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Franco Giorgio Freda "La Disintegrazione Del Sistema" PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessio   
Domenica 26 Luglio 2009 12:35

Il 17 agosto del 1969 Franco Freda intervenendo nella riunione del Comitato di Reggenza del Fronte Rivoluzionario Europeo a Regensburg, tenne un discorso che sarebbe diventato uno dei libri guida delle generazione neo fascista post 68; “La disintegrazione del sistema”.

Freda, con quest’opera di innegabile fascino sia stilistico che concettuale, mira alla “disintegrazione” del sistema borghese attraverso “un’alleanza” tattica strategica tra gli opposti estremismi aventi in comune proprio la repulsione di quello status quo che la borghesia europea ha consolidato “economicizzando” la società e annichilendo i suoi valori tradizionali in funzione del mercantilismo.

“noi oggi viviamo nel mondo degli altri, circondati dagli altri, da questi degni rappresentanti dell’epoca borghese, sotto il dominio della più squallida e avvilente delle dittature: quella borghese, quella dei mercanti. Tutto quel che ci circonda è borghese:società, politica, economia, cultura, famiglia, comportamenti sociali, manifestazioni religiose”

L’ambizioso tentativo di superare nelle avanguardia rivoluzionarie il marxismo sta proprio nel fatto che quest’ultimo tende ad operare una lotta “dall’interno” ovvero usando le armi e le regole che la borghesia gli mette a disposizione attraverso la lotta di classe funzionale alla sopravvivenza della borghesia stessa; La disintegrazione del Sistema  supera tutto ciò auspicando una battaglia fuori dagli schemi “non convenzionale” e senza regole d’ingaggio, prendendo il problema alla radice ovvero negando la base stessa, i valori principali entro i quali sia la borghesia che il marxismo conducono la loro battaglia; i valori del mercato e dell’economia.

“…le società e i tempi moderni conoscono esclusivamente sfruttatori e sfruttati, ma a entrambi [la borghesia] impone la schiavitù del denaro”

“Il capitalista comprende che , aumentando il salario al lavoratore, questi acquisterà il frigorifero o l’automobile prodotta dal capitalista; il padrone si rende conto che stordendo chi lavora con l’ossessione di bisogni sempre nuovi e costringendolo a preoccuparsi per acquistarli, egli potrà intossicare completamente il lavoro e il lavoratore”

Nella disintegrazione del sistema borghese, che ha “… risolto la dignità personale in un semplice valore di scambio…” si captano chiari tutti gli influssi Evoliani di “cavalcare la tigre” e “Gli Uomini e le rovine”, nel tentativo supremo di superare Evola indicando anche una linea pragmatica di “Stato” che vada oltre questa concezione economicistica mortificante per l’individuo.

Freda ha ben chiaro che il vero nemico non è l’antagonista di “sinistra”, o quantomeno non lo è fin quando non comprende che è parte integrante funzionale ad un unico sistema, ma il sistema stesso e per questo in uno slancio apparentemente utopico ma incisivo e pragmatico propone che “…gli uni e gli altri devono unificarsi attorno al medesimo obiettivo di lotta e formare un unico fronte operativo superando decisamente tutte le forme di dogmatismo intellettualistico e rompendo pacificamente con tutte le manifestazioni di compiacimento pseudo rivoluzionario…”

“La Disintegrazione Del  Sistema” è a tutti gli effetti un’opera rivoluzionaria sia per ciò che propose sia per come lo propose, andando oltre certi steccati e tentando di superare una dicotomia di lotta politica proprio in un periodo storico che aveva ancora da conoscere gli anni ’70 e il tributo di sangue che essi si porteranno dietro. Il Sistema capì ben presto quanto fosse pericolosa per se stesso l’analisi e il tentativo di Franco Freda, tanto è vero che basta constatare i due pesi e le due misure con i quali il braccio “armato” della repressione borghese ha giudicato i rivoluzionari facenti riferimento  principi marxisti e come tali funzionali al gioco del sistema da una parte, e lo stesso Freda dall’altra, che mirava invece alla demolizione di tutto ciò dalle fondamenta.

Alessio Zanatta