Militia Como
Militia Como

Chi è online

 3 visitatori online
Militia Como - Distinzione e Tradizione
ORIGINALE CANADESE RICARICABILE PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 05 Gennaio 2012 17:32

(di Eugenio Benetazzo, tratto da www.eugeniobenetazzo.com)

Chi non ricorda agli inizi degli anni ottanta gli sketch di cabaret all'interno della trasmissione televisiva Drive-in dell'allora trio comico napoletano i “trettrè” quando nel mettere in scena una burla pittoresca non esitava a esternare il loro climax comico con la spassosa esternazione “originale canadese ricaricabile” ! Una bufala plateale come quella di comperare un orologio tarocco costruito in Canada e dalle caratteristiche tecniche mirabolanti. Non so se qualcuno se ne è accorto ma gli italiani di recente hanno vissuto in prima persona l'escalation mediatica di una burla di cotanta macchinazione e lungimiranza. Mi sto riferendo nello specifico al cosiddetto Decreto Salva Italia (che dovrebbe essere ribattezzato più appropriatamente come Salva Banche e BTP).

Fatemi capire: c'era bisogno di un governo tecnico di autorevoli esponenti accademici per tassare i risparmi degli italiani, aumentare l'imposizione indiretta e ridimensionare le rendite pensionistiche ? Perchè se questa doveva essere la missione governativa tanto valeva prendere un manipolo di laureati per corrispondenza all'Università di Paperopoli e il risultato forse sarebbe stato migliore. Che buggeratura, che fregatura, che turlupinatura: originale, canadese, ricaricabile ! Siamo sullo stesso piano degli sketch dei Trettrè ! Queste sarebbero le famose riforme del paese ? Così si rilancia la crescita del paese ? Così si crea stabilità ai conti pubblici ? Quanto terrorismo finanziario è stato fatto in queste ultime settimane per farvi accettare la manovra di sodomizzazione nazionale ?

Fermatevi un momento a riflettere: vi hanno inculcato l'idea che il paese stava per fallire, non si sarebbero potuti pagare pensioni e stipendi pubblici. Ma come fa a fallire un paese che ha 2 trilioni di debito e 8 trilioni di attivi della sua popolazione ? Avete mai sentito che un'azienda è fallita perchè aveva 100.000 euro di debiti, ma aveva tra liquidità e patrimonio immobiliare del suo titolare oltre 400.000 euro ? Com'è che la popolazione si indegna per la riforma delle pensioni italiane, ma nessuno si sogna di contestare la pensione sociale che viene erogata agli extracomunitari con semplice permesso di soggiorno, i quali grazie al ricongiungimento familiare dei loro genitori anziani incassano 550 euro mensili senza aver mai versato contributi all'INPS. Ancora nel paese ci sono faide fratricide tra destra e sinistra quando non hanno alcuna logica di esistenza visto che i loro due modelli economici di ispirazione sono completamente falliti: il comunismo nel 1989 e il capitalismo nel 2008.

Oggi l'unico modello economico sopravvissuto è risultato essere solo il socialismo, se non avessimo avuto in questi tre anni gli interventi dei singoli stati saremmo tornati indietro di cento anni e più. Inoltre vista la continua escalation mediatica di timore suldebito pubblico, sappiate che quest'ultimo ormai è già stato ripagato, o almeno il capitale è stato ampiamente già restituito da tempo, oggi ci stiamo preoccupando solo di restituire la capitalizzazione di interessi su interessi che si sono assommati negli anni. Una exit strategy veramente da governo tecnico che mi sarei atteso invece sarebbe stato il congelamento degli interessi sui titoli governativi detenuti da non residenti, affiancato ad un programma di ristrutturazione della durata del prestito. Altro che originale, canadese, ricaricabile.


 
Auguri di un Buon Anno PDF Stampa E-mail
Scritto da Nazionalpopolare   
Sabato 31 Dicembre 2011 12:22

Auguri 2012

 
Chi governa (realmente) l'Italia? PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Venerdì 30 Dicembre 2011 12:47

(tratto da: www.blitzquotidiano.com)

Wall Street Journal :"la Merkel chiamò Napolitano e pretese la testa di Berlusconi..."

ROMA – Angela Merkel chiamò Giorgio Napolitano e gli disse: “Berlusconi se ne deve andare o qui rischia tutto l’Euro”. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, in un dettagliato articolo in cui dice di aver ricevuto la notizia da fonti molto attendibili.

Secondo la ricostruzione, la cancelliera tedesca avrebbe chiesto espressamente di sostituire Berlusconi con un altro premier, per evitare che l’avvitamento della tempesta finanziaria che stava colpendo pesantemente il nostro Paese facesse crollare l’economia europea. Era fine ottobre, Berlusconi si è dimesso il 12 novembre dopo essere andato sotto alla Camera.

Per il Wall Street Journal nella telefonata la Merkel disse a Napolitano di essere preoccupata per l’incapacità di Berlusconi di far fronte alla crisi italiana, crisi che avrebbe potuto travolgere l’Europa e la Germania. Ricordiamo che la Merkel e Sarkozy hanno preso in giro pubblicamente Berlusconi, sorridendo in maniera complice durante una conferenza stampa a Bruxelles.

Napolitano avrebbe risposto che non era rassicurante il fatto che Berlusconi fosse sopravvissuto a un voto di fiducia con soli pochi voti di scarto. La Merkel ringraziò il presidente della Repubblica invitandolo a far qualsiasi cosa in suo potere per promuovere le riforme.

Napolitano avrebbe recepito il messaggio chiamando nei giorni successivi i responsabili dei vari partiti per verificare se fossero disponibili a sostenere un nuovo governo. La pressione della Germania sui vari esponenti politici sarebbe poi stata decisiva in tal senso.

La telefonata, scrive il Wall Street Journal, sarebbe avvenuta dopo che Nicolas Sarkozy era andato dall’allora presidente della Bce, Jean Claude Trichet, per chiedergli di aiutare i Paesi in difficoltà acquistando titoli di stato. Questo tipo di politica economica era sempre stato osteggiato dalla Germania.


 
Ahmadinejad: Un Presidente illuminato contro l'opulenza ipocrita Occidentale PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 29 Dicembre 2011 12:46

Riportiamo integralmente il discorso del Presidente Mahmoud Ahmadinejad alla 66esiam sessione plenaria dell'Assemblea Generale dell'ONU del 25 settembre 2011)

 

 

In nome d’Iddio, il Compassionevole, il Misericordioso

Ogni lode ad Allah, signore dell’universo, e pace e benedizione sul nostro capo e profeta Muhammad, la sua pura casata, i suoi nobili compagni e tutti i messaggeri divini.
“Oh Dio, affretta la venuta dell’Imam Nascosto, garantiscigli salute e vittoria, fa’ di noi i suoi seguaci e ponici tra coloro che ne attestano il buon diritto.”

Signor Presidente,
Eccellenze,
Signore e Signori,
Sono grato ad Allah Onnipotente che mi ha permesso ancora una volta di intervenire in questa assise mondiale. Esprimo con piacere i miei sinceri ringraziamenti a Sua Eccellenza Joseph Deiss, presidente della sessantacinquesima sessione, per l’essersi prodigato nel corso di essa senza risparmio alcuno. Vorrei anche congratularmi con Sua Eccellenza Nassir Abdulaziz Al-Nasser, che è stato eletto presidente della sessantaseiesima sessione plenaria delle Nazioni Unite, ed augurargli ogni successo.
Lasciate che colga l’occasione per rendere omaggio a tutti coloro che hanno perduto la vita nel corso dell’ultimo anno, ed in particolare alle vittime della tragica carestia in Somalia e alla devastante inondazione in Pakistan. Raccomando a tutti di intensificare gli sforzi perché alle popolazioni sofferenti in questi paesi vengano portati più assistenza e più aiuti.
Gli scorsi anni ho parlato di differenti problemi mondiali, e del bisogno che esiste di introdurre dei mutamenti fondamentali nell’ordine internazionale vigente.
Questa volta, in considerazione degli sviluppi intervenuti a livello internazionale, cercherò di analizzare la situazione presente da una diversa ottica.
Come voi tutti sapete, la supremazia ed il dominio degli esseri umani sul resto delle creature viventi affonda le proprie radici nella natura più autentica dell’umanità e nel suo senso di verità.
La condizione di essere umano è un dono divino ed una manifestazione dello spirito d’Iddio; essa comporta:
- la fede in Dio, creatore eterno e pianificatore dell’intero universo;
- la compassione verso gli altri, la generosità, la ricerca della giustizia, l’integrità morale nelle parole e nelle azioni;
- una dignità che cerca di arrivare ai vertici della perfezione, l’aspirazione di elevare la propria condizione materiale e spirituale, e l’anelito verso la costruzione della libertà.
- Il combattere l’oppressione, la corruzione e la discriminazione, ed al contrario sostenere la causa degli oppressi.
- La ricerca di una felicità, di una prosperità durevole e di una sicurezza che siano per tutti.
- Queste sono alcune delle manifestazioni di caratteristiche che sono divine ed umane al tempo stesso, e che possono essere chiaramente identificate nelle aspirazioni espresse dagli esseri umani nel corso della storia, che si riflette nel retaggio del nostro interesse per l’arte e per le opere letterarie in prosa ed in poaesia, e nei movimenti socioculturali e politici opera degli esseri umani nel corso della storia.
- Tutti i profeti divini e tutti i riformatori sociali hanno invitato gli esseri umani a non uscire da questo retto percorso.
Dio ha conferito al genere umano la dignità di elevare la propria condizione fino a ricoprire il ruolo di Suo successore sulla terra.

Cari colleghi ed amici.
- E’ evidente che nonostante ogni traguardo raggiunto nel corso della storia, compresa la fondazione di quelle Nazioni Unite che sono il risultato di incessanti lotte e di continui sforzi compiuto da individui dalla mente sgombra e spinti da senso di giustizia oltre che della cooperazione internazionale, le società umane sono ancora lontane da portare a compimento i loro desideri e le loro aspirazioni più nobili.
- La maggior parte dei popoli del mondo non sono soddisfatte di come vanno oggi le cose a livello di rapporti internazionali.
- Inoltre, nonostante l’anelito generale e le aspirazioni verso la promozione della pace, del progresso e della fraternità le guerre, gli omicidi di massa, la povertà diffusa e le crisi socioeconomiche e politiche continuano ad abbattersi sui diritti e sulla sovranità dei popoli, lasciando ovunque dopo il loro passaggio dei danni irreparabili;
- Secondo calcoli approssimativi, tre miliardi e mezzo di persone in tutto il mondo vivono con meno di due dollari e mezzo al giorno, e più di un miliardo vive senza avere neanche un solo pasto sufficiente al giorno. – Il quaranta per cento della popolazione più povera del mondo condivide solo il cinque per cento del reddito complessivo, mentre il venti per cento della popolazione più ricca ne condivide il settantacinque per cento.
- Più di ventimila bambini innocenti ed abbandonati all’indigenza muoiono ogni giorno nel mondo a causa della povertà.
- L’ottanta per cento delle risorse finanziarie negli Stati Uniti sono in mano al dieci per cento della popolazione di quel paese; all’altro novanta per cento appartiene solo il venti per cento delle risorse rimanente.
- Quali sono le cause ed i motivi che stanno dietro queste ingiustizie? Come è possibile porre ad esse rimedio?
- Coloro che controllano e fanno funzionare i centri del potere economico mondiale danno la colpa di tutto questo all’anelito dei popoli nei confronti della religione e della via tracciata dai divini profeti, oppure alla debolezza degli stati nazionali, o, ancora, ai comportamenti poco virtuosi di vari gruppi o di vari individui. A sentir loro soltanto il loro punto di vista, il loro modo di affrontare le cose e le loro indicazioni possono salvare il genere umano e l’economia mondiale.

Cari colleghi ed amici.
- Non pensate che la causa prima dei problemi va cercata nell’ordine internazionale vigente, ovvero nel modo in cui il mondo viene governato?
Vorrei porre alla vostra gentile attenzione le domande che seguono.
- Chi ha deportato con la forza decine di milioni di persone dai loro paesi in Africa e da altre reginoi del mondo durante il funesto periodo della schiavitù, rendendole vittime della propria avidità materialistica?
- Chi ha imposto il colonialismo per oltre quattro secoli al mondo intero? Chi ha occupato terre e saccheggiato in modo massiccio le risorse di altri popoli, distrutto talenti, tolto ai popoli la loro lingua, la loro cultura e la loro identità?
- Chi ha scatenato la prima e la seconda guerra mondiale, che hanno lasciato sul terreno settanta milioni di morti e centinaia di milioni di feriti o di senzatetto? Chi ha provocato le guerre nella penisola coreana e in Vietnam?
- Chi ha imposto, con l’ipocrisia e gli inganni la presenza dei sionisti, oltre sessant’anni di guerra, la cacciata dalle abitazioni, il terrore e gli omicidi di massa compiuti contro il popolo palestinese e contro i paesi della regione?
- Chi ha imposto e sostenuto per decenni le dittature militari ed i regimi totalitari nei paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina?
- Chi ha usato la bomba atomica contro un popolo indifeso, ed ha ammassato migliaia di testate nei propri arsenali?
- A chi appartengono le economie che si basano sullo scatenare guerre e sul vendere armi?
- Chi ha provocato ed incoraggiato Saddam Hussein perché invadesse l’Iran ed imponesse ad esso una guerra di otto anni, e chi gli ha fornito l’assistenza e gli equipaggiamenti necessari a schierare armi chimiche contro le nostre città e contro il nostro popolo?
- Chi ha usato il misterioso incidente dell’undici settembre come pretesto per aggredire l’Afghanistan e l’Iraq, uccidendo, ferendo e mettendo in mezzo ad una strada milioni di persone in tutti e due i paesi, avendo come obiettivo finale quello di prendere il controllo del Medio Oriente e delle sue risorse petrolifere?
- Chi ha abolito il sistema di Bretton Woods e si è messo a stampare trilioni di dollari senza che fossero coperti da riserve auree o dall’equivalente in moneta, seguendo un comportamento che ha innescato l’inflazione in tutto il mondo e che era finalizzato a predare le risorse economiche delle altre nazioni?
- Qual è il paese le cui spese militari superano ogni anno i mille miliardi di dollari, che sono più delle spese militari di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme?
- Quali governi sono i più indebitati del mondo?
- Chi è che controlla tutti i contesti dove si decidono le politiche di controllo dell’economia mondiale?
- Quali sono i responsabili della recessione economica mondiale, che ne stanno imponendo le conseguenze all’America, all’Europa ed al mondo in generale?
- Quali governi sono pronti anche a sganciare migliaia di bombe su altri paesi, ma tentennano ed esitano se c’è da mandare un po’ di aiuti alimentari a gente oppressa dalla carestia in Somalia o in altre regioni?
- Chi è che domina sul Consiglio di Sicurezza, che in teoria dovrebbe salvaguardare la sicurezza internazionale?
- Domande come queste ce ne sono a decine, ed hanno risposte chiare.
- La maggior parte dei paesi e dei governi del mondo non hanno avuto alcun ruolo nella costruzione della crisi globale attualmente in corso, e di fatto sono stati essi stessi vittime delle politiche che hanno portato a questo.
- E’ chiaro come il sole che gli stessi schiavisti e le stesse potenze coloniali che un tempo hanno portato il mondo in due guerre mondiali hanno provocato miseria generalizzata ed un disordine i cui effetti si sono rivelati di lunga portata in tutto il mondo.

Cari colleghi ed amici.
- Questi poteri arroganti dispongono della competenza e dell’abilità di controllare o di governare il mondo, o dobbiamo accettare che essi si autoproclamino difensori unici della libertà, della democrazia e dei diritti umani intanto che aggrediscono militarmente ed occupano altri paesi?
- Il fiore della democrazia può sbocciare dai missili della NATO, dalle sue bombe, dai suoi cannoni?

Signore e signori.
- Se dopo sessant’anni alcuni paesi europei ancora usano l’Olocausto per pagare tributo o riscatto ai sionisti, non dovrebbe essere un obbligo per le potenze schiaviste o coloniali pagare analoghi risarcimenti ai paesi che hanno danneggiato?
- Se i danni e le perdite del tempo della schiavitù e del colonialismo venissero risarciti, che ne sarebbe deui poteri politici manipolatori che agiscono dietro le quinte negli Stati Uniti ed in Europa? Continuerebbero ad esistere differenze tanto evidenti tra Nord e Sud?
- Se solo la metà delle spese militari degli Stati Uniti e dei loro alleati della NATO venisse usata invece per tentare di risolvere i loro problemi economici, questi paesi avvertirebbero qualche sintomo della crisi economica?
- Cosa succederebbe se la stessa somma venisse destinata ai paesi poveri?
- Quale giustificazione ha la presenza di migliaia di basi dei servizi segreti e dell’esercito statunitense in giro per il mondo, comprese le duecentosessantotto basi tedesche, le centoventiquattro in Giappone, le ottantasette in Corea del Sud, le ottantatré basi in Italia [*], le quarantacinque nel Regno Unito e le ventuno basi in Portogallo? Significano forse qualcosa di diverso da occupazione militare pura e semplice?
- Gli ordigni schierati nelle basi suddette non costituiscono una minaccia per la sicurezza di altre nazioni?

Signore e signori.
- La domanda essenziale è: dove vanno cercate le cause prime di questi atteggiamenti?
- La ragione principale andrebbe vista nelle credenze e nelle propensioni mostrate dall’establishment.
- Si tratta di gruppi di persone che, in contraddizione con gli istinti umani di base e con le caratteristiche innate dell’uomo, non hanno neppure fede in Dio e nella via tracciata dai profeti divini, e sostituiscono i valori celesti con la loro brama di potere e i loro fini meramente materialistici.
- Per costoro, contano solo il potere e la ricchezza; dobbiamo fare ogni sforzo perché questi sinistri obiettivi siano portati alla luce.
- I popoli oppressi non hanno speranza di veder ripristinati o di tutelare i loro legittimi diritti nei confronti di poteri come questi.
- Queste potenze stanno cercando di progredire, di prosperare e di tutelare la propria dignità attraverso la povertà, l’umiliazione e l’annichilimento degli altri.
- Si considerano superiori agli altri e si assegnano da soli privilegi e concessioni speciali. Non hanno alcun rispetto per gli altri e violano con facilità i diritti di tutti i paesi e di tutti i governi.
- Esssi si autonominano custodi indiscussi di tutti i governi e di tutti i paesi facendo ricorso all’intimidazione, alla minaccia e alla forza, ed abusando di tutto ciò che regola i rapporti internazionali. Fanno puramente a pezzi ogni principio internazionalmente riconosciuto ed ogni regola.
- Insistono nellì’imporre agli altri il loro stile di vita e le loro credenze.
- Sostengono ufficialmente il razzismo.
- Fiaccano altri paesi aggredendoli militarmente e distruggendo le loro infrastrutture, per fare saccheggio delle risorse altrui rendendo gli altri paesi ancora più dipendenti.
- Gettano il seme dell’odio e dell’ostilità tra i paesi sovrani e tra popoli che hanno obiettivi diversi dai loro, in modo da impedir loro di raggiungere i traguardi di sviluppo e di progresso che si erano prefissati.
- Culture, identità, vite, valori e ricchezze degli altri paesi, le donne, i giovani, le famiglie così come la ricchezza delle nazioni nel suo complesso devono sacrificarsi sull’altare delle loro tendenze egemoniche e della loro propensione a porre in schiavitù e a tenere prigionieri gli altri.
- I loro interessi ed i loro traguardi imperialisti vengono garantiti dall’ipocrisia e dall’inganno. Le droghe, il traffico e l’uccisione di esseri umani innocenti sono strumenti ammessi per il conseguimento di questi diabolici obiettivi. Nonostante la presenza della NATO nell’Afghanistan occupato, la produzione di sostanze illecite nel paese è cresciuta in modo macroscopico.
- Essi non tollerano alcuna domanda ed alcuna critica; invece di esibire giustificazioni per le loro continue violazioni delle regole, fanno sempre in modo da mettersi nella posizione di chi abbia buoni motivi per lamentarsi di qualcosa.
- Usando la loro rete di mass media imperialisti, che subisce l’influenza del colonialismo, minacciano di sanzioni o di intervento militare chiunque avanzi domande sull’Olocausto o sull’undici settembre.
- Lo scorso anno, quando emerse la necessità di mettere in piedi una squadra che compisse un profondo lavoro investigativo su elementi nascosti inerenti l’incidente dell’undici settembre -un’idea sostenuta da tutti i governi e da tutte le nazioni indipendenti, così come dalla maggioranza degli statunitensi- il mio paese e la mia persona sono stati oggetto di pressioni e minacce da parte del governo degli Stati Uniti.
- Al posto di conferire incarico ad una squadra che portasse alla luce i fatti concreti, essi hanno ucciso il principale indiziato ed hanno gettato in mare il suo corpo.
- Non sarebbe stato ragionevole portarlo in tribunale, e processare apertamente il principale indiziato dell’incidente per cercare di identificare gli elementi che stavano dietro il sicuro spazio di cui l’aereo attaccante ha potuto usufruire per colpire le torri gemelle?
- Perché non è stato possibile portarlo a processo, in modo che la cosa aiutasse a riconoscere chi sono coloro che hanno promosso i gruppi terroristici e portato in questo modo la guerra ed altre sciagure in Medio Oriente?
- Ci sono informazioni che costituiscono segreto di stato e che devono rimanere segrete?
- Essi considerano il sionismo un concetto o un’ideologia dotata di carattere sacrale ed ogni interrogativo che riguardi la sua fondazione e la sua storia viene da essi stigmatizzato come un peccato imperdonabile. In compenso, essi sostengono e permettono azioni sacrileghe ed insulti contro le credenze degli altri monoteismi.

Cari colleghi ed amici.
- La libertà, la giustizia, la dignità, il benessere ed un senso stabile di sicurezza autenticisono diritto di ogni paese.
- Si tratta di cose che non possono essere raggiunte affidandosi all’inefficiente sistema di governo del mondo tutt’ora in essere, e neppure tramite l’intervento delle potenze arroganti e delle vagonate di armi delle forze della NATO.
- Valori come questi possono diventare realtà solo in condizioni di indipendenza in cui sia presente il riconoscimento dei diritti altrui, nonché tramite l’armonia e la cooperazione.
- Esiste un modo per indirizzare problemi e sfide a soluzione senza che il mondo debba rifarsi ai meccanismi oggi prevalenti nella risoluzione delle controversie internazionali? Esiste qualche strumento in grado di aiutare l’umanità a raggiungere le sue antiche aspirazioni di pace, sicurezza ed equità?
- Tutti coloro che hanno cercato di introdurre qualche riforma rispettando al tempo stesso le norme e le tendenze in vigore hanno fallito. I lodevoli sforzi compiuti dal Movimento dei Paesi non allineati, dal Gruppo dei Settantasette e dal Gruppo dei Quindici, così come quelli intrapresi da individualità prominenti non sono riusciti ad introdurre cambiamenti sostanziali.
- Governare ed amministrare il mondo sono cose che hanno bisogno di riforme radicali.
- Che fare, adesso?

Cari colleghi ed amici.
- Ferma determinazione e cooperazione collettiva sono alla base di ogni sforzo finalizzato a tracciare un nuovo piano, rispettoso dei principi fondamentali che sono alla base di valori universali come il monoteismo, la giustizia, la,libertà, l’amore e l’anelito verso la felicità.
- Le Nazioni Unite rimangono un traguardo storico grandioso per il genere umano, la cui importanza deve essere valorizzata e le cui potenzialità devono essere utilizzate al massimo per i nostri nobili scopi.
- Non dovremmo permettere che l’organizzazione che esprime il riflesso della nostra comune volontà e delle aspirazioni che la comunità internazionale condivide devi dalla rotta che le è propria e si presti al gioco delle grandi potenze mondiali.
- Dobbiamo preparare un terreno fertile per la partecipazione collettiva e per il coinvolgimento di tutte le nazioni nello sforzo di promuovere pace e sicurezza durature.
- Si deve giungere ad un’autentica amministrazione condivisa e collettiva del mondo, basata sui principi che ispirano il diritto internazionale; il criterio di giustizia dve essere alla base di tutte le decisioni e di tutte le azioni che riguardino il contesto internazionale.
- Tutti noi dovremmo riconoscere il fatto che non esiste modo diverso dall’amministrazione collettiva e condivisa del mondo per mettere fine ai disordini dell’epoca contemporanea, alla tirannia e alle discriminazioni che sussistono in tutto il pianeta.
- Questa è l’unica strada percorribile verso la prosperità ed il benessere della società umana, che rappresentano una verità viva e consolidata.
- Riconoscere questa verità significa anche ammettere che il riconoscerla non è abbastanza, e che dobbiamo anche avere ulteriore fede in essa e dedicarci senza risparmio alla sua trasformazione in realtà.

Cari colleghi ed amici.
- L’amministrazione condivisa e collettiva del mondo costituisce un diritto legittimo di tutte le nazioni; come loro rappresentanti, tocca a noi difendere i loro diritti. Anche se alcune potenze continuano a tentare di inficiare tutti gli sforzi profusi a livello internazionale per promuovere la cooperazione collettiva, dobbiamo rafforzare la nostra convinzione nel fatto che il traguardo che ci siamo prefissati, quello di fondare un sistema condiviso e collettivo per governare il pianeta, può essere raggiunto.
- Le Nazioni Unite sono state create per rendere possibile la fattiva partecipazione di tutti i paesi ai processi internazionali di presa delle decisioni.
- Sappiamo tutti che questo obiettivo non è stato ancora pienamente ralizzato a causa della mancanz di giustizia nelle strutture amministrative e nei meccanismi che regolano il funzionamento delle Nazioni Unite.
- La composizione del Consiglio di Sicurezza è ingiusta ed iniqua. Dunque, cambiare e ridefinire la struttura delle Nazioni Unite rappresentano le richieste essenziali che i singoli paesi devono porre all’attenzione dell’Assemblea Generale.
- Durante la sessione plenaria dello scorso anno, ho sottolineato l’importanza di questa questione e invitato a battezzare questo decennio come il decennio dell’amministrazione globale condivisa e collettiva.
- Vorrei adesso avanzare nuovamente la stessa proposta; sono sicuro che attraverso una diligente cooperazione internazionale, attraverso l’operato della dedizione dei governi o dei politici del mondo, attraverso l’enfatizzazione del senso di giustizia ed il sostegno di tutti gli altri paesi, potremo gettare le basi per costruire un luminoso futuro in comune.
- Questo movimento agisce sicuramente nella direzione giusta per arrivare a tanto, assicurando all’umanità un futuro denso di buone promesse.
- Un futuro la cui costruzione inizierà quando il genere umano prenderà a seguire il sentiero indicato dai profeti divini e dagli uomini giusti, il sentiero presidiato dall’Imam Mahdi, il Salvatore Ultimo del genere umano che accoglie il retaggio di tutti i messaggeri divini, di tutti i capi e della immacolata generazione del nostro grande Profeta.
- La creazione di una società altissima ed ideale, che ha come punto di arrivo l’essere umano perfetto, autentico e sincero amante di tutti gli esseri umani, è la promessa che Allah ci assicura.
- Egli giungerà con Gesù Cristo, per guidare coloro che amano la libertà e la giustizia a sradicare la tirannia e la discriminazione in nome della conoscenza, della pace, della giustizia, della libertà e dell’amore in tutto il mondo. Donerà a ciascuno tutte le bellezze del mondo e quanto di buono esiste per la felicità del genere umano.
- I popoli si sono risvegliati e col crescere di questa diffusa consapevolezza non sono più disposti a soccombere all’oppresione e alle discriminazioni.
- Il mondo sta adesso più che mai assistendo al diffuso risveglio delle terre islamiche, dell’Asia, dell’Europa e dell’America. Lo spettro e l’influenza di questi movimenti sociali che tendono a stabilire giustizia e libertà per la creazione di un domani migliore si diffondono ogni giorno di più.
- Il nostro grande paese è pronto a stringere le mani agli altri, per percorrere questo meraviglioso sentiero che si snoda in armonia ed in accordo con le aspirazioni che tutta l’umanità condivide.
- Rivolgiamo dunque il nostro saluto all’amore, alla libertà, alla giustizia, alla conoscenza ed al luminoso futuro che attende il genere umano.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Dicembre 2011 12:46
 
Complotto U.S.A. dietro i tumori dei Leader Sudamericani non "allineati" PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 29 Dicembre 2011 12:34

(tratto da: www.giornalettismo.com)

28 dicembre 2011

Il presidente venezuelano Hugo Chavez spiega così l’epidemia di tumori che coinvolge alcuni dei premier del continente

Gli scienziati statunitensi avrebbero sviluppato una “tecnica” per “inoculare il cancro”: l’ipotesi è stata avanzata dal presidente venezuelano Hugo Chavez dopo che ieri era stata resa nota la notizia del carcinoma alla tiroide che ha colpito il Capo di Stato argentino, Cristina Fernandez de Kirchner.

STRANE COINCIDENZE – “Sarebbe così strano che avessero sviluppato una tecnica per inoculare il cancro senza che nessuno lo sappia?”, ha ipotizzato Chavez pur sottolineando di non voler lanciare “alcuna accusa odiosa” ma insistendo sulla “stranezza” della serie di malattie di cui sono stati vittima numerosi Capi di Stato sudamericani dal 2009 ad oggi. Oltre allo stesso Chavez, sono risultati affetti da tumore i brasiliani Luis Inacio Lula da Silva e il successore, Dilma Rousseff, il paraguaiano Fernando Lugo e ultima in ordine di tempo il Presidente argentino: una serie “difficile da spiegare”, secondo il leader bolivariano.

PRENDETEVI CURA DI VOI – Cristina Fernandez verrà operata il 4 gennaio prossimo per un tumore alla tiroide, scoperto il 22 dicembre dopo un’analisi di routine. “Ripeto, sono solo mie considerazioni, ma ritengo la situazione molto strana”, ha continuato Chavez, il quale si è poi rivolto al presidente boliviano Evo Morales e a quello ecuadoriano Rafael Correa: “Evo, prenditi cura di te stesso, e tu Correa fai attenzione, che non si sa mai”. Thomas Mittnacht, direttore dell’ufficio stampa dell’ambasciata americana a Caracas ha rifiutato di commentare le esternazioni di Chavez.

ATTENTO A QUEL CHE MANGI - “Fidel me l’ha sempre detto, Hugo fai attenzione. Gli americani hanno sviluppato delle tecnologie. Non sei abbastanza attento. Controlla quello che mangi e quello che ti viene portato da mangiare. Con un piccolo ago possono iniettarti dio solo sa cosa”. Queste le raccomandazioni di Fidel Castro fatte a Hugo Chavez, raccontate dallo stesso presidente venezuelano, che sembra sulla strada giusta per guarire dal tumore che l’ha colpito. A dimostrarlo i capelli, che sembra si stiano riprendendo dopo la chemioterapia. (ANSA/TMNEWS)


 
L'Orgoglio Iraniano e la supponenza Yankee PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 29 Dicembre 2011 00:26

(tratto da italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/101092)

TEHERAN - "Per l'Iran chiudere lo stretto di Hormuz e' molto facile; e' come bere un bicchiere d'acqua, ma per ora non e' necessario". Lo ha dichiarato in tv l'ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della marina iraniana, sottolineando che "tutti sanno quanto lo stretto sia importante e strategico ed e' completamente sotto il controllo della Repubblica islamica dell'Iran". Non c'e' bisogno di chiuderlo "anche perche' - ha ricordato - controlliamo il mare d'Oman e possiamo controllare il transito marittimo e petrolifero". La marina iraniana ha iniziato (sabato scorso) dieci giorni di manovre militari navali attorno allo stretto di Hormuz, dove passa il 40% del traffico marittimo petrolifero mondiale.

Il comandante della marina iraniana il generale Sayyarì ha affermato che chiudere lo Stretto di Hormuz per l’Iran è facile come bere un bicchier d’acqua mentre gli Usa hanno subito risposto minacciando un intervento militare per aprire la via attraverso il quale passa la maggior parte del petrolio mondiale. Secondo Press TV, l’Iran pur facendo presente che non c’è bisogno di ricorrere ad una simile misura estrema, ha fatto comprendere in questi giorni di essere capace di chiudere lo Stretto, chiusura che avrebbe conseguenze difficilmente quantificabili sui mercati mondiali del greggio. La quinta flotta marina Usa, di stanza in Bahrain, ha risposto minacciando di non tollerare il minimo ritardo nell’andirivieni nello Stretto di Hormuz.

È degno di nota che l’Iran è da anni vittima di sanzioni americane per via di un progamma nucleare che sulla base dei dati ufficiali è completamente innocuo. Il vice-presidente iraniano ha detto recentemente che se le sanzioni Usa verranno imposte pure contro il petrolio iraniano, nemmeno “una goccia di petrolio” attraverserà lo Stretto di Hormuz.

La marina iraniana ha iniziato da Sabato la più estesa esercitazione militare della storia della Repubblica Islamica dal Golfo Persico fino al Golfo di Aden testanto soprattutto missili, siluri e sistemi di Difesa.


 
Giorgio Bocca: il partigiano PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Mercoledì 28 Dicembre 2011 14:03

(di Stelvio Dal Piaz, Tratto da: www.socialismonazionale.org)

I commentatori intervenuti in occasione della morte di Giorgio Bocca, hanno usato una parola di troppo, a cominciare dallo stesso presidente della Repubblica: COERENZA.

No, questa proprio non possiamo lasciarla passare. La coerenza è altra cosa rispetto alla vita e al comportamento di questo signore.
Non vogliamo dedicargli troppo spazio, bastano pochi riferimenti che tiriamo fuori da “Rosso e Nero” di Beppe Niccolai:

“E’ il 14 agosto 1942. Le Armate dell’Asse dilagano nel Caucaso e in Africa. Sul settimanale di Cuneo “La Provincia Grande” compare un articolo dal titolo: “Documenti dell’odio giudaico: i protocolli dei Savi anziani di Sion. Il sovvertimento mondiale attuato dagli ebrei, prima con le istituzioni liberali, poi con il collettivismo, ha ricevuto un colpo tremendo dal sorgere del movimento fascista che ha denunciato la inconsistenza pratica della parola libertà in campo politico dove gli uomini sono in tal modo costruiti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia. Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è una utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza. L’odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l’odio di chi vede rovinare i propri piani è tremendo. Questo odio degli ebrei contro il Fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia: in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere schiavo degli ebrei ? Da ciò la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porlo in stato di schiavitù”
“Chi è l’autore di questa nota ?” si chiede Niccolai. “Provate ad indovinare. E’ il giornalista più coccolato della sinistra radical-chic. E’ il giornalista più intervistato d’Italia. E’ il giornalista, senza il quale, la Televisione non dà avvio a dibattiti sulla libertà, l’antifascismo, il terrorismo”. Prosegue sempre Niccolai: “Si chiama Giorgio Bocca. E’ stato comandante partigiano della decima Divisione Giustizia e Libertà, vice comandante politico nel cuneese. Lo ricordano spietato e crudele. La cosa non sorprende: la necessità di dover far dimenticare il suo passato in camicia nera, quando la sorte delle armi cambiò in sfavore dell’Asse, lo portava ad essere feroce. I voltagabbana si caratterizzano sempre così.”

Fin qui Niccolai. Noi Vogliamo aggiungere che spietato e crudele lo è stato davvero, fino al punto di uccidere a sangue freddo con un colpo alla nuca prigionieri di guerra catturati dalla sua banda.
Quando la sua repubblica, quella nata dalla resistenza, ha mostrato il suo volto corrotto e violento, allora egli è diventato il “fustigatore” implacabile dei costumi.
Sempre Beppe Niccolai su “Rosso e Nero” riporta quanto Giorgio Bocca pubblicò su “Repubblica” del 21 luglio 1982:
“Banditi – giustizieri( la camorra) e banditi – ideologici (le Br), si ritrovano insieme a Napoli, dopo il ventennale black-out del fascismo. La camorra del 1944, come l’attuale, è al tempo stesso sovversiva e conservatrice, delinquenziale e paralegalitaria. Allora (1944) lavorava insieme al colonnello Poletti, proconsole americano che si è scelto, opportunamente, come consigliere d’affari Vito Genovese, un patriota di cosa nostra. Sono tempi d’oro, la camorra alleata controlla la stazione circumvesuviana di Scafati, il mercato ortofrutticolo, la Shanghai street vicina al porto; ma neppure oggi 1982 le cose vanno poi tanto male, la pioggia di miliardi del dopo terremoto cade in gran parte nella cosiddetta “famiglia” vecchia o nuova che sia e spiega le sanguinose lotte per la spartizione.” Cosi scrisse Giorgio Bocca.
Commenta Niccolai: “E’ un’analisi esatta, il partigiano, l’antifascista purissimo, il democratico Giorgio Bocca lo fa in modo spietato. Quell’analisi ha un solo difetto: di essere tardiva e di non andare alle origini, alle cause.”

Proprio vero diciamo noi, ha dimenticato che anche lui, il partigiano Bocca, ha beneficiato dei lanci di denaro del colonnello Poletti e anche lui ha contribuito a edificare questa repubblica dei malaffare, nata dalla resistenza.

Comunque noi siamo generosi; riposi in pace !
(Stelvio Dal Piaz)


 
Comunicato Stampa PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Giovedì 22 Dicembre 2011 18:56

 

( ... De rustica progenie, semper villana fuit....)

 

In risposta a quanto pubblicato mercoledì 21 Dicembre 2011, sul quotidiano “La Provincia”, nella rubrica “Lettere al Direttore”,

a firma Luciano Forni; ci vediamo nuovamente costretti, con estremo disappunto, a sottrarre tempo prezioso alla nostra quotidianità

per chiarire le idee a quanti non trovano nulla di meglio da fare che utilizzare il loro tempo libero per strumentalizzare

fatti di cronaca estranei alla nostra città, inventandosi inesistenti parallelismi e inconsistenti fili conduttori tra la nostra

Associazione Culturale e altre strutture presenti sul territorio Nazionale, con il malcelato obiettivo di creare un clima di sospetto

e di tensione che non giova a nessuno.

Sottraendoci in toto a questa ennesima ed eterodiretta provocazione gratuita,  facciamo, per l'ennesima volta presente

che l’Associazione Culturale Militia-Como é autonoma e indipendente, iscritta all’Albo delle Associazioni Culturali

dell'Agenzia delle Entrate con un regolare statuto consultabile da chiunque presso l’ufficio Del Registro di Erba

e che opera sul territorio con iniziative pubbliche, spesso in strutture pubbliche nel pieno rispetto della legge

e dei regolamenti vigenti.

Pertanto diffidiamo chiunque dall'inventarsi immorali ed insussistenti trame oscure basate unicamente

su assonanze onomatopeiche, differentemente ci vedremo costretti, come in passato, ad adire a vie legali

per tutelare la nostra Associazione.

In conclusione invitiamo caldamente tutti coloro che si prodigano a tempo pieno nella diffusione di odio e menzogne

ad evitare gratuiti ed indegni attacchi che, fatalmente, finiscono per qualificare unicamente chi li conduce.

Il Portavoce


 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 23:54
 
Che Guevara e Juan Domingo Peron PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Lunedì 19 Dicembre 2011 12:44

( di Nando De Angelis, tratto da: http://www.webarchia.org/index.php?i_tree_id=40&i_forum_id=1368 )

Come vissero i giovani militanti della Juventud Peronista, che si preparavano a passare dalla resistenza all’offensiva, quell’infausto giorno dell’otto ottobre 1967? Che legami trovarono fra Perón e il Che? Poterono affermare fondatamente che Perón era guevarista e il Che peronista?

Il Che era la guida etica della rivoluzione: l’uomo nuovo. Perón quella concreta: il capo di un movimento di liberazione nazionale. Avevano, di fatto, la stessa prospettiva sudamericana della rivoluzione e lo stesso nemico: l’imperialismo nordamericano.

Per questo motivo poterono, allo stesso tempo, essere d’accordo e dissentire con entrambi. Dissentire con il Che circa la "strategia dell'azione" per raggiungere gli obiettivi rivoluzionari: principalmente con la teoria "del focolaio„. Alla gioventù peronista costò molto capire il concetto di "avanguardia". Provenivano tutti da una corrente di pensiero che aveva come soggetto della rivoluzione l’unità di tutte classi in difesa degli interessi della nazione contro l’imperialismo. Venivano da una esperienza operaia reale e non immaginaria, non ritenevano che ci fosse bisogno del "focolaio" per svegliare la coscienza di classe: bisognava solo aspettare che questa maturasse con la lotta, i lavoratori, in maggioranza peronisti, erano "la spina dorsale del Movimento". Coltivavano un’idea di insurrezione che riuscisse se non a evitare almeno a ritardare i conflitti di classe.

Erano in profondo accordo con il Che perché credevano fermamente che la rivoluzione fosse il prodotto dell’uomo nuovo, che la forma desse il contenuto. Per rifondare la nazione bisognava abbandonare le vecchie pratiche liberali, rivendicare la nobiltà della politica, trasformare la militanza in un esercito epico munito di solidi principi etici: l’uomo nuovo doveva guidare questo processo, sulla scia dei grandi ideali della classe operaia peronista. Dissentire da Peròn quando, per realpolitik, sosteneva l’anacronistica rivoluzione democratico borghese in un mondo dove le lotte popolari tendevano tutte al socialismo. Per questo, rivendicando lo spirito critico che deve animare ogni militanza vera, manifestarono con forza la propria contrarietà.

Ma quando si doveva lottare per conseguire aumenti salariali o destabilizzare il "partito militare" che acquisiva sempre più potere, la strategia vincente era quella di Peròn e non quella del Che. La rivoluzione è un processo di costruzione di rapporti di forza, per combattere il formidabile potere del regime e Peròn rappresentava l’asse dell’unità, il rettore di una strategia di insieme.

Perón e il Che si sono spesso incontrati durante la loro lotta rivoluzionaria. Non è una presunzione infondata, ci sono fonti attendibili che confermano questi incontri. Certo, diverse erano le motivazioni. Per Peròn il Che era parte insostituibile della sua strategia di manipolazione di un dispositivo di insieme. Soprattutto perché per lui, e per i peronisti, la rivoluzione cubana non era importante solo perché socialista ma perché era una rivoluzione di liberazione nazionale. Per il Che le masse popolari che si riconoscevano nel peronismo erano il soggetto reale del suo progetto rivoluzionario di liberazione del Sud America.

D'altra parte, se per Perón il Che era "el más grande revolucionario de América„, per il Che, Perón era già il leggendario e carismatico leader antimperialista latinoamericano. Non passò, a lui, inosservato l'accordo dell'ABC che Perón aveva firmato in 1951 con Cile e Brasile: un atto originale e concreto di integrazione panamericana che, presumibilmente, fu uno delle cause principali del suo defestrenamento.

Solo la visione geniale dello statista che albergava in Peròn può avergli dettato quella famosa lettera del 8 ottobre del 1967, dove profetizzò la grandezza che avrebbe assunto la figura del Che dopo il suo sacrificio in Bolivia: " Ci sentiamo fratelli di tutti quelli che, in qualsiasi luogo e sotto qualsiasi bandiera, lottano contro l’ingiustizia, la miseria e lo sfruttamento. Ci sentiamo fratelli di tutti quelli che con valore e decisione affrontano la voracità insaziabile dell’imperialismo che, con la complicità delle oligarchie senza patria sostenute da militari marionette nelle mani del Pentagono, opprime i popoli.

Oggi è caduto, come un eroe, il giovane più straordinario della rivoluzione latinoamericana: è morto il Comandante Ernesto Che Guevara.

La sua morte mi lacera l’anima perché era uno dei nostri, forse il migliore: un esempio di condotta e di spirito di sacrificio. La profonda convinzione nella legittimità della causa che abbracciò, gli ha dato la forza, il valore, il coraggio che oggi lo eleva alla categoria di eroe e martire…"

Il punto di contatto fra il Perón del 1967 e il Che si evidenzia in un paragrafo di quella lettera: "La sua vita, la sua epopea, sono l’esempio più alto e puro a cui devono tendere i nostri giovani, i giovani di tutta America Latina".

E’ impressionante la capacità di Peròn di vedere così lontano nel futuro, anche in considerazione del fatto che Guevara aveva molti nemici nei settori tradizionali del Movimento Peronista. In ogni caso, se qualche frangia del peronismo non era d’accordo, risultava avversata e sconfessata dallo stesso Peròn.

Il popolo si infervora e lotta quando gli obiettivi sono importanti: l’emancipazione nazionale, la sovranità popolare, la giustizia sociale, il socialismo, la Nazione Latinoamericana. Peròn era profondamente sanmartiniano e come "el Libertador", sapeva che "senza illusioni, senza ideali i popoli non potrebbero vivere". Capì che la figura mitica in cui si sarebbe trasformato il Che nel futuro, avrebbe infiammato le masse popolari.

Guevara non era da meno, la sua visione lungimirante di stratega è testimoniata nei passi di una missiva, da lui inviata alla madre, datata 20 giugno 1955 (quattro giorni dopo il pesante bombardamento di Plaza de Mayo che provocò la morte di centinaia di civili). Il Che, in anticipo con i tempi, qualifica come "escrementi" gli aviatori che vigliaccamente, dopo avere assassinato tanta gente e senza correre alcun rischio, si bearono dell’accaduto al loro ritorno a Montevideo e lo giustificarono affermando che lo avevano fatto in nome di dio. Non risparmia i dirigenti civili che parteciparono al tentativo di colpo di stato affermando che "non avrebbero avuto alcuna remora a scagliare i propri mastini contro il popolo al primo sciopero…a massacrare centinaia di "negros" per il delitto di difendere le proprie conquiste sociali e la stampa, compiacente e asservita, avrebbe sostenuto che era certamente molto grave e pericoloso che lavoratori di una sezione vitale del paese dichiarassero lo sciopero generale". E continua: " la Chiesa ebbe delle grosse responsabilità nel tentativo di colpo di stato, ed anche i "nuestros queridos amigos", i nordamericani, i cui metodi ho potuto apprezzare, di persona, in Guatemala". Una settimana dopo l’inizio del colpo di stato che avrebbe decretato la caduta di Peròn, Guevara torna sul tema in un’altra lettera (Querida vieja, 24 settembre del 1955): "Questa volta i miei timori si sono avverati, il tuo odiato nemico è caduto; qui le reazioni non si sono fatte aspettare: tutti i giornali del paese e le agenzie stampa straniere annunciavano con giubilo la caduta del tenebroso dittatore, i nordamericani gongolavano felici per i 425 milioni di dollari che finalmente potevano "recuperare" in Argentina, il vescovo di Ciudad de Mèxico si mostrava soddisfatto della caduta di Peròn, tutte le persone di fede cattolica e di destra che ho conosciuto non nascondevano la loro soddisfazione. Io ed i miei amici, no. Tutti abbiamo seguito con dolore la sorte del governo peronista…Qui, i progressisti hanno definito il dramma argentino come il "trionfo del dollaro, della spada e della croce". Ed al finale, aggiunge: "Ti confesso con tutta sincerità che la caduta di Perón mi ha profondamente amareggiato; non per lui, ma per quello che significa per tutta l'America Latina, perché suo malgrado e nonostante il forzoso tentennamento degli ultimi tempi, l'Argentina era il paladino di tutti noi che pensavamo che il nemico stesse al nord. Per me, che ho vissuto le amare ore del Guatemala, si è trattato di un calco a distanza…Persone come te crederanno vedere l’alba di un nuovo giorno…in un primo momento non ti accorgerai della violenza che si scatenerà perché ciò avverrà in una cerchia di persone lontana dalla tua".

Se qualcosa manca per comprendere la reale posizione del Che Guevara riguardo al governo peronista, citiamo la lettera diretta a Ernesto Sabato, datata 12/4/60: "Stimato compatriota: sono passati forse quasi quindici anni da quando conobbi un figlio suo, che ormai deve avere vent’anni, e sua moglie, in quel luogo che mi sembra si chiami "Cabalando", a Carlos Paz, e dopo, quando lessi il suo libro Uno y el universo, che mi affascinò, non pensavo che sarebbe stato lei, che possedeva quello che per me era la cosa più sacra al mondo, il titolo di scrittore, a chiedermi, col passare del tempo una definizione, un impegno di rincontro, come lei lo definisce, in base ad un’autorità accreditatami per alcun fatti e moti fenomeni soggettivi. Faccio questa premessa solo per ricordarle che appartengo, malgrado tutto, alla terra dove sono nato e che sono ancora capace di sentire profondamente tutta la sua allegria, la mancanza di speranza e anche le sue delusioni. Sarebbe difficile spiegarle perché "questo" non sia una "Rivoluzione Liberatrice"; dovrei forse dirle che avevo visto le virgolette nelle parole che lei denuncia, fin dal momento in cui apparvero e che identificai quella formula con quanto era accaduto in Guatemala che avevo appena abbandonato, vinto e quasi disilluso. Come me, erano tutti quelli che avevano preso parte a quell’incredibile avventura e che avevano approfondito il loro spirito rivoluzionario a contatto con le masse contadine, in una profonda interrelazione, durante due anni di lotta crudele e di risultati veramente grandi. Non potevamo noi essere per la "liberatrice" perché non eravamo parte di un esercito plutocratico, ma eravamo un nuovo esercito popolare, sollevatosi in armi per distruggere il vecchio; e non potevamo noi essere per la "liberatrice" perché la nostra bandiera di combattimento non era una vacca, ma un filo di ferro di recinzione latifondiaria, spezzato da un trattore, come è oggi l’insegna del nostro INRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria). Non potevamo essere per la "liberatrice" perché le nostre servette piansero di gioia il giorno in cui fuggì Batista e noi entrammo all’Avana; e oggi si continuano a fornire i dati su tutte le manifestazioni e le ingenue cospirazioni della gente del "Country Club" che è la stessa gente del "Country Club" che lei ha conosciuto lì, e che a volte sono stati suoi compagni di odio contro il peronismo".

Era Guevara un peronista? Tanto, quanto Perón era guevarista.


Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 20:12
 
Monti ride, lo Stato pretende ma non paga, e gli imprenditori si siuicidano PDF Stampa E-mail
Scritto da corsaro lariano   
Lunedì 19 Dicembre 2011 12:18

(fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/17-dicembre-2011/imprenditore-morto-suicida-ha-trovato-solo-porte-chiuse-1902569569892.shtml )

di Massimo Guerretta

Imprenditore morto suicida: «Ha trovato solo porte chiuse»

Commozione e rabbia per l'ultimo saluto a Giovanni Schiavon. In chiesa amici e imprenditori: La figlia: vorrei trovare il coraggio per dire qualcosa ma ho il cuore vuoto, ciao papi...»

PADOVA - Commozione e rabbia composta tra le circa 300 persone che hanno gremito la chiesa della Sacra Famiglia, a Padova, per i funerali di Giovanni Schiavon, l'imprenditore edile gravato dalle difficoltà finanziarie dell'azienda, con crediti che non riusciva a riscuotere però per circa 200 mila euro, che ha posto fine alla sua vita con un colpo di pistola nel suo ufficio lunedì scorso a Peraga di Vigonza. Molti, tra i banchi della chiesa, i colleghi di Schiavon segnati dall'emozione. L'imprenditore, titolare della Euro strade 90 Snc aveva lasciato un biglietto alla famiglia con cui chiedeva perdono e che si concludeva con una frase «Non ce la faccio più». Poche parole che facevano implicito riferimento proprio ai molti crediti che non riusciva ad esigere dalle aziende per cui aveva lavorato come sub appaltatore e ai debiti accumulati per dare corso all'esecuzione dei lavori che non gli erano poi stati saldati. «Vorrei trovare il coraggio per dire qualcosa ma ho il cuore completamente vuoto, ciao Papi» ha detto la figlia Flavia tra le lacrime. Assieme alla mamma e ai vertici delle categorie imprenditoriali venete nei giorni scorsi ha firmato una lettera inviata al presidente del consiglio Mario Monti, nella quale viene chiesto, tra l'altro, che venga adottata al più presto la direttiva europea che prevede tempi certi e rapidi per i pagamenti con l'appello diretto allo stesso Monti di fare presto per il bene delle aziende e del Paese. Il parroco, don Massimo Facchin, nell'omelia ha ricordato la serietà e l'onestà dell'imprenditore, schiacciato da un sistema bloccato e in cui le regole sembrano essere evaporate sotto i colpi della crisi. «Noi siamo per aprire le porte della fede e della preghiera: lui ha trovato solo porte chiuse» ha detto il sacerdote al termine dell'omelia. «È il sistema che lo ha ammazzato - ha detto carico di rabbia all'uscita dalla chiesa un imprenditore edile - siamo in un meccanismo che stritola e che non funziona più. Bisogna mettere mano al patto di stabilità : io avanzo 120mila euro da un'azienda che mi ha pagato con assegni protestati, e 200mila euro da un comune della provincia di Venezia che non so quando mi pagherà. Come si fa ad andare avanti così?». (Ansa).


 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 20:15
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 17