100.000 euro di debiti, ma aveva tra liquidità e patrimonio immobiliare del suo titolare oltre 400.000 euro ? Com'è che la popolazione si indegna per la riforma delle pensioni italiane, ma nessuno si sogna di contestare la pensione sociale che viene erogata agli extracomunitari con semplice permesso di soggiorno, i quali grazie al ricongiungimento familiare dei loro genitori anziani incassano 550 euro mensili senza aver mai versato contributi all'INPS. Ancora nel paese ci sono faide fratricide tra destra e sinistra quando non hanno alcuna logica di esistenza visto che i loro due modelli economici di ispirazione sono completamente falliti: il comunismo nel 1989 e il capitalismo nel 2008.
Oggi l'unico modello economico sopravvissuto è risultato essere solo il socialismo, se non avessimo avuto in questi tre anni gli interventi dei singoli stati saremmo tornati indietro di cento anni e più. Inoltre vista la continua escalation mediatica di timore suldebito pubblico, sappiate che quest'ultimo ormai è già stato ripagato, o almeno il capitale è stato ampiamente già restituito da tempo, oggi ci stiamo preoccupando solo di restituire la capitalizzazione di interessi su interessi che si sono assommati negli anni. Una exit strategy veramente da governo tecnico che mi sarei atteso invece sarebbe stato il congelamento degli interessi sui titoli governativi detenuti da non residenti, affiancato ad un programma di ristrutturazione della durata del prestito. Altro che originale, canadese, ricaricabile.

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Scritto da Nazionalpopolare
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Sabato 31 Dicembre 2011 12:22 |
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Scritto da corsaro lariano
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Venerdì 30 Dicembre 2011 12:47 |
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(tratto da: www.blitzquotidiano.com)
Wall Street Journal :"la Merkel chiamò Napolitano e pretese la testa di Berlusconi..."
ROMA – Angela Merkel chiamò Giorgio Napolitano e gli disse: “Berlusconi se ne deve andare o qui rischia tutto l’Euro”. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, in un dettagliato articolo in cui dice di aver ricevuto la notizia da fonti molto attendibili.
Secondo la ricostruzione, la cancelliera tedesca avrebbe chiesto espressamente di sostituire Berlusconi con un altro premier, per evitare che l’avvitamento della tempesta finanziaria che stava colpendo pesantemente il nostro Paese facesse crollare l’economia europea. Era fine ottobre, Berlusconi si è dimesso il 12 novembre dopo essere andato sotto alla Camera.
Per il Wall Street Journal nella telefonata la Merkel disse a Napolitano di essere preoccupata per l’incapacità di Berlusconi di far fronte alla crisi italiana, crisi che avrebbe potuto travolgere l’Europa e la Germania. Ricordiamo che la Merkel e Sarkozy hanno preso in giro pubblicamente Berlusconi, sorridendo in maniera complice durante una conferenza stampa a Bruxelles.
Napolitano avrebbe risposto che non era rassicurante il fatto che Berlusconi fosse sopravvissuto a un voto di fiducia con soli pochi voti di scarto. La Merkel ringraziò il presidente della Repubblica invitandolo a far qualsiasi cosa in suo potere per promuovere le riforme.
Napolitano avrebbe recepito il messaggio chiamando nei giorni successivi i responsabili dei vari partiti per verificare se fossero disponibili a sostenere un nuovo governo. La pressione della Germania sui vari esponenti politici sarebbe poi stata decisiva in tal senso.
La telefonata, scrive il Wall Street Journal, sarebbe avvenuta dopo che Nicolas Sarkozy era andato dall’allora presidente della Bce, Jean Claude Trichet, per chiedergli di aiutare i Paesi in difficoltà acquistando titoli di stato. Questo tipo di politica economica era sempre stato osteggiato dalla Germania.

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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 29 Dicembre 2011 12:46 |
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Riportiamo integralmente il discorso del Presidente Mahmoud Ahmadinejad alla 66esiam sessione plenaria dell'Assemblea Generale dell'ONU del 25 settembre 2011)
In nome d’Iddio, il Compassionevole, il Misericordioso
Ogni lode ad Allah, signore dell’universo, e pace e benedizione sul nostro capo e profeta Muhammad, la sua pura casata, i suoi nobili compagni e tutti i messaggeri divini. “Oh Dio, affretta la venuta dell’Imam Nascosto, garantiscigli salute e vittoria, fa’ di noi i suoi seguaci e ponici tra coloro che ne attestano il buon diritto.”
Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori, Sono grato ad Allah Onnipotente che mi ha permesso ancora una volta di intervenire in questa assise mondiale. Esprimo con piacere i miei sinceri ringraziamenti a Sua Eccellenza Joseph Deiss, presidente della sessantacinquesima sessione, per l’essersi prodigato nel corso di essa senza risparmio alcuno. Vorrei anche congratularmi con Sua Eccellenza Nassir Abdulaziz Al-Nasser, che è stato eletto presidente della sessantaseiesima sessione plenaria delle Nazioni Unite, ed augurargli ogni successo. Lasciate che colga l’occasione per rendere omaggio a tutti coloro che hanno perduto la vita nel corso dell’ultimo anno, ed in particolare alle vittime della tragica carestia in Somalia e alla devastante inondazione in Pakistan. Raccomando a tutti di intensificare gli sforzi perché alle popolazioni sofferenti in questi paesi vengano portati più assistenza e più aiuti. Gli scorsi anni ho parlato di differenti problemi mondiali, e del bisogno che esiste di introdurre dei mutamenti fondamentali nell’ordine internazionale vigente. Questa volta, in considerazione degli sviluppi intervenuti a livello internazionale, cercherò di analizzare la situazione presente da una diversa ottica. Come voi tutti sapete, la supremazia ed il dominio degli esseri umani sul resto delle creature viventi affonda le proprie radici nella natura più autentica dell’umanità e nel suo senso di verità. La condizione di essere umano è un dono divino ed una manifestazione dello spirito d’Iddio; essa comporta: - la fede in Dio, creatore eterno e pianificatore dell’intero universo; - la compassione verso gli altri, la generosità, la ricerca della giustizia, l’integrità morale nelle parole e nelle azioni; - una dignità che cerca di arrivare ai vertici della perfezione, l’aspirazione di elevare la propria condizione materiale e spirituale, e l’anelito verso la costruzione della libertà. - Il combattere l’oppressione, la corruzione e la discriminazione, ed al contrario sostenere la causa degli oppressi. - La ricerca di una felicità, di una prosperità durevole e di una sicurezza che siano per tutti. - Queste sono alcune delle manifestazioni di caratteristiche che sono divine ed umane al tempo stesso, e che possono essere chiaramente identificate nelle aspirazioni espresse dagli esseri umani nel corso della storia, che si riflette nel retaggio del nostro interesse per l’arte e per le opere letterarie in prosa ed in poaesia, e nei movimenti socioculturali e politici opera degli esseri umani nel corso della storia. - Tutti i profeti divini e tutti i riformatori sociali hanno invitato gli esseri umani a non uscire da questo retto percorso. Dio ha conferito al genere umano la dignità di elevare la propria condizione fino a ricoprire il ruolo di Suo successore sulla terra.
Cari colleghi ed amici. - E’ evidente che nonostante ogni traguardo raggiunto nel corso della storia, compresa la fondazione di quelle Nazioni Unite che sono il risultato di incessanti lotte e di continui sforzi compiuto da individui dalla mente sgombra e spinti da senso di giustizia oltre che della cooperazione internazionale, le società umane sono ancora lontane da portare a compimento i loro desideri e le loro aspirazioni più nobili. - La maggior parte dei popoli del mondo non sono soddisfatte di come vanno oggi le cose a livello di rapporti internazionali. - Inoltre, nonostante l’anelito generale e le aspirazioni verso la promozione della pace, del progresso e della fraternità le guerre, gli omicidi di massa, la povertà diffusa e le crisi socioeconomiche e politiche continuano ad abbattersi sui diritti e sulla sovranità dei popoli, lasciando ovunque dopo il loro passaggio dei danni irreparabili; - Secondo calcoli approssimativi, tre miliardi e mezzo di persone in tutto il mondo vivono con meno di due dollari e mezzo al giorno, e più di un miliardo vive senza avere neanche un solo pasto sufficiente al giorno. – Il quaranta per cento della popolazione più povera del mondo condivide solo il cinque per cento del reddito complessivo, mentre il venti per cento della popolazione più ricca ne condivide il settantacinque per cento. - Più di ventimila bambini innocenti ed abbandonati all’indigenza muoiono ogni giorno nel mondo a causa della povertà. - L’ottanta per cento delle risorse finanziarie negli Stati Uniti sono in mano al dieci per cento della popolazione di quel paese; all’altro novanta per cento appartiene solo il venti per cento delle risorse rimanente. - Quali sono le cause ed i motivi che stanno dietro queste ingiustizie? Come è possibile porre ad esse rimedio? - Coloro che controllano e fanno funzionare i centri del potere economico mondiale danno la colpa di tutto questo all’anelito dei popoli nei confronti della religione e della via tracciata dai divini profeti, oppure alla debolezza degli stati nazionali, o, ancora, ai comportamenti poco virtuosi di vari gruppi o di vari individui. A sentir loro soltanto il loro punto di vista, il loro modo di affrontare le cose e le loro indicazioni possono salvare il genere umano e l’economia mondiale.
Cari colleghi ed amici. - Non pensate che la causa prima dei problemi va cercata nell’ordine internazionale vigente, ovvero nel modo in cui il mondo viene governato? Vorrei porre alla vostra gentile attenzione le domande che seguono. - Chi ha deportato con la forza decine di milioni di persone dai loro paesi in Africa e da altre reginoi del mondo durante il funesto periodo della schiavitù, rendendole vittime della propria avidità materialistica? - Chi ha imposto il colonialismo per oltre quattro secoli al mondo intero? Chi ha occupato terre e saccheggiato in modo massiccio le risorse di altri popoli, distrutto talenti, tolto ai popoli la loro lingua, la loro cultura e la loro identità? - Chi ha scatenato la prima e la seconda guerra mondiale, che hanno lasciato sul terreno settanta milioni di morti e centinaia di milioni di feriti o di senzatetto? Chi ha provocato le guerre nella penisola coreana e in Vietnam? - Chi ha imposto, con l’ipocrisia e gli inganni la presenza dei sionisti, oltre sessant’anni di guerra, la cacciata dalle abitazioni, il terrore e gli omicidi di massa compiuti contro il popolo palestinese e contro i paesi della regione? - Chi ha imposto e sostenuto per decenni le dittature militari ed i regimi totalitari nei paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina? - Chi ha usato la bomba atomica contro un popolo indifeso, ed ha ammassato migliaia di testate nei propri arsenali? - A chi appartengono le economie che si basano sullo scatenare guerre e sul vendere armi? - Chi ha provocato ed incoraggiato Saddam Hussein perché invadesse l’Iran ed imponesse ad esso una guerra di otto anni, e chi gli ha fornito l’assistenza e gli equipaggiamenti necessari a schierare armi chimiche contro le nostre città e contro il nostro popolo? - Chi ha usato il misterioso incidente dell’undici settembre come pretesto per aggredire l’Afghanistan e l’Iraq, uccidendo, ferendo e mettendo in mezzo ad una strada milioni di persone in tutti e due i paesi, avendo come obiettivo finale quello di prendere il controllo del Medio Oriente e delle sue risorse petrolifere? - Chi ha abolito il sistema di Bretton Woods e si è messo a stampare trilioni di dollari senza che fossero coperti da riserve auree o dall’equivalente in moneta, seguendo un comportamento che ha innescato l’inflazione in tutto il mondo e che era finalizzato a predare le risorse economiche delle altre nazioni? - Qual è il paese le cui spese militari superano ogni anno i mille miliardi di dollari, che sono più delle spese militari di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme? - Quali governi sono i più indebitati del mondo? - Chi è che controlla tutti i contesti dove si decidono le politiche di controllo dell’economia mondiale? - Quali sono i responsabili della recessione economica mondiale, che ne stanno imponendo le conseguenze all’America, all’Europa ed al mondo in generale? - Quali governi sono pronti anche a sganciare migliaia di bombe su altri paesi, ma tentennano ed esitano se c’è da mandare un po’ di aiuti alimentari a gente oppressa dalla carestia in Somalia o in altre regioni? - Chi è che domina sul Consiglio di Sicurezza, che in teoria dovrebbe salvaguardare la sicurezza internazionale? - Domande come queste ce ne sono a decine, ed hanno risposte chiare. - La maggior parte dei paesi e dei governi del mondo non hanno avuto alcun ruolo nella costruzione della crisi globale attualmente in corso, e di fatto sono stati essi stessi vittime delle politiche che hanno portato a questo. - E’ chiaro come il sole che gli stessi schiavisti e le stesse potenze coloniali che un tempo hanno portato il mondo in due guerre mondiali hanno provocato miseria generalizzata ed un disordine i cui effetti si sono rivelati di lunga portata in tutto il mondo.
Cari colleghi ed amici. - Questi poteri arroganti dispongono della competenza e dell’abilità di controllare o di governare il mondo, o dobbiamo accettare che essi si autoproclamino difensori unici della libertà, della democrazia e dei diritti umani intanto che aggrediscono militarmente ed occupano altri paesi? - Il fiore della democrazia può sbocciare dai missili della NATO, dalle sue bombe, dai suoi cannoni?
Signore e signori. - Se dopo sessant’anni alcuni paesi europei ancora usano l’Olocausto per pagare tributo o riscatto ai sionisti, non dovrebbe essere un obbligo per le potenze schiaviste o coloniali pagare analoghi risarcimenti ai paesi che hanno danneggiato? - Se i danni e le perdite del tempo della schiavitù e del colonialismo venissero risarciti, che ne sarebbe deui poteri politici manipolatori che agiscono dietro le quinte negli Stati Uniti ed in Europa? Continuerebbero ad esistere differenze tanto evidenti tra Nord e Sud? - Se solo la metà delle spese militari degli Stati Uniti e dei loro alleati della NATO venisse usata invece per tentare di risolvere i loro problemi economici, questi paesi avvertirebbero qualche sintomo della crisi economica? - Cosa succederebbe se la stessa somma venisse destinata ai paesi poveri? - Quale giustificazione ha la presenza di migliaia di basi dei servizi segreti e dell’esercito statunitense in giro per il mondo, comprese le duecentosessantotto basi tedesche, le centoventiquattro in Giappone, le ottantasette in Corea del Sud, le ottantatré basi in Italia [*], le quarantacinque nel Regno Unito e le ventuno basi in Portogallo? Significano forse qualcosa di diverso da occupazione militare pura e semplice? - Gli ordigni schierati nelle basi suddette non costituiscono una minaccia per la sicurezza di altre nazioni?
Signore e signori. - La domanda essenziale è: dove vanno cercate le cause prime di questi atteggiamenti? - La ragione principale andrebbe vista nelle credenze e nelle propensioni mostrate dall’establishment. - Si tratta di gruppi di persone che, in contraddizione con gli istinti umani di base e con le caratteristiche innate dell’uomo, non hanno neppure fede in Dio e nella via tracciata dai profeti divini, e sostituiscono i valori celesti con la loro brama di potere e i loro fini meramente materialistici. - Per costoro, contano solo il potere e la ricchezza; dobbiamo fare ogni sforzo perché questi sinistri obiettivi siano portati alla luce. - I popoli oppressi non hanno speranza di veder ripristinati o di tutelare i loro legittimi diritti nei confronti di poteri come questi. - Queste potenze stanno cercando di progredire, di prosperare e di tutelare la propria dignità attraverso la povertà, l’umiliazione e l’annichilimento degli altri. - Si considerano superiori agli altri e si assegnano da soli privilegi e concessioni speciali. Non hanno alcun rispetto per gli altri e violano con facilità i diritti di tutti i paesi e di tutti i governi. - Esssi si autonominano custodi indiscussi di tutti i governi e di tutti i paesi facendo ricorso all’intimidazione, alla minaccia e alla forza, ed abusando di tutto ciò che regola i rapporti internazionali. Fanno puramente a pezzi ogni principio internazionalmente riconosciuto ed ogni regola. - Insistono nellì’imporre agli altri il loro stile di vita e le loro credenze. - Sostengono ufficialmente il razzismo. - Fiaccano altri paesi aggredendoli militarmente e distruggendo le loro infrastrutture, per fare saccheggio delle risorse altrui rendendo gli altri paesi ancora più dipendenti. - Gettano il seme dell’odio e dell’ostilità tra i paesi sovrani e tra popoli che hanno obiettivi diversi dai loro, in modo da impedir loro di raggiungere i traguardi di sviluppo e di progresso che si erano prefissati. - Culture, identità, vite, valori e ricchezze degli altri paesi, le donne, i giovani, le famiglie così come la ricchezza delle nazioni nel suo complesso devono sacrificarsi sull’altare delle loro tendenze egemoniche e della loro propensione a porre in schiavitù e a tenere prigionieri gli altri. - I loro interessi ed i loro traguardi imperialisti vengono garantiti dall’ipocrisia e dall’inganno. Le droghe, il traffico e l’uccisione di esseri umani innocenti sono strumenti ammessi per il conseguimento di questi diabolici obiettivi. Nonostante la presenza della NATO nell’Afghanistan occupato, la produzione di sostanze illecite nel paese è cresciuta in modo macroscopico. - Essi non tollerano alcuna domanda ed alcuna critica; invece di esibire giustificazioni per le loro continue violazioni delle regole, fanno sempre in modo da mettersi nella posizione di chi abbia buoni motivi per lamentarsi di qualcosa. - Usando la loro rete di mass media imperialisti, che subisce l’influenza del colonialismo, minacciano di sanzioni o di intervento militare chiunque avanzi domande sull’Olocausto o sull’undici settembre. - Lo scorso anno, quando emerse la necessità di mettere in piedi una squadra che compisse un profondo lavoro investigativo su elementi nascosti inerenti l’incidente dell’undici settembre -un’idea sostenuta da tutti i governi e da tutte le nazioni indipendenti, così come dalla maggioranza degli statunitensi- il mio paese e la mia persona sono stati oggetto di pressioni e minacce da parte del governo degli Stati Uniti. - Al posto di conferire incarico ad una squadra che portasse alla luce i fatti concreti, essi hanno ucciso il principale indiziato ed hanno gettato in mare il suo corpo. - Non sarebbe stato ragionevole portarlo in tribunale, e processare apertamente il principale indiziato dell’incidente per cercare di identificare gli elementi che stavano dietro il sicuro spazio di cui l’aereo attaccante ha potuto usufruire per colpire le torri gemelle? - Perché non è stato possibile portarlo a processo, in modo che la cosa aiutasse a riconoscere chi sono coloro che hanno promosso i gruppi terroristici e portato in questo modo la guerra ed altre sciagure in Medio Oriente? - Ci sono informazioni che costituiscono segreto di stato e che devono rimanere segrete? - Essi considerano il sionismo un concetto o un’ideologia dotata di carattere sacrale ed ogni interrogativo che riguardi la sua fondazione e la sua storia viene da essi stigmatizzato come un peccato imperdonabile. In compenso, essi sostengono e permettono azioni sacrileghe ed insulti contro le credenze degli altri monoteismi.
Cari colleghi ed amici. - La libertà, la giustizia, la dignità, il benessere ed un senso stabile di sicurezza autenticisono diritto di ogni paese. - Si tratta di cose che non possono essere raggiunte affidandosi all’inefficiente sistema di governo del mondo tutt’ora in essere, e neppure tramite l’intervento delle potenze arroganti e delle vagonate di armi delle forze della NATO. - Valori come questi possono diventare realtà solo in condizioni di indipendenza in cui sia presente il riconoscimento dei diritti altrui, nonché tramite l’armonia e la cooperazione. - Esiste un modo per indirizzare problemi e sfide a soluzione senza che il mondo debba rifarsi ai meccanismi oggi prevalenti nella risoluzione delle controversie internazionali? Esiste qualche strumento in grado di aiutare l’umanità a raggiungere le sue antiche aspirazioni di pace, sicurezza ed equità? - Tutti coloro che hanno cercato di introdurre qualche riforma rispettando al tempo stesso le norme e le tendenze in vigore hanno fallito. I lodevoli sforzi compiuti dal Movimento dei Paesi non allineati, dal Gruppo dei Settantasette e dal Gruppo dei Quindici, così come quelli intrapresi da individualità prominenti non sono riusciti ad introdurre cambiamenti sostanziali. - Governare ed amministrare il mondo sono cose che hanno bisogno di riforme radicali. - Che fare, adesso?
Cari colleghi ed amici. - Ferma determinazione e cooperazione collettiva sono alla base di ogni sforzo finalizzato a tracciare un nuovo piano, rispettoso dei principi fondamentali che sono alla base di valori universali come il monoteismo, la giustizia, la,libertà, l’amore e l’anelito verso la felicità. - Le Nazioni Unite rimangono un traguardo storico grandioso per il genere umano, la cui importanza deve essere valorizzata e le cui potenzialità devono essere utilizzate al massimo per i nostri nobili scopi. - Non dovremmo permettere che l’organizzazione che esprime il riflesso della nostra comune volontà e delle aspirazioni che la comunità internazionale condivide devi dalla rotta che le è propria e si presti al gioco delle grandi potenze mondiali. - Dobbiamo preparare un terreno fertile per la partecipazione collettiva e per il coinvolgimento di tutte le nazioni nello sforzo di promuovere pace e sicurezza durature. - Si deve giungere ad un’autentica amministrazione condivisa e collettiva del mondo, basata sui principi che ispirano il diritto internazionale; il criterio di giustizia dve essere alla base di tutte le decisioni e di tutte le azioni che riguardino il contesto internazionale. - Tutti noi dovremmo riconoscere il fatto che non esiste modo diverso dall’amministrazione collettiva e condivisa del mondo per mettere fine ai disordini dell’epoca contemporanea, alla tirannia e alle discriminazioni che sussistono in tutto il pianeta. - Questa è l’unica strada percorribile verso la prosperità ed il benessere della società umana, che rappresentano una verità viva e consolidata. - Riconoscere questa verità significa anche ammettere che il riconoscerla non è abbastanza, e che dobbiamo anche avere ulteriore fede in essa e dedicarci senza risparmio alla sua trasformazione in realtà.
Cari colleghi ed amici. - L’amministrazione condivisa e collettiva del mondo costituisce un diritto legittimo di tutte le nazioni; come loro rappresentanti, tocca a noi difendere i loro diritti. Anche se alcune potenze continuano a tentare di inficiare tutti gli sforzi profusi a livello internazionale per promuovere la cooperazione collettiva, dobbiamo rafforzare la nostra convinzione nel fatto che il traguardo che ci siamo prefissati, quello di fondare un sistema condiviso e collettivo per governare il pianeta, può essere raggiunto. - Le Nazioni Unite sono state create per rendere possibile la fattiva partecipazione di tutti i paesi ai processi internazionali di presa delle decisioni. - Sappiamo tutti che questo obiettivo non è stato ancora pienamente ralizzato a causa della mancanz di giustizia nelle strutture amministrative e nei meccanismi che regolano il funzionamento delle Nazioni Unite. - La composizione del Consiglio di Sicurezza è ingiusta ed iniqua. Dunque, cambiare e ridefinire la struttura delle Nazioni Unite rappresentano le richieste essenziali che i singoli paesi devono porre all’attenzione dell’Assemblea Generale. - Durante la sessione plenaria dello scorso anno, ho sottolineato l’importanza di questa questione e invitato a battezzare questo decennio come il decennio dell’amministrazione globale condivisa e collettiva. - Vorrei adesso avanzare nuovamente la stessa proposta; sono sicuro che attraverso una diligente cooperazione internazionale, attraverso l’operato della dedizione dei governi o dei politici del mondo, attraverso l’enfatizzazione del senso di giustizia ed il sostegno di tutti gli altri paesi, potremo gettare le basi per costruire un luminoso futuro in comune. - Questo movimento agisce sicuramente nella direzione giusta per arrivare a tanto, assicurando all’umanità un futuro denso di buone promesse. - Un futuro la cui costruzione inizierà quando il genere umano prenderà a seguire il sentiero indicato dai profeti divini e dagli uomini giusti, il sentiero presidiato dall’Imam Mahdi, il Salvatore Ultimo del genere umano che accoglie il retaggio di tutti i messaggeri divini, di tutti i capi e della immacolata generazione del nostro grande Profeta. - La creazione di una società altissima ed ideale, che ha come punto di arrivo l’essere umano perfetto, autentico e sincero amante di tutti gli esseri umani, è la promessa che Allah ci assicura. - Egli giungerà con Gesù Cristo, per guidare coloro che amano la libertà e la giustizia a sradicare la tirannia e la discriminazione in nome della conoscenza, della pace, della giustizia, della libertà e dell’amore in tutto il mondo. Donerà a ciascuno tutte le bellezze del mondo e quanto di buono esiste per la felicità del genere umano. - I popoli si sono risvegliati e col crescere di questa diffusa consapevolezza non sono più disposti a soccombere all’oppresione e alle discriminazioni. - Il mondo sta adesso più che mai assistendo al diffuso risveglio delle terre islamiche, dell’Asia, dell’Europa e dell’America. Lo spettro e l’influenza di questi movimenti sociali che tendono a stabilire giustizia e libertà per la creazione di un domani migliore si diffondono ogni giorno di più. - Il nostro grande paese è pronto a stringere le mani agli altri, per percorrere questo meraviglioso sentiero che si snoda in armonia ed in accordo con le aspirazioni che tutta l’umanità condivide. - Rivolgiamo dunque il nostro saluto all’amore, alla libertà, alla giustizia, alla conoscenza ed al luminoso futuro che attende il genere umano.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Dicembre 2011 12:46 |
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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 29 Dicembre 2011 12:34 |
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(tratto da: www.giornalettismo.com)
28 dicembre 2011
Il presidente venezuelano Hugo Chavez spiega così l’epidemia di tumori che coinvolge alcuni dei premier del continente
Gli scienziati statunitensi avrebbero sviluppato una “tecnica” per “inoculare il cancro”: l’ipotesi è stata avanzata dal presidente venezuelano Hugo Chavez dopo che ieri era stata resa nota la notizia del carcinoma alla tiroide che ha colpito il Capo di Stato argentino, Cristina Fernandez de Kirchner.
STRANE COINCIDENZE – “Sarebbe così strano che avessero sviluppato una tecnica per inoculare il cancro senza che nessuno lo sappia?”, ha ipotizzato Chavez pur sottolineando di non voler lanciare “alcuna accusa odiosa” ma insistendo sulla “stranezza” della serie di malattie di cui sono stati vittima numerosi Capi di Stato sudamericani dal 2009 ad oggi. Oltre allo stesso Chavez, sono risultati affetti da tumore i brasiliani Luis Inacio Lula da Silva e il successore, Dilma Rousseff, il paraguaiano Fernando Lugo e ultima in ordine di tempo il Presidente argentino: una serie “difficile da spiegare”, secondo il leader bolivariano.
PRENDETEVI CURA DI VOI – Cristina Fernandez verrà operata il 4 gennaio prossimo per un tumore alla tiroide, scoperto il 22 dicembre dopo un’analisi di routine. “Ripeto, sono solo mie considerazioni, ma ritengo la situazione molto strana”, ha continuato Chavez, il quale si è poi rivolto al presidente boliviano Evo Morales e a quello ecuadoriano Rafael Correa: “Evo, prenditi cura di te stesso, e tu Correa fai attenzione, che non si sa mai”. Thomas Mittnacht, direttore dell’ufficio stampa dell’ambasciata americana a Caracas ha rifiutato di commentare le esternazioni di Chavez.
ATTENTO A QUEL CHE MANGI - “Fidel me l’ha sempre detto, Hugo fai attenzione. Gli americani hanno sviluppato delle tecnologie. Non sei abbastanza attento. Controlla quello che mangi e quello che ti viene portato da mangiare. Con un piccolo ago possono iniettarti dio solo sa cosa”. Queste le raccomandazioni di Fidel Castro fatte a Hugo Chavez, raccontate dallo stesso presidente venezuelano, che sembra sulla strada giusta per guarire dal tumore che l’ha colpito. A dimostrarlo i capelli, che sembra si stiano riprendendo dopo la chemioterapia. (ANSA/TMNEWS)

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Scritto da corsaro lariano
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Giovedì 29 Dicembre 2011 00:26 |
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(tratto da italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/101092)
TEHERAN - "Per l'Iran chiudere lo stretto di Hormuz e' molto facile; e' come bere un bicchiere d'acqua, ma per ora non e' necessario". Lo ha dichiarato in tv l'ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della marina iraniana, sottolineando che "tutti sanno quanto lo stretto sia importante e strategico ed e' completamente sotto il controllo della Repubblica islamica dell'Iran". Non c'e' bisogno di chiuderlo "anche perche' - ha ricordato - controlliamo il mare d'Oman e possiamo controllare il transito marittimo e petrolifero". La marina iraniana ha iniziato (sabato scorso) dieci giorni di manovre militari navali attorno allo stretto di Hormuz, dove passa il 40% del traffico marittimo petrolifero mondiale.
Il comandante della marina iraniana il generale Sayyarì ha affermato che chiudere lo Stretto di Hormuz per l’Iran è facile come bere un bicchier d’acqua mentre gli Usa hanno subito risposto minacciando un intervento militare per aprire la via attraverso il quale passa la maggior parte del petrolio mondiale. Secondo Press TV, l’Iran pur facendo presente che non c’è bisogno di ricorrere ad una simile misura estrema, ha fatto comprendere in questi giorni di essere capace di chiudere lo Stretto, chiusura che avrebbe conseguenze difficilmente quantificabili sui mercati mondiali del greggio. La quinta flotta marina Usa, di stanza in Bahrain, ha risposto minacciando di non tollerare il minimo ritardo nell’andirivieni nello Stretto di Hormuz.
È degno di nota che l’Iran è da anni vittima di sanzioni americane per via di un progamma nucleare che sulla base dei dati ufficiali è completamente innocuo. Il vice-presidente iraniano ha detto recentemente che se le sanzioni Usa verranno imposte pure contro il petrolio iraniano, nemmeno “una goccia di petrolio” attraverserà lo Stretto di Hormuz.
La marina iraniana ha iniziato da Sabato la più estesa esercitazione militare della storia della Repubblica Islamica dal Golfo Persico fino al Golfo di Aden testanto soprattutto missili, siluri e sistemi di Difesa.

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