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Militia Como - Distinzione e Tradizione
BREVE STORIA DEGLI STATO ASOCIALE + PRESENTAZIONE DEL VINILE "OLTRE LA GLORIA" PDF Stampa E-mail
Scritto da fabio   
Martedì 07 Giugno 2011 15:34

BREVE STORIA DEGLI STATO ASOCIALE E PRESENTAZIONE DEL VINILE "OLTRE LA GLORIA"

GLI STATO ASOCIALE NASCONO NEL 2003 MA MUSICALMENTE SI INIZIA A PARLARE DI LORO SOLO NEL 2006/ 2007; IN QUEI 3/4 ANNI CI SONO STATI VARI CAMBIAMENTI DI FORMAZIONE E QUINDI OGNI CAMBIAMENTO SIGNIFICAVA RIPARTIRE DA ZERO.

FINALMENTE NEL 2006 LA BAND E' FORMATA, AL COMPLETO E AFFIATATA E POCO TEMPO DOPO, NEL 2007 INIZIANO A VEDERSI NEI PRIMI CONCERTINI, FINO AL 2008 QUANDO FANNO USCIRE IL LORO PRIMO CAPOLAVORO, IL DEMO "PROUD NATIONALIST Oi! MUSIC".

IL DEMO PRESENTA 5 TRACCE E HA UNA TIRATURA A 300 COPIE.

A SETTEMBRE DEL 2009, DOPO GRANDI SACRIFICI DA PARTE DI TUTTI ESCE FINALMENTE IL LORO PRIMO CAPOLAVORO, UN CD COMPOSTO DA 12 PEZZI STRADAIOLI, CON LO STILE Oi! TIPICO DEGLI STATO ASOCIALE; IL CD SI INTITOLA "GREZZO, STUPIDO & CATTIVO", VIENE PRODOTTO DALLA BARRACUDA RECORDS E HA UNA TIRATURA DI 1000 COPIE.

DA SETTEMBRE 2009 A SETTEMBRE 2010 GLI STATO ASOCIALE SFONDANO NELL'AMBIENTE SKIN ITALIANO  ED ESTERO, VENGONO INVITATI AD UN SACCO DI CONCERTI PER TUTTA L'ITALIA E IN QUALCHE PAESE EUROPEO; PARTECIPANO ANCHE A GRANDI EVENTI E SUONANO ANCHE NELLA NOSTRA COMO.

IN QUESTO ANNO PIENO DI IMPEGNI LAVORANO ANCHE AD UN NUOVO LAVORO CHE USCIRA' PROPRIO NEL SETTEMBRE 2010: IL LORO PRIMO VINILE INTITOLATO "OLTRE LA GLORIA"

LE TEMATICHE AFFRONTATE IN TUTTI I LORO LAVORI SONO QUELLE CLASSICHE DELLA SCENA SKINHEAD: BIRRA, LAVORO, BOTTE, STADIO, GOLIARDIA, WORKING CLASS, ECC. ECC..

APPUNTO PERCHE' PRENDONO ESEMPIO DALLA VITA QUOTIDIANA E DALLA CRUDA REALTA', GLI STATO ASOCIALE NEI LORO TESTI NON FANNO PROPAGANDA POLITICA NE TANTOMENO SONO INFLUENZATI DALLE PAGLIACCIATE DEI POLITICANTI... LORO SONO SKINHEADS ODIATI & FIERI!!!!!!!!!!!!!!!

MUSICALMENTE GLI ACCORDI SONO SEMPLICI, LA VOCE E' GREZZA E I SUONI MOLTO RABBIOSI; IN POCHE PAROLE UNA VERA Oi! BAND CON UN SUONO TIPICO DEI VECCHI MA INDIMENTICABILI ANNI '80.

IL VINILE "OLTRE LA GLORIA" PROPONE 3 BRANI NUOVISSIMI; NEL LATO A E' PRESENTE "OLTRE LA GLORIA", NEL LATO B CI SONO RISPETTIVAMENTE "ODIATI & FIERI" E "SKINS & PUNX".

ALL'INTERNO TROVIAMO FOTO DELLA BAND E TESTI; IL VINILE E' RIPROPOSTO IN 3 COLORI E HA UNA TIRATURA DI 254 COPIE.

OTTIMO LAVORO DIREI!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Prodotto da:

BARRACUDA RECORDS

 
STORIA DEI GANGLAND + RECENSIONE VINILE "LOST & FOUND" PDF Stampa E-mail
Scritto da fabio   
Martedì 07 Giugno 2011 14:41

STORIA DEI GANGLAND + RECENSIONE VINILE "LOST & FOUND"

I GANGLAND NASCONO NELL'82/83 DOPO L'ESPLOSIONE DELL'Oi! IN ITALIA.

PARTECIPANO NEL 1983 AL 3° RADUNO Oi! DI CERTALDO E FANNO UN ALTRO IMPORTANTE CONCERTO VICINO A MILANO CON I ROUGH.

LA FORMAZIONE (4 PERSONE) VEDEVA GUFI ALLA VOCE, MAURINO ALLA CHITARRA, CLAUDIO AL BASSO E TONINO ALLA BATTERIA.

LA C.A.S. RECORDS LI INVITO' A REGISTRARE UN PEZZO, "DIRITTO AL LAVORO" (PRESENTE NEL VINILE) DA INSERIRE SULLA COMPILATION "QUELLI CHE URLANO ANCORA" MA PURTROPPO IL PEZZO VENNE SCARTATO PER LA SCARSA QUALITA' DELLA REGISTRAZIONE.

QUESTO PEZZO FU MIRACOLOSAMENTE RITROVATO E RIVISTO DAL "DAY RECORDS STUDIO" E FORTUNATAMENTE INSERITO IN QUESTO VINILE.

NEL 1984 FURONO REGISTRATI DEI LORO PEZZI CON UN MANGIACASSETTE MESSO PER TERRA NELLA LORO SALA PROVE; ALCUNI DI QUESTI PEZZI FURONO INSERITI NELLA COMPILATION "O CON N'Oi! O CONTRO DI N'Oi!".

DA UNA DI QUESTE SESSIONS VENNE PRESO IL PEZZO CHE FORMERA' IL LATO B DEL VINILE, "SANGUE IN GRADINATA".

POCO TEMPO DOPO I GANGLAND SI SCIOLSERO, PER POI RIUNIRSI PER POCHISSIMO TEMPO QUALCHE MESE DOPO; NEL 1986 SI TENTO' DI RIFORMARE LA BAND MA IL SOGNO SVANI' QUANDO IL BATTERISTA CAMBIO' FORMAZIONE (FRONTE DEL PORTO PRIMA E KLASSE KRIMINALE POI) E QUANDO IL CANTANTE GUFI MORI' PER LA SUA TOSSICODIPENDENZA.

QUALCHE ANNO DOPO ANCHE TONINO (BATTERIA) FECE LA STESSA FINE...UNA SORTE MALEDETTA CHE HA ACCOMPAGNATO QUESTA BEND LIGURE FINO ALLA FINE.

NEL VINILE SONO PRESENTI 2 PEZZI, UNO PER LATO; NEL LATO A E' PRESENTE "DIRITTO AL LAVORO", NEL LATO B INVECE TROVIAMO "SANGUE IN GRADINATA".

COME RIPORTATO SOPRA LA QUALITA' DEL SUONO NON E' DELLE MIGLIORI, IL VINILE TUTTO SOMMATO PERO' E' FATTO BENE; ALL'INTERNO TROVIAMO UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA BAND E I 2 TESTI, IN ITALIANO E TRADOTTI IN INGLESE...MOLTO BELLA LA COPERTINA RITRAENTE SCONTRI ALLO STADIO...

UNA CHICCA DA AVERE NELLA COLLEZIONE PERSONALE.

LA TIRATURA E' DI 1000 COPIE

Prodotto da:

LANTERNA RECORDS

 

 
Quando le democrazie processano i Patrioti PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Martedì 31 Maggio 2011 00:59

 

“Criminali di Guerra”. E’ questo il termine, ormai abusato, con il quale le liberaldemocrazie occidentali processano gli sconfitti delle guerre che loro stesse causano con pretesti più o meno credibili da quasi un secolo. E così da Norimberga all’Aja c’è un sottile filo di ipocrisia planetaria che lega le vicende di soldati, militari, ufficiali e capi di stato che hanno avuto l’unico torto (o sfortuna) di trovarsi con i bastoni tra le ruote della macchina d’interessi strategici, geopolitici e, soprattutto economici, di Stati Uniti, in primis, e Gran Bretagna poi.
Ratko Mladic è fondamentalmente un soldato, un Ufficiale, un ufficiale militare ha un compito: fare la guerra, farla bene, farla per il suo popolo, sacrificando i suoi uomini e se stesso per il bene della Nazione; questo ha fatto Ratko Mladic, ha guidato le milizie serbo bosniache in una guerra “civile” fratricida nella quale, la pretesa di trovare buoni e cattivi è assurdo, in una guerra non esistono ne buoni ne cattivi, ne posizioni completamente giuste ne completamente sbagliate, esistono posizioni diverse che, soggettivamente, ciascuno sposa o meno in base al suo pensiero. Ratko Mladic ha fatto ciò che ogni Generale, da quando esistono gli eserciti, avrebbe fatto, prendere decisioni per vincere la guerra e fare gli interessi della sua Nazione. Ciò viene definito, dai vincitori, "crimine contro l’umanità”?
Allora mi domando; per quale motivo ogni sconfitto deve rispondere di questa assurda accusa, mentre i signori d’oltreoceano godono di un’autoproclamata immunità al di sopra di qualsiasi norma di diritto internazionale?
Prendiamo, ad esempio, l’unica sconfitta subita (ad oggi) dalla macchina da guerra americana: il Vietnam. Nel sudest asiatico, il conflitto scatenato dagli U.S.A. ha provocato, dal 1965 al 1975, due milioni di morti, quattro milioni di feriti e dodici milioni di profughi, qualcuno ha pagato? Richard Nixon o Lyndon Johnson hanno mai dovuto rispondere davanti a chicchessia di “crimini di guerra”?  Senza contare le carneficine operate dalle allegre brigate di George Bush in Iraq e Afghanistan dove i morti superano abbondantemente il milione di unità.
La verità è che il Tribunale Internazionale dell’Aja è un teatrale baraccone senza alcuna legittimità morale, ad uso e consumo dei mass media, e del popolino imbambolato dalla favoletta democratica,dove si processano patrioti per giustificare con la solita motivazione umanitaria, a posteriori, guerre che in realtà hanno fin troppo evidenti finalità strategiche, geopolitiche ed economiche.
Il burattino principale di questo ridicolo teatro delle marionette è Carla Del Ponte, un’anziana signora bionda affetta da un evidente delirio di onnipotenza, che ha passato la vita a cercare e processare, su base prettamente ideologica, patrioti d’ogni Nazione, senza un apparente filo logico o sequenza temporale, ma unicamente in ogni teatro in cui gli Stati Uniti scatenavano, e vincevano guerre.
Non dovrebbe esistere un diritto supremo, sopranazionale che possa, in alcun modo, giudicare soldati e capi di stato per condotte riguardanti vicende interne ad ogni Nazione, non può e non dovrebbe esistere un Giudice Mondiale plenipotenziario con la libertà di decidere chi è stato bravo e chi è stato cattivo in lotte intestine che affondano le loro radici secolari e sono motivate da questioni etnico religiose che la Signora Del Ponte non conosce. Per i Serbi hanno ragione i Serbi, per i Croati hanno ragione i Croati, per i Bosniaci hanno ragione i Bosniaci, per Carla Del Ponte hanno ragione coloro che affiancano gli Stati Uniti e torto coloro che si oppongono ai loro interessi. Bella concezione di diritto internazionale.
Ratko Mladic è un Generale amato e rispettato dalla sua gente, considerato eroe nazionale da un popolo che ha subito umiliazioni e vessazioni d’ogni genere, un popolo che, grazie a lui, ha salvato quel poco che è riuscito a salvare in una situazione in cui tutto il mondo bombardava i Serbi, e l’occidente si permetteva di mutilare quella Nazione a tavolino.
Gli americani andrebbero processati, Carla Del Ponte dovrebbe essere messa a riposo e Ratko Mladic celebrato per ciò che è stato; un valoroso Generale che ha tenuta alta la bandiera Serba contro mezzo mondo, invece Carla Del Ponte continua nei suoi deliri, gli americani seguitano a scatenare guerre e i patrioti continuano ad essere processati come criminali. La storia, tuttavia, scriverà le vere sentenze. Non impugnabili ne all’Aja, ne in nessun’altro angolo di questo pianeta.

Alessio Zanatta

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Giugno 2011 00:09
 
Al Qaeda oggi: nemico reale o creazione della C.I.A.? PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Mercoledì 04 Maggio 2011 01:29

La più grande potenza militare ed economica del pianeta ha investito dieci anni di guerra, miliardi di dollari e migliaia e migliaia di uomini e mezzi per uccidere un anziano megalomane diabetico considerato (a torto o a ragione) il fulcro di tutti i mali di questo pianeta e, una volta ottenuto l’obiettivo, l’Interpol rilascia una dichiarazione in cui avverte che, da ora in avanti, il pericolo terrorismo è "accresciuto". Sembrerebbe una barzelletta se non fosse ciò che sta accadendo in questi giorni.

Se noi pensiamo ad Al Qaeda oggi, come ad un’organizzazione granitica, facente capo a Bin Laden e Al Zawahiri, che si muove su tutto il pianeta sotto comando di questi due, siamo totalmente fuori strada. Il panorama del terrorismo internazionale di matrice islamica (dopo gli attentati alle ambasciate USA di Kenya e Tanzania) è formato da una galassia di groppuscoli per lo più indipendenti e autogestiti che agiscono in totale autonomia, sia finanziaria che operativa. Sta di fatto che, gli U.S.A. non sono nelle condizioni di affrontare un nemico di questo tipo, troppo frammentato, disperso, nascosto e privo di una matrice comune che lo possa ricondurre ad un qualcosa di concreto, visibile, soppesabile e affrontabile, ecco quindi prendere Al Qaeda, la panacea per tutti i mali, organizzazione nella quale inserire arbitrariamente chiunque, su questo pianeta, compia atti di tipo terroristico dal dagli USA alla Spagna, dalla Gran Bretagna allo Yemen. Dopo aver posizionato un artefatto nemico sullo scacchiere geopolitico, si ha finalmente un posto concreto dove fare una guerra.

Gli USA sono maestri indiscussi nel creare le condizioni per poter giustificare l’azione militare, da Pearl Harbour, quando la flotta fu volontariamente lasciata all’ancora al fine di invitare il Giappone a mandarla completamente a picco, al Golfo del Tonchino, con il quale si giustificò il disastroso intervento nel sudest asiatico, alle inesistenti armi di distruzione di massa di Hussein. Se vi ricordate, all’indomani dell’attacco alle Twin Towers, Osama Bin Laden smentì categoricamente qualsiasi coinvolgimento, lo fece da subito, fin dal primo momento in cui, ancora la polvere non s’era dissolta e già lo Stato Maggiore Americano aveva indicato lo sceicco saudita come mente di quanto era accaduto. Se Bin Laden avesse organizzato tutto quello che successe quell’11 settembre, perchè smentire con forza vibrante ogni suo coinvolgimento? Del resto aveva già rivendicato gli attentati alle ambasciate di Kenya e Tanzania del 1998, perché non continuare a giocare il ruolo del cattivo? Con il passare dei giorni, Osama Bin Laden constatò che l’immagine di colui che aveva messo in ginocchio gli Stati Uniti gli piaceva, e poteva accrescere a dismisura la sua immagine di "liberatore del mondo arabo", tanto è vero che dopo qualche settimana, egli smentì la sua iniziale smentita e si attribuì la paternità degli attacchi nel cuore di Manhattan.

Da li in poi il gioco fu semplice, ogni attacco, venne attribuito a Bin Laden e alla "sua" Al Qaeda, quest’ultimo, ricco ma evidentemente poco intelligente, non faceva altro che apparire in Tv assumendosi ogni volta la responsabilità di ogni attacco. Identificato un nemico, anzi "il" nemico per eccellenza, collocarlo nel cuore di una terra strategicamente fondamentale per l’accerchiamento all’Iran come l’Afghanistan fu molto più semplice, attaccare questa terra con quella motivazione fu un gioco da ragazzi. Concludo ricordando che, letteralmente, Al Qaeda significa "base", qualcuno fa derivare il nome dalle "basi" nelle quali si addestravano i Mujaheddin contro i russi negli anni ’80, più specifico fu qualche anno fa l'ex-ministro degli Esteri britannico Robin Cook, che rilasciò un'intervista, poi passata sotto silenzio, l'8 luglio 2005 al quotidiano britannico >"The Guardian"; Cook, che si dimise per protesta contro l'aggressione all' Iraq di Tony Blair, disse che Al Qaeda è la traduzione in arabo di "data-base": "Per quanto ne so io, Al Qaeda era originariamente il nome di un data-base del governo USA, con i nomi di migliaia di mujaheddin arruolati dalla CIA per combattere contro i Sovietici in Afghanistan" Al Qaeda è esistita, esiste, o è solamente un database di Langley ove far confluire qualunque islamico su questo pianeta provi ad infastidire gli Stati Uniti al fine di poterlo considerare un nemico da eliminare?

Alessio Zanatta

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2011 07:01
 
La "questione demografica"”: effetto collaterale del progresso socio-culturale. PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Domenica 01 Maggio 2011 10:33

Una delle questioni che, nel medio lungo periodo, potrebbe davvero diventare problematica, o, quantomeno, meritevole di un’analisi seria e approfondita, è la questione demografica.
Le famiglie extracomunitarie che, oggi, vivono e lavorano sul nostro territorio, sono un po’ come le famiglie italiane del dopoguerra, ovvero, monoreddito (lavora spesso e volentieri solo il marito), e con le donne in casa; va da se che l’obiettivo primario per una famiglia di scarse ambizioni sociali come quella sopra descritta, sia il mettere al mondo ed allevare dei figli. La cultura che caratterizza un siffatto modo di affrontare la vita porta, di per se, ad un boom demografico selezionato unicamente in quella parte di cittadini non italiani che in qualche modo si sono integrati nel tessuto sociale nostrano.
La società italiana è, di fatto, avanti come concezione di civiltà, di mezzo secolo rispetto alle culture cui appartengono gli extracomunitari. Una delle maggiori conquiste di questo progresso socioculturale, è stata l’emancipazione femminile che ha portato oggi la donna italiana ad essere sempre più autonoma, indipendente ed ambiziosa conquistando, di fatto, una posizione che, negli anni ’50 e ’60, era loro preclusa da un retroterra culturale di stampo patriarcale e decisamente maschilista.
Oltre questo salto culturale vi è, non dimentichiamolo, una forte componente economica in tutto ciò; all’interno delle coppie, oggi, spesso e volentieri si deve lavorare in due per permettersi uno standard di vita degno e , quantomeno medio / medio-alto, qualora questo non fosse necessario, comunque, la donna tende sempre a trovarsi un lavoro per rendersi indipendente e autonoma dal punto di vista economico, rispetto all’uomo. I contratti di lavoro ai quali siamo abituati da qualche anno a questa parte sono al limite tra flessibilità e precariato, senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato, spesso, andare in contro ad una maternità significa, il più delle volte, doversi cercare un nuovo lavoro, che sia compatibile coi doveri di mamma ecc.
Abbiamo individuato nel progresso socioculturale e nelle mutate condizioni economiche le cause principali che stanno determinando l’involuzione demografica italiana, cause che, in nessun modo toccano le famiglie immigrate in quanto, come abbiamo specificato all’inizio, appartengono ancora ad una cultura di tipo patriarcale e maschilista che relega la donna unicamente all’allevamento dei figli e al governo della casa, inoltre, quell’unico stipendio sul quale possono contare, garantisce a loro tutto ciò di cui hanno effettivamente bisogno, ovvero, vitto e alloggio.
Concludendo si può affermare che, di fatto, l’essere mezzo secolo avanti come civiltà rispetto agli immigrati di oggi, comporta sicuramente il vantaggio di avere degli standard di vita notevoli  che vogliamo mantenere e una raggiunta parità dei sessi affermata e reale, cittadini e cittadine sempre più emancipate e indipendenti, e come effetto collaterale paghiamo lo scotto di una flessione demografica anche evidente che, nel medio lungo periodo potrà portare ad avere, nelle scuole pubbliche e negli asili, una maggioranza di figli di immigrati rispetto agli italiani.
La multiculturalità non è nel dna italico e quand’anche la si provi ad introdurre forzatamente, gran parte della società rimarrà incompatibile e refrattaria e, inconsciamente o coscientemente, tenderà sempre di più a rigettare tutto ciò.

Alessio Zanatta


Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2011 10:59
 
Sergio Ramelli PDF Stampa E-mail
Scritto da Nazionalpopolare   
Sabato 23 Aprile 2011 18:27

 
Beduini e Volenterosi, Odissea all'Alba o l'Alba di un'Odissea? PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Mercoledì 30 Marzo 2011 00:00

 

Sgombriamo subito il campo da possibili malintesi; Gheddafi non ci piace. Non ci piace per diversi motivi, principalmente per la decisione di espellere ventimila italiani dalla Cirenaica nel 1970 e depredarli di ogni avere, non ci piace per la sua anti italianità palesata a più riprese, non ultima, l’istituzione del “giorno della vendetta” come festa nazionale, nel quale il regime ricorda e festeggia l’avvenimento di cui sopra; in barba a tutto ciò non ci piace per l’aria di sfida con la quale passeggia tra picchetti d’onore con la foto di Omar Al-Muhktar ben in vista sulla giacca militare, la sua spocchia e per quella capacità, complice un governo italiano privo di spina dorsale, di ottenere tutto ciò che vuole dettando condizioni da una tendopoli a Villa Pamphili. Tuttavia ci piace ancora meno l’ennesima guerra economica (e strategica) dei “volenterosi”, l’ennesima bugia, l’ennesima ipocrisia dei soliti noti della NATO, con la quale si vuole (ancora una volta) mascherare dietro un improbabile intervento umanitario, una guerra vera e propria finalizzata al rovesciamento di un Governo Nazionale indipendente per meri interessi economici e strategici.
Ai Francesi, deus ex machina della situazione, fanno gola i primi in quanto la Libia è rimasto l’unico paese africano (o uno dei pochi ormai) tra quelli che si affacciano sul mediterraneo fuori dalla loro influenza economica.
Storicamente lontano da Parigi come interessi petroliferi e partecipazioni di capitali, Gheddafi risulta un personaggio scomodo e dannoso, ergo, quale migliore occasione di questa per farlo fuori sostituendolo con un’opposizione che, al momento di mettere nero su bianco i nuovi partner commerciali, si ricorderà sicuramente di chi ha levato in volo i propri Mirage in un’operazione militare avviata con una frenesia tale da apparire quasi disorganizzata e improvvisata.
Gli americani non mancano mai questi appuntamenti; il nord africa è una zona strategica di importanza vitale per l’accerchiamento all’Iran, perso Mubarak serviva ristabilire qualcosa (o qualcuno) che garantisse agli USA una nuova testa di ponte in quello scacchiere geopolitico. L’operazione è geniale dal punto di vista strategico e ricorda qualcosa di già visto, simulare un intervento umanitario al fine di creare uno stato “amico” la cui guida politica possa rappresentare, di fatto, un avamposto sicuro in una posizione di fondamentale importanza; qualche anno fa si chiamava Kosovo, oggi (e domani) si chiamerà Cirenaica.
E il ruolo dell’Italia in tutto ciò? Anche questo già visto come sopra, un accordo di “amicizia” firmato poi stracciato, la cessione in comodato d’uso delle basi militari, il nostro Governo escluso dai vertici che contano (ai quali partecipano solamente Germania, Francia, Usa e Gran Bretagna) e dulcis in fundo tanti bei chilometri di coste dove far sbarcare profughi che inevitabilmente scappano da una guerra che non volevamo, che altri fanno dalle nostre basi, contro un paese con il quale, obtorto collo, avevamo un trattato d’amicizia e che porterà vantaggi economici e geopolitici a tutti i compagni di merende bombaroli fuorchè a noi. A noi gli immigrati, a Tedeschi e Francesi vantaggi economici e ad americani e inglesi avamposti strategici.
Qualcosa di nuovo? No, tutto purtroppo già troppe volte visto e rivisto.
Alessio Zanatta

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2011 11:06
 
Conferenze in mp3 e DVD PDF Stampa E-mail
Scritto da Nazionalpopolare   
Sabato 05 Marzo 2011 19:52
Volete ascoltare tutte le nostre conferenze in formato MP3 o guardare la conferenza sulla tessera del tifoso in formato DVD?
Potete richiederci il cd/dvd inviandoci un'email alla quale risponderemo indicando le modalità di acquisto.

LA SCELTA DELL’ONORE – Testimonianze di un Volontario del Btg Lupo

UN FASCIO DI POPOLI – Origini e Tradizioni dei Popoli Europei

LA CROCE E LA SPADA – Dai Templari ai Cavalieri Teutonici

IL GIGLIO E IL TERRORE
– La Controrivoluzione Francese e l’Epopea Vandeana

EUROPA DELLE PATRIE O PATRIA EUROPEA?
– Tradizione, Rivoluzione Conservatrice ed Europeismo Liberaldemocratico a confronto

QUALE ALTERNATIVA? - Liberalcapitalismo e Comunismo a confronto:
due facce della stessa medaglia

EUROPA DEL XXI SECOLO – Europa post-bellica, colonia economica e militare degli usa

EUROPA DELLE BANCHE, SCHIAVITU’ DEI POPOLI
– Signoraggio e usurocrazia

IL TRAMONTO E’ NECESSARIO?
– Il Poema di R. Wagner “L’Anello del Nibelungo” come metafora della Storia d’Europa tra XX e XXI Secolo

L’ITALIA NEL DOPOGUERRA TRA VERITA’ STORICA E VERITA’ GIUDIZIARIA
Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Aprile 2011 10:15
 
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Scritto da Militia Como   
Sabato 26 Febbraio 2011 11:51

Diventa un Socio Web

di Militia Como

Cosa vuol dire essere Socio Web ?
Semplice, vuol dire diventare Socio di Militia Como; magari per impegni vari oppure per il fatto che abiti lontano, non hai la possibilità di essere partecipe fisicamente, ma, come Socio Web, potresti essere un “cyber militante” di questa Associazione, diffondendo nel web (internet) le nostre iniziative, usando i mezzi appositi del web, come: posta elettronica (email), pubblicando su forum che tu frequenti, usando msn o skype ed altro ancora.
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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Febbraio 2011 12:18
 
17 Marzo 2011: La Festa Nazionale di una Nazione che non esiste. PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 24 Febbraio 2011 01:17

 

La ricorrenza del 17 marzo, sul 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, è l’ennesimo capolavoro di malafede (e/o ingenuità) politica di un governo che tenta di creare dal vuoto cosmico Italiota un sentimento di Unità Nazionale che questo popolo non ha mai avuto, non ha e non avrà mai, se non in piccola parte, in spazi ben contingentati, o in momenti particolari della sua storia.

Tra le spinte secessionistiche che soffiano da Nord, i “ni” di una sinistra ormai in preda ad un nichilismo ideologico e programmatico totale, e i diktat di Confindustria sul pericolo “perdita ore di lavoro” per la nuova festività, il Ministro La Russa è costretto, in conferenza stampa, ad aggrapparsi con le unghie a Roberto Benigni ed alla sua notevole “lezione” Sanremese sull’Inno di Mameli, seppur immancabilmente condita da riferimenti politici francamente fuori luogo in una manifestazione canora, per esaltare una celebrazione che assume a questo punto più i connotati di una scocciatura necessaria nella quale sentirsi “più italiani” del solito, che quelli di festa Nazionale nella quale celebrare la nascita di un qualcosa che sia motivo di orgoglio e promotore di un sentimento radicato nel profondo di ogni cittadino.

Essere Nazione è qualcosa di metafisico, di interiore, di personale, essere Nazione è una condizione che ciascun appartenente al popolo dovrebbe “sentire”, al di la del colore politico di chi quella Nazione la governa, al di la di ogni cosa che può, ragionevolmente, non funzionare come dovrebbe, al di la di ogni situazione economica e sociale, al di la di ogni sano campanilismo tra cittadini di diverse regioni e/o città.

Sta di fatto che la situazione Italiana è tutt’altro che quella testè descritta, si sventola il tricolore solo quando gioca la Nazionale, e ci si batte il petto quando ci ricordano che Leonardo Da Vinci, Dante Alighieri e Giotto erano illustri connazionali, d’altro canto ci si “vergogna di essere italiani” se un qualsivoglia Governo promulga una legge che non è gradita o in qualche modo penalizzante, si fa cassa di risonanza a pennivendoli stranieri, generalmente della Perfida Albione, quando gettano gratuito discredito sull’Italia, se al timone vi è un governo poco gradito ecc.

Del resto possiamo lamentarci fino ad un certo punto se questo popolo ha avuto negli scranni più alti delle istituzioni, per molti anni, squallidi personaggi che hanno interpretato il sentimento Nazionale in un loro personalissimo ed esclusivo modo, due esempi su tutti baciare la bara del boia Tito come fece Pertini (salvo poi esultare a Madrid al gol di Paolo Rossi C.V.D.) o il Signor Aldo Moro che nell’estate del 1970 rimase impassibile (e immobile) nel vedere il beduino Gheddafi espellere 15.000 italiani dalla Cirenaica.

Gli Italiani non saranno mai Nazione, gli italiani sono un popolo imborghesito, opulento, opportunista, privo di memoria storica, privo di sentimento nazionale, fortemente egoista, giusto o sbagliato che sia in Italia un comasco si sente prima di tutto comasco poi italiano, così come un veneto si sente prima di tutto veneto, un siciliano si sente siciliano e un sardo si sente sardo e un romano si sente romano.

Peccato che per tutto ciò che abbiamo detto sopra ci sono popoli che il 17 marzo 2011 vorrebbero sentirsi unicamente Italiani ma non possono, e sono i Dalmati, i Fiumani e gli Istriani, dimenticati da una Nazione che non è Nazione, da un Governo miope e superficiale, ma non da quei pochi che il tricolore sanno alzarlo anche lontano dai Mondiali di calcio e quando la situazione sembra perennemente volgere al peggio.

Alessio Zanatta

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Aprile 2011 10:14
 
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